Mattinata travagliata per il Movimento Per la Casa che però con fermezza e determinazione è riuscito ad ottenere quanto desiderato.
Due gli sfratti bloccati oggi. Gepi con la sua famiglia può passare l’estate al sicuro in attesa del prossimo passaggio il 3 ottobre, con la speranza di aver trovato una soluzione definitiva prima di quel giorno. Per Nadia, Karim e le loro due bambine, di 4 e 6 anni, la situazione si stava facendo più complicata del previsto.
La famiglia, infatti, è riuscita a trovare una sistemazione alternativa a quella attuale e chiedeva 15 giorni per poter traslocare senza dover finire in dormitorio. Un tempo breve e più che ragionevole considerando che da anni ormai sono in lista per una casa popolare che ancora non sono riusciti ad ottenere. A rovinare una situazione già risolta autonomamente, come sempre nella totale assenza di sostegno e aiuto degli enti preposti, assessorato alle politiche abitative in primis, ci ha pensato la proprietaria di casa, e dell’intero palazzo, che ha chiesto e ottenuto l’uso della forza pubblica. Non voleva sentire ragioni ed era disposta a sbattere sotto un ponte una famiglia. Le forze dell’ordine erano pronte ad intervenire, ma decine di attivisti e attiviste del Movimento hanno raggiunto in massa l’indirizzo dello sfratto e, dopo ore di trattativa, grazie alla loro fermezza e convinzione sono riusciti ad ottenere la proroga richiesta, rifiutando categoricamente la solita proposta di smembramento del nucleo con conseguente trasferimento in dormitori separati, mamma e bambine da un lato e papà dall’altro.
Altre importanti vittorie per il Movimento Per la Casa che continua a schierarsi dalla parte dei più deboli e dimostra che con l’organizzazione e l’unione di intenti e forze si possono combattere le ingiustizie.
Ci vediamo al prossimo picchetto sempre dalla parte giusta: quella del diritto all’abitare.

Movimento per la Casa