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Comitato Stop Solvay

Comitato Stop Solvay

La Solvay, con la connivenza delle amministrazioni locali e non solo, per anni ha dimostrato come il profitto, per loro, valga molto più della salute dei cittadini. E continua a farlo.

Non possiamo più stare a guardare: la Solvay inquina, il silenzio uccide!

Il Comitato Stop Solvay nasce nel 2020, e fonda le proprie radici nella necessità di rompere il muro di silenzio costruito negli ultimi decenni intorno al polo chimico di Spinetta Marengo.

Solvay, con la complicità di Istituzioni, partiti, sindacati confederali e associazioni, ha dimostrato per anni come il profitto, per loro, valga molto più della salute dei cittadini.

È chiara ormai a tutti la situazione di disastro ambientale con cui popolazione e territorio si devono confrontare quotidianamente: se vivi a Spinetta hai maggiore probabilità di essere ricoverato in ospedale in confronto a chi vive nel capoluogo. A Spinetta si muore di alcune patologie molto più che nel resto della Provincia.

Nel 2012 Solvay fu costretta a sospendere la produzione di PFOS – perfluoroottansolfonati, vietati dalle normative e dalle convenzioni internazionali. I PFOS, insieme ai PFOA – acidi perfluoroottanoici -, sono le classi più diffuse dei PFAS. Questi acidi perfluoroacrilici – che Solvay tutt’ora produce, seppur con un nome diverso (il C604) -, sono riconosciuti tra i fattori di rischio per un’ampia serie di patologie. Ad alte concentrazioni sono tossici non solo per l’uomo, ma per tutti gli organismi viventi.

I PFAS penetrano con facilità nelle falde acquifere e, attraverso l’acqua, raggiungono i campi e i frutti dell’agricoltura che raggiungono le nostre tavole.

Le acque di cui facciamo abitualmente uso sono contaminate, la concentrazione di PFAS nelle acque del fiume Bormida è altissima.

Un polo chimico accusato di disastro ambientale non può continuare a produrre indisturbato, il muro di silenzio e di paura che si erge anche davanti a prove certe deve crollare.

Quello che vogliamo è la chiusura della fabbrica e la bonifica del territorio. Quello che chiediamo a chi ci circonda è di lasciar cadere le proprie paure e le proprie maschere: è arrivato il momento di indignarsi e prendere parola di fronte alle morti e alle malattie che colpiscono la nostra comunità ogni giorno di più.


Un secolo di morti e di veleni può bastare!

Noi crediamo che sia il momento di reagire e di agire!

La Solvay è la vergogna del nostro territorio

Sospensione della produzione, bonifica e riconversione ecologica sono i nostri obiettivi.

Ecocidio, biocidio, disastro ambientale sono parole che stanno entrando nel linguaggio comune.

Dietro queste parole ci sono i numeri su malattie e mortalità. Dietro alla produzione della Solvay, ai PFAS, alle emissioni nell’aria, alla falda contaminata, ci sta il fatto che nascere o lavorare a Spinetta, utilizzare l’acqua del Bormida, segna in modo drastico la possibilità e la qualità della vita.

Il profitto di una multinazionale contro la salute di donne, uomini, anziani e bambini. Una vergogna.

Instagram:

𝐅𝐈𝐍𝐀𝐋𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐄̀ 𝐀𝐑𝐑𝐈𝐕𝐀𝐓𝐎 𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐎𝐏 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐃𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄 𝐀𝐋𝐋'𝐔𝐓𝐈𝐋𝐈𝐙𝐙𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝟔𝐎𝟒
𝑈𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑢𝑡𝑒
Finalmente la notizia che aspettiamo da anni è arrivata: 𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚,  𝐭𝐫𝐚𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚, 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐒𝐨𝐥𝐯𝐚𝐲 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥'𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝟔𝐨𝟒 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
Mentre Solvay ci diceva che se ci ammaliamo di più è per colpa dei nostri stili di vita, mentre le istituzioni si piegavano ad ogni sua richiesta, noi sapevamo già allora ciò che oggi più che mai è stato dimostrato: avevamo ragione. 
Se anche le istituzioni che hanno spalleggiato Solvay o che si sono guardate dall'ostacolarla in questi anni, ormai sono costrette ad ammettere che il polo chimico è un colabrodo - incapace di contenere i veleni che produce - la dismissione del c6o4 deve essere l'inizio per la chiusura totale dello stabilimento e per la bonifica di tutta l'area inquinata. 
𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐢, 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚 𝐭𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞. 
Tante domande però sono ancora senza risposta: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐀𝐑𝐏𝐀, 𝐬𝐞𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥' 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐪𝐮𝐢𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐟𝐚𝐥𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑, 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐝 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞?

𝐅𝐈𝐍𝐀𝐋𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐄̀ 𝐀𝐑𝐑𝐈𝐕𝐀𝐓𝐎 𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐎𝐏 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐃𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄 𝐀𝐋𝐋`𝐔𝐓𝐈𝐋𝐈𝐙𝐙𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝟔𝐎𝟒
𝑈𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑢𝑡𝑒

Finalmente la notizia che aspettiamo da anni è arrivata: 𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚, 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚, 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐒𝐨𝐥𝐯𝐚𝐲 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥`𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝟔𝐨𝟒 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.

Mentre Solvay ci diceva che se ci ammaliamo di più è per colpa dei nostri stili di vita, mentre le istituzioni si piegavano ad ogni sua richiesta, noi sapevamo già allora ciò che oggi più che mai è stato dimostrato: avevamo ragione.

Se anche le istituzioni che hanno spalleggiato Solvay o che si sono guardate dall`ostacolarla in questi anni, ormai sono costrette ad ammettere che il polo chimico è un colabrodo - incapace di contenere i veleni che produce - la dismissione del c6o4 deve essere l`inizio per la chiusura totale dello stabilimento e per la bonifica di tutta l`area inquinata.

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐢, 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚 𝐭𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞.

Tante domande però sono ancora senza risposta: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐀𝐑𝐏𝐀, 𝐬𝐞𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥` 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐪𝐮𝐢𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐟𝐚𝐥𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑, 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐝 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞?
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𝐋'𝐄𝐍𝐍𝐄𝐒𝐈𝐌𝐀 𝐌𝐀𝐍𝐂𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐓𝐑𝐀𝐒𝐏𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄 𝐃𝐈 𝐀𝐑𝐏𝐀
Perché c'è così poca trasparenza da parte di Arpa? Perché le istituzioni, la Provincia, il Comune e la Regione, – che fanno riferimento ai dati di Arpa – non chiedono maggiore chiarezza? Riportiamo parte del commento di Claudio Lombardi a seguito dell'ennesimo comportamento ambiguo da parte di Arpa, in merito alla pubblicazione delle analisi effettuate sui campioni di schiume prelevate al punto di immissione dello scarico Solvay nel fiume Bormida.
“1) Arpa scrive " Rilevate alcune non conformità rispetto al parametro cC6O4 nei confronti dei limiti AIA " . Per trasparenza e completezza di informazione ARPA deve riportare i valori rilevati ed i limiti AIA : non può e non deve delegarne al lettore la ricerca.
2) Arpa deve precisare, sempre in nome della completa informazione al lettore, cos'e' la "prevasca A101A" i valori di ADV rilevati ed i relativi tipi ( vi sono molti tipi di ADV : ADV N2, ADV 7400, ADV 7600 etc)
3) Arpa deve commentare e/o motivare la presenza in tale "prevasca" di PFOA che non deve più essere prodotto e utilizzato . Inoltre mi chiedo: ADV può ancora essere utilizzato ?
4) Arpa afferma "nel fiume Bormida i Pfas sono inferiori ai limiti di quantificazione". Arpa deve riportare i valori dei limiti di quantificazione adottati ed i limiti prescritti,  in nome della completezza di informazione 
5) Arpa deve precisare quali sono le "autorità competenti" alle quali ha trasmesso i dati e i "provvedimenti" che tali autorità devono adottare.”

𝐋`𝐄𝐍𝐍𝐄𝐒𝐈𝐌𝐀 𝐌𝐀𝐍𝐂𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐓𝐑𝐀𝐒𝐏𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄 𝐃𝐈 𝐀𝐑𝐏𝐀

Perché c`è così poca trasparenza da parte di Arpa? Perché le istituzioni, la Provincia, il Comune e la Regione, – che fanno riferimento ai dati di Arpa – non chiedono maggiore chiarezza? Riportiamo parte del commento di Claudio Lombardi a seguito dell`ennesimo comportamento ambiguo da parte di Arpa, in merito alla pubblicazione delle analisi effettuate sui campioni di schiume prelevate al punto di immissione dello scarico Solvay nel fiume Bormida.

“1) Arpa scrive " Rilevate alcune non conformità rispetto al parametro cC6O4 nei confronti dei limiti AIA " . Per trasparenza e completezza di informazione ARPA deve riportare i valori rilevati ed i limiti AIA : non può e non deve delegarne al lettore la ricerca.
2) Arpa deve precisare, sempre in nome della completa informazione al lettore, cos`e` la "prevasca A101A" i valori di ADV rilevati ed i relativi tipi ( vi sono molti tipi di ADV : ADV N2, ADV 7400, ADV 7600 etc)
3) Arpa deve commentare e/o motivare la presenza in tale "prevasca" di PFOA che non deve più essere prodotto e utilizzato . Inoltre mi chiedo: ADV può ancora essere utilizzato ?
4) Arpa afferma "nel fiume Bormida i Pfas sono inferiori ai limiti di quantificazione". Arpa deve riportare i valori dei limiti di quantificazione adottati ed i limiti prescritti, in nome della completezza di informazione
5) Arpa deve precisare quali sono le "autorità competenti" alle quali ha trasmesso i dati e i "provvedimenti" che tali autorità devono adottare.”
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🚩Non ci stupisce e aggiungiamo purtroppo.
Non ci stupisce sapere che Solvay-Siensqo continua a sversare i suoi veleni ovunque.
Non ci stupisce ma ci preoccupa.
➡️Ci preoccupa il silenzio, ci preoccupa sapere che tanti, troppi continuano a girarsi dall'altra parte.
Ci preoccupa pensare che il nostro sangue, la nostra terra, il nostro futuro convive con i veleni di una multinazionale che usa un territorio e chi lo vive come una discarica.
📣Finché avremo voce robadiremo che un secolo di morti e veleni possono bastare. Finché avremo voce ribadiremo che l'unica soluzione a questo disastro è la chiusura e la bonifica.

🚩Non ci stupisce e aggiungiamo purtroppo.
Non ci stupisce sapere che Solvay-Siensqo continua a sversare i suoi veleni ovunque.
Non ci stupisce ma ci preoccupa.

➡️Ci preoccupa il silenzio, ci preoccupa sapere che tanti, troppi continuano a girarsi dall`altra parte.
Ci preoccupa pensare che il nostro sangue, la nostra terra, il nostro futuro convive con i veleni di una multinazionale che usa un territorio e chi lo vive come una discarica.

📣Finché avremo voce robadiremo che un secolo di morti e veleni possono bastare. Finché avremo voce ribadiremo che l`unica soluzione a questo disastro è la chiusura e la bonifica.
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È iniziata l'assemblea pubblica e i punti cardine sono sempre gli stessi da anni: biomonitoraggio per tutti e tutte, bonifica di tutta l'area inquinata, chiusura dello stabilimento e messa al bando a livello nazionale ed europeo di tutti i pfas.

È iniziata l`assemblea pubblica e i punti cardine sono sempre gli stessi da anni: biomonitoraggio per tutti e tutte, bonifica di tutta l`area inquinata, chiusura dello stabilimento e messa al bando a livello nazionale ed europeo di tutti i pfas. ...

Martedì saremo a Roma alla Camera dei Deputati, insieme alle Mamme No Pfas e ad altri comitati e associazioni che da anni si battono per la tutela della salute e dell'ambiente.
Parleremo del disastro ambientale e sanitario causato dal polo chimico di Solvay/Syensqo - che ricordiamo essere il centro europeo per la produzione di pfas - e di come l'inquinamento che provoca non sia un problema solo di Spinetta Marengo e dei suoi abitanti. Ogni anno in Europa si contano tra i 52 e gli 84 miliardi di euro in spese sanitarie per i danni causati dai pfas. Le istituzioni devono prendersi carico del problema a livello nazionale ed europeo.
Mercoledì 29 invece restituiremo in un'assemblea pubblica, alle 21, al @laboratorio_sociale_al , insieme a Giuseppe Ungherese di Greenpeace, ciò che emergerà dalla giornata a Roma.

Martedì saremo a Roma alla Camera dei Deputati, insieme alle Mamme No Pfas e ad altri comitati e associazioni che da anni si battono per la tutela della salute e dell`ambiente.

Parleremo del disastro ambientale e sanitario causato dal polo chimico di Solvay/Syensqo - che ricordiamo essere il centro europeo per la produzione di pfas - e di come l`inquinamento che provoca non sia un problema solo di Spinetta Marengo e dei suoi abitanti. Ogni anno in Europa si contano tra i 52 e gli 84 miliardi di euro in spese sanitarie per i danni causati dai pfas. Le istituzioni devono prendersi carico del problema a livello nazionale ed europeo.

Mercoledì 29 invece restituiremo in un`assemblea pubblica, alle 21, al @laboratorio_sociale_al , insieme a Giuseppe Ungherese di Greenpeace, ciò che emergerà dalla giornata a Roma.
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𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐕𝐀𝐘 𝐄̀ 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐓𝐎 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐈𝐍𝐐𝐔𝐈𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐃'𝐄𝐔𝐑𝐎𝐏𝐀: 𝐋'𝐈𝐍𝐀𝐃𝐄𝐌𝐏𝐈𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐀𝐑𝐏𝐀 𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐎𝐂𝐀𝐋𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍 𝐀𝐒𝐈𝐀 𝐃𝐈 𝐒𝐎𝐋𝐕𝐀𝐘/𝐒𝐘𝐄𝐍𝐒𝐐𝐎
“L'azienda ha rilevato sotto 𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐬𝐜𝐚 𝟐𝟓𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐢𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐂𝟔𝐎𝟒, 𝐮𝐧 𝐩𝐟𝐚𝐬 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ e considerato meno tossico, anche se, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐓𝐚𝐫 𝐝𝐢 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨, 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 “𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥'𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞”. […] I problemi non sono iniziati a fine marzo, come dimostrano documenti inediti ottenuti da Domani, 𝐀𝐫𝐩𝐚 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐨𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞. 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐚𝐯𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 𝟏𝟎 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐜 𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚, 𝐀𝐬𝐥 𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚. In particolare sono stati trovati il Pfoa, ufficialmente dismessoda Solvay/Syensqo nel 2013, il cC6O4 e l'ADV. 𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐫𝐥𝐨, 𝐨𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨, 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨, 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 – 𝐢𝐧 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐚 – 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨. 𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐫𝐩𝐚 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐡𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞.”

𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐕𝐀𝐘 𝐄̀ 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐓𝐎 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐈𝐍𝐐𝐔𝐈𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐃`𝐄𝐔𝐑𝐎𝐏𝐀: 𝐋`𝐈𝐍𝐀𝐃𝐄𝐌𝐏𝐈𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐀𝐑𝐏𝐀 𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐎𝐂𝐀𝐋𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍 𝐀𝐒𝐈𝐀 𝐃𝐈 𝐒𝐎𝐋𝐕𝐀𝐘/𝐒𝐘𝐄𝐍𝐒𝐐𝐎

“L`azienda ha rilevato sotto 𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐬𝐜𝐚 𝟐𝟓𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐢𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐂𝟔𝐎𝟒, 𝐮𝐧 𝐩𝐟𝐚𝐬 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ e considerato meno tossico, anche se, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐓𝐚𝐫 𝐝𝐢 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨, 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 “𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥`𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞”. […] I problemi non sono iniziati a fine marzo, come dimostrano documenti inediti ottenuti da Domani, 𝐀𝐫𝐩𝐚 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐨𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞. 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐚𝐯𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 𝟏𝟎 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐜 𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚, 𝐀𝐬𝐥 𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚. In particolare sono stati trovati il Pfoa, ufficialmente dismessoda Solvay/Syensqo nel 2013, il cC6O4 e l`ADV. 𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐫𝐥𝐨, 𝐨𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨, 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨, 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 – 𝐢𝐧 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐚 – 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨. 𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐫𝐩𝐚 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐡𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞.”
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Era l'ottobre del 2022 quando ci sedemmo in sala giunta con l'attuale Sindaco per avanzare le richieste che da anni portiamo avanti, tra queste c'era il monitoraggio di tutti i pozzi pubblici e privati. 
Una settimana fa, a un anno e mezzo di distanza, il Sindaco ha finalmente ordinato un monitoraggio straordinario dell'acquedotto, risultato: ci sono tracce di pfas nelle acque potabili.
Queste le parole del sindaco prima di venire a conoscenza degli ultimi dati emersi durante l'ultimo tavolo tecnico:
"Pur non ritenendo che vi siano problemi riguardo all'acqua potabile - a tal proposito già ASL ci ha rassicurato nello scorso tavolo tecnico - abbiamo chiesto ad Amag reti idriche di valutare l'opportunità di un campionamento straordinario presso i pozzi della rete dell'acquedotto ubicati a Spinetta Marengo. In ultimo, ho chiesto ad ASL e Regione se ci fossero i presupposti per emettere un'ordinanza a tutela della salute pubblica, ma gli enti preposti non hanno ravvisato che al momento vi siano le condizioni perché ciò accada."
Ci chiediamo se adesso le condizioni non si siano evidentemente configurate e se non sia necessario un intervento di chiara matrice politica per risolvere una questione che più che tecnica è sempre stata politica: una multinazionale sta avvelenando noi e il nostro territorio, bisogna smettere di perdere tempo perché è ciò che Solvay- Syensqo ha sempre voluto: prendere più tempo possibile per poter far fruttare il pfas di turno il più possibile. È giunto il momento che siano le istituzioni a dettare i tempi e non la multinazionale.

Era l`ottobre del 2022 quando ci sedemmo in sala giunta con l`attuale Sindaco per avanzare le richieste che da anni portiamo avanti, tra queste c`era il monitoraggio di tutti i pozzi pubblici e privati.

Una settimana fa, a un anno e mezzo di distanza, il Sindaco ha finalmente ordinato un monitoraggio straordinario dell`acquedotto, risultato: ci sono tracce di pfas nelle acque potabili.
Queste le parole del sindaco prima di venire a conoscenza degli ultimi dati emersi durante l`ultimo tavolo tecnico:

"Pur non ritenendo che vi siano problemi riguardo all`acqua potabile - a tal proposito già ASL ci ha rassicurato nello scorso tavolo tecnico - abbiamo chiesto ad Amag reti idriche di valutare l`opportunità di un campionamento straordinario presso i pozzi della rete dell`acquedotto ubicati a Spinetta Marengo. In ultimo, ho chiesto ad ASL e Regione se ci fossero i presupposti per emettere un`ordinanza a tutela della salute pubblica, ma gli enti preposti non hanno ravvisato che al momento vi siano le condizioni perché ciò accada."

Ci chiediamo se adesso le condizioni non si siano evidentemente configurate e se non sia necessario un intervento di chiara matrice politica per risolvere una questione che più che tecnica è sempre stata politica: una multinazionale sta avvelenando noi e il nostro territorio, bisogna smettere di perdere tempo perché è ciò che Solvay- Syensqo ha sempre voluto: prendere più tempo possibile per poter far fruttare il pfas di turno il più possibile. È giunto il momento che siano le istituzioni a dettare i tempi e non la multinazionale.
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