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Comitato Stop Solvay

Comitato Stop Solvay

La Solvay, con la connivenza delle amministrazioni locali e non solo, per anni ha dimostrato come il profitto, per loro, valga molto più della salute dei cittadini. E continua a farlo.

Non possiamo più stare a guardare: la Solvay inquina, il silenzio uccide!

Il Comitato Stop Solvay nasce nel 2020, e fonda le proprie radici nella necessità di rompere il muro di silenzio costruito negli ultimi decenni intorno al polo chimico di Spinetta Marengo.

Solvay, con la complicità di Istituzioni, partiti, sindacati confederali e associazioni, ha dimostrato per anni come il profitto, per loro, valga molto più della salute dei cittadini.

È chiara ormai a tutti la situazione di disastro ambientale con cui popolazione e territorio si devono confrontare quotidianamente: se vivi a Spinetta hai maggiore probabilità di essere ricoverato in ospedale in confronto a chi vive nel capoluogo. A Spinetta si muore di alcune patologie molto più che nel resto della Provincia.

Nel 2012 Solvay fu costretta a sospendere la produzione di PFOS – perfluoroottansolfonati, vietati dalle normative e dalle convenzioni internazionali. I PFOS, insieme ai PFOA – acidi perfluoroottanoici -, sono le classi più diffuse dei PFAS. Questi acidi perfluoroacrilici – che Solvay tutt’ora produce, seppur con un nome diverso (il C604) -, sono riconosciuti tra i fattori di rischio per un’ampia serie di patologie. Ad alte concentrazioni sono tossici non solo per l’uomo, ma per tutti gli organismi viventi.

I PFAS penetrano con facilità nelle falde acquifere e, attraverso l’acqua, raggiungono i campi e i frutti dell’agricoltura che raggiungono le nostre tavole.

Le acque di cui facciamo abitualmente uso sono contaminate, la concentrazione di PFAS nelle acque del fiume Bormida è altissima.

Un polo chimico accusato di disastro ambientale non può continuare a produrre indisturbato, il muro di silenzio e di paura che si erge anche davanti a prove certe deve crollare.

Quello che vogliamo è la chiusura della fabbrica e la bonifica del territorio. Quello che chiediamo a chi ci circonda è di lasciar cadere le proprie paure e le proprie maschere: è arrivato il momento di indignarsi e prendere parola di fronte alle morti e alle malattie che colpiscono la nostra comunità ogni giorno di più.


Un secolo di morti e di veleni può bastare!

Noi crediamo che sia il momento di reagire e di agire!

La Solvay è la vergogna del nostro territorio

Sospensione della produzione, bonifica e riconversione ecologica sono i nostri obiettivi.

Ecocidio, biocidio, disastro ambientale sono parole che stanno entrando nel linguaggio comune.

Dietro queste parole ci sono i numeri su malattie e mortalità. Dietro alla produzione della Solvay, ai PFAS, alle emissioni nell’aria, alla falda contaminata, ci sta il fatto che nascere o lavorare a Spinetta, utilizzare l’acqua del Bormida, segna in modo drastico la possibilità e la qualità della vita.

Il profitto di una multinazionale contro la salute di donne, uomini, anziani e bambini. Una vergogna.

Instagram:

‼️Il 4 marzo si aprirà il processo che vede imputati due dirigenti di Solvay e la stessa Solvay con l'accusa di disastro ambientale. Un rinvio a giudizio che conferma ciò che da molti anni a questa parte è evidente: le produzioni e la presenza stessa di Solvay rappresentano un macigno avvelenato sulle vite e sui territori della Fraschetta.
➡️In questo contesto tanti cittadini di Spinetta si stanno costituendo parte civile nel processo, cosa giusta, legittima e doverosa. 
‼️È in questo quadro che apprendiamo la volontà della CGIL di Alessandria di costituirsi anch'essa parte civile sbandierando immediatamente la decisione di destinare eventuali risarcimenti monetari al territorio.
🔊Restiamo onestamente e sinceramente basiti di fronte alla conferenza stampa del segretario provinciale che pare rendersi conto solo oggi dell'esistenza di Solvay  e delle conseguenti criticità ambientali e di salute.
‼️Tralasciando la facile ironia siamo oggettivamente sbigottiti dall'opportunismo con cui la CGIL si muove. Dopo decenni nei quali si è ben guardata dal muovere la benché minima critica e osservazione a Solvay oggi decide di posizionarsi, male, parlando di bonifiche e di produzione sostenibile.
➡️Ma non solo in questi anni la CGIL non ha prodotto nessun tipo di critica ma, quando ne ha avuto l'occasione si è prodigata in dichiarazioni a sostegno delle produzioni nocive di Solvay al limite della decedenza. Ne ricordiamo una su tutte, quella relattiva alla richiesta di ampliamento della produzione di Cc6o4 (classificato da ECHA come tossico per ingestione) avanzata da Solvay e discussa in AIA, la riportiamo fedelmente perchè crediamo che vada dato alla CGIL quello che è della CGIL: “Oggi in ballo c’è la modifica dell’Aia esistente per la produzione di C6O4, una sostanza chimica innovativa che soddisfa le esigenze ambientali più innovative”.
‼️In sostanza, neanche di fronte all'evidenza dell'inquinamento e dei disastri prodotti da Solvay, si riescono ad avere parole chiare, nette e non opportunistiche.
Insomma, ci verrebbe da dire che il silenzio è oro. E di consigliarlo.

‼️Il 4 marzo si aprirà il processo che vede imputati due dirigenti di Solvay e la stessa Solvay con l`accusa di disastro ambientale. Un rinvio a giudizio che conferma ciò che da molti anni a questa parte è evidente: le produzioni e la presenza stessa di Solvay rappresentano un macigno avvelenato sulle vite e sui territori della Fraschetta.

➡️In questo contesto tanti cittadini di Spinetta si stanno costituendo parte civile nel processo, cosa giusta, legittima e doverosa.

‼️È in questo quadro che apprendiamo la volontà della CGIL di Alessandria di costituirsi anch`essa parte civile sbandierando immediatamente la decisione di destinare eventuali risarcimenti monetari al territorio.

🔊Restiamo onestamente e sinceramente basiti di fronte alla conferenza stampa del segretario provinciale che pare rendersi conto solo oggi dell`esistenza di Solvay e delle conseguenti criticità ambientali e di salute.

‼️Tralasciando la facile ironia siamo oggettivamente sbigottiti dall`opportunismo con cui la CGIL si muove. Dopo decenni nei quali si è ben guardata dal muovere la benché minima critica e osservazione a Solvay oggi decide di posizionarsi, male, parlando di bonifiche e di produzione sostenibile.

➡️Ma non solo in questi anni la CGIL non ha prodotto nessun tipo di critica ma, quando ne ha avuto l`occasione si è prodigata in dichiarazioni a sostegno delle produzioni nocive di Solvay al limite della decedenza. Ne ricordiamo una su tutte, quella relattiva alla richiesta di ampliamento della produzione di Cc6o4 (classificato da ECHA come tossico per ingestione) avanzata da Solvay e discussa in AIA, la riportiamo fedelmente perchè crediamo che vada dato alla CGIL quello che è della CGIL: “Oggi in ballo c’è la modifica dell’Aia esistente per la produzione di C6O4, una sostanza chimica innovativa che soddisfa le esigenze ambientali più innovative”.

‼️In sostanza, neanche di fronte all`evidenza dell`inquinamento e dei disastri prodotti da Solvay, si riescono ad avere parole chiare, nette e non opportunistiche.
Insomma, ci verrebbe da dire che il silenzio è oro. E di consigliarlo.
...

‼️In questi giorni Greenpeace Italia ha pubblicato un interessante report sulla contaminazione del territorio di componenti del gruppo PFAS.
🔊Come già era tristemente noto sulla base di vari studi fatti negli ultimi anni, l'estensione delle contaminazioni sui territori del nord Italia è spaventosa, e coinvolge non solo il Veneto, dove ha avuto origine uno dei maggiori disastri ambientali dei nostri tempi dovuto agli stabilimenti Miteni, ma anche Lombardia e Piemonte.
📌Non ci sorprende che il nostro territorio sia coinvolto in questo scempio, come non ci sorprende che la coda di paglia dello stabilimento Solvay sia stata la prima a dare voce a tristi tentativi difensivi.
➡️Pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati di Greenpeace, leggiamo una squallida intervista da parte del direttore dello stabilimento che si dice molto rammaricato dalle ingiuste accuse. 
🔊Ci piacerebbe molto che la sua intervista fosse veritiera, ci sarebbe piaciuto molto se questo territorio non fosse stato terreno di gioco e sperimentazione per colossi della chimica per gli ultimi 100 anni, ci piacerebbe non essere per una volta dalla parte della ragione: purtroppo non è così.
📌Da decine di anni a questa parte i territori di Spinetta Marengo, Alessandria e della Fraschetta sono teatro di innumerevoli produzioni pericolose e inquinanti, a partire da Montecatini e Montedison, per finire al polo chimico Solvay, che per quanto voglia redimersi e autoproclamarsi luminare dell'avanzamento tecnologico, dell'ecosostenibilitá e della trasparenza, opera ancora in una struttura obsoleta, un colabrodo, una fabbrica accusata più volte di disastro ambientale.
🔥Già, perché per quanto si vogliano distanziare dalle accuse relative all'inquinamento da PFOA, è innegabile la responsabilità del polo nello scenario di morte e malattia che circonda Spinetta.
‼️Ciò che ci fa ribollire il sangue è il tentativo del dirigente di scaricare il barile su altre aziende, altrettanto responsabili dell'inquinamento, quando ciò che serve non sono le giustificazioni, ma garantire al territorio e a chi lo abita una vera trasparenza.

‼️In questi giorni Greenpeace Italia ha pubblicato un interessante report sulla contaminazione del territorio di componenti del gruppo PFAS.
🔊Come già era tristemente noto sulla base di vari studi fatti negli ultimi anni, l`estensione delle contaminazioni sui territori del nord Italia è spaventosa, e coinvolge non solo il Veneto, dove ha avuto origine uno dei maggiori disastri ambientali dei nostri tempi dovuto agli stabilimenti Miteni, ma anche Lombardia e Piemonte.
📌Non ci sorprende che il nostro territorio sia coinvolto in questo scempio, come non ci sorprende che la coda di paglia dello stabilimento Solvay sia stata la prima a dare voce a tristi tentativi difensivi.
➡️Pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati di Greenpeace, leggiamo una squallida intervista da parte del direttore dello stabilimento che si dice molto rammaricato dalle ingiuste accuse.
🔊Ci piacerebbe molto che la sua intervista fosse veritiera, ci sarebbe piaciuto molto se questo territorio non fosse stato terreno di gioco e sperimentazione per colossi della chimica per gli ultimi 100 anni, ci piacerebbe non essere per una volta dalla parte della ragione: purtroppo non è così.
📌Da decine di anni a questa parte i territori di Spinetta Marengo, Alessandria e della Fraschetta sono teatro di innumerevoli produzioni pericolose e inquinanti, a partire da Montecatini e Montedison, per finire al polo chimico Solvay, che per quanto voglia redimersi e autoproclamarsi luminare dell`avanzamento tecnologico, dell`ecosostenibilitá e della trasparenza, opera ancora in una struttura obsoleta, un colabrodo, una fabbrica accusata più volte di disastro ambientale.
🔥Già, perché per quanto si vogliano distanziare dalle accuse relative all`inquinamento da PFOA, è innegabile la responsabilità del polo nello scenario di morte e malattia che circonda Spinetta.
‼️Ciò che ci fa ribollire il sangue è il tentativo del dirigente di scaricare il barile su altre aziende, altrettanto responsabili dell`inquinamento, quando ciò che serve non sono le giustificazioni, ma garantire al territorio e a chi lo abita una vera trasparenza.
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‼️𝗔 𝗦𝗽𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗲𝗻𝗴𝗼 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗲𝗿𝗮' 𝗶𝗹 𝗯𝗶𝗼𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼‼️
🔊Apprendiamo dai giornali di questi giorni la notizia dell'imminente biomonitoraggio che partirà per individuare la presenza di veleni derivanti dalla presenza di Solvay nell'organismo delle persone residenti nella Fraschetta. 
In questo momento le scarsissime informazioni che sono state riportate descrivono il biomonitiraggio come un prelievo del sangue su base volontaria su un campione di 100 persone, con annesso questionario.
Questo ciò che è stato reso pubblico.
‼️La prima considerazione che come Comitato Stop Solvay ci sentiamo di esprimere è: finalmente!
Questa soddisfazione purtroppo dura poco: alcune scelte risultano veramente poco comprensibili e le informazioni sembrano essere nascoste. 
⁉️Alla luce di ciò, ci sono domande che crediamo debbano essere pubbliche e risposte che crediamo debbano essere sciolte altrettanto pubblicamente dalle istituzioni e dagli enti coinvolti, dalla ASL alla Regione passando per il Comune.
Perchè ASL contatterà solo 100 persone? Perché non si dà il diritto di partecipare agli abitanti di Spinetta che vogliono sapere cosa hanno nel sangue? 
Su che base sono state scelte?
Se di queste 100 persone solo un 10 o 20 per cento si rendesse disponibile al prelievo, il cosiddetto biomonitoraggio si farebbe su 10 o 20 abitanti? 
Quando, come e da chi verranno resi pubblici i risultati aggregati?
Perché si è scelto di fare solo analisi del sangue e non anche delle urine visto che appare evidente la permanenza di determinate sostanze nei reni?
In ultimo, quali sostanze verranno cercate?
Sappiamo che queste domande possono sembrare semplici, quasi banali, forse ingenue.
📣Avremmo voluto porre queste domande alle Istituzioni, visto che era loro dovere mettere in atto quel minimo di condivisione e informazione preventiva con la popolazione. Proprio questa opacità ci stupisce negativamente. Dopo anni di scandali, processi e risultati scientifici che dimostrano il disastro ambientale e sanitario a Spinetta, perché non è stata coinvolta la popolazione per descrivere cosa sarebbe successo? È sincera la volontà di capire?

‼️𝗔 𝗦𝗽𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗲𝗻𝗴𝗼 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗲𝗿𝗮` 𝗶𝗹 𝗯𝗶𝗼𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼‼️

🔊Apprendiamo dai giornali di questi giorni la notizia dell`imminente biomonitoraggio che partirà per individuare la presenza di veleni derivanti dalla presenza di Solvay nell`organismo delle persone residenti nella Fraschetta.
In questo momento le scarsissime informazioni che sono state riportate descrivono il biomonitiraggio come un prelievo del sangue su base volontaria su un campione di 100 persone, con annesso questionario.
Questo ciò che è stato reso pubblico.
‼️La prima considerazione che come Comitato Stop Solvay ci sentiamo di esprimere è: finalmente!
Questa soddisfazione purtroppo dura poco: alcune scelte risultano veramente poco comprensibili e le informazioni sembrano essere nascoste.
⁉️Alla luce di ciò, ci sono domande che crediamo debbano essere pubbliche e risposte che crediamo debbano essere sciolte altrettanto pubblicamente dalle istituzioni e dagli enti coinvolti, dalla ASL alla Regione passando per il Comune.
Perchè ASL contatterà solo 100 persone? Perché non si dà il diritto di partecipare agli abitanti di Spinetta che vogliono sapere cosa hanno nel sangue?
Su che base sono state scelte?
Se di queste 100 persone solo un 10 o 20 per cento si rendesse disponibile al prelievo, il cosiddetto biomonitoraggio si farebbe su 10 o 20 abitanti?
Quando, come e da chi verranno resi pubblici i risultati aggregati?
Perché si è scelto di fare solo analisi del sangue e non anche delle urine visto che appare evidente la permanenza di determinate sostanze nei reni?
In ultimo, quali sostanze verranno cercate?
Sappiamo che queste domande possono sembrare semplici, quasi banali, forse ingenue.
📣Avremmo voluto porre queste domande alle Istituzioni, visto che era loro dovere mettere in atto quel minimo di condivisione e informazione preventiva con la popolazione. Proprio questa opacità ci stupisce negativamente. Dopo anni di scandali, processi e risultati scientifici che dimostrano il disastro ambientale e sanitario a Spinetta, perché non è stata coinvolta la popolazione per descrivere cosa sarebbe successo? È sincera la volontà di capire?
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Abbiamo visto il servizio de Le Iene andato in onda il 5 dicembre su Italia1, che ha affrontato la situazione di Spinetta Marengo e il disastro ambientale perpetrato da Solvay.
Possiamo solo ringraziare Le Iene e tutti gli organi di informazione che contribuiscono a fare luce e a tenere alta l’attenzione sulla tragedia che Solvay sta facendo vivere alla popolazione alessandrina e in particolare di Spinetta. 
Nel servizio ci sono volti e storie che conosciamo bene, molte persone con cui stiamo facendo la stessa strada verso la conquista di giustizia, verità, dignità e speranza per un domani libero da veleni e inquinamento, un domani in cui finiscano la prepotenza e la violenza che Solvay sta quotidianamente perpetrando.
In questo servizio vengono confermate le sofferenze e la gravità della situazione nel nostro territorio. Non ci stupisce quanto abbiamo visto, ma ci indigna sempre ascoltare le ricostruzioni degli eventi che si sono susseguiti attorno al caso Solvay. 
Alcune domande nascono spontanee, però.
E’ possibile che le tutte le istituzioni coinvolte in questa tragedia reagiscano solo perchè “pizzicate” da una televisione nazionale? Perché hanno mostrato lassismo e disinteresse in questi anni di denuncia da parte della popolazione, del Comitato Stop Solvay e di altre autorevoli voci con cui abbiamo collaborato?
Non ci tranquillizzano per niente le dichiarazioni del consigliere regionale Sacco sulle buone intenzioni dell’Assessore Icardi a proseguire sul biomonitoraggio. Oltre a parole e mezze promesse, non abbiamo visto nulla. Finchè non inizierà il biomonitoraggio, le lungaggini della burocrazia e delle istituzioni può solo essere considerata complicità della sofferenza che vivono gli spinettesi. Ricordiamo che 18 mesi fa, collaborando con organi di informazioni belgi, abbiamo dimostrato scientificamente la gravità della presenza di pfas nel sangue degli spinettesi. Non c’è tempo da perdere e tutti gli enti sono pienamente informati e consapevoli.

Abbiamo visto il servizio de Le Iene andato in onda il 5 dicembre su Italia1, che ha affrontato la situazione di Spinetta Marengo e il disastro ambientale perpetrato da Solvay.

Possiamo solo ringraziare Le Iene e tutti gli organi di informazione che contribuiscono a fare luce e a tenere alta l’attenzione sulla tragedia che Solvay sta facendo vivere alla popolazione alessandrina e in particolare di Spinetta.
Nel servizio ci sono volti e storie che conosciamo bene, molte persone con cui stiamo facendo la stessa strada verso la conquista di giustizia, verità, dignità e speranza per un domani libero da veleni e inquinamento, un domani in cui finiscano la prepotenza e la violenza che Solvay sta quotidianamente perpetrando.

In questo servizio vengono confermate le sofferenze e la gravità della situazione nel nostro territorio. Non ci stupisce quanto abbiamo visto, ma ci indigna sempre ascoltare le ricostruzioni degli eventi che si sono susseguiti attorno al caso Solvay.

Alcune domande nascono spontanee, però.

E’ possibile che le tutte le istituzioni coinvolte in questa tragedia reagiscano solo perchè “pizzicate” da una televisione nazionale? Perché hanno mostrato lassismo e disinteresse in questi anni di denuncia da parte della popolazione, del Comitato Stop Solvay e di altre autorevoli voci con cui abbiamo collaborato?
Non ci tranquillizzano per niente le dichiarazioni del consigliere regionale Sacco sulle buone intenzioni dell’Assessore Icardi a proseguire sul biomonitoraggio. Oltre a parole e mezze promesse, non abbiamo visto nulla. Finchè non inizierà il biomonitoraggio, le lungaggini della burocrazia e delle istituzioni può solo essere considerata complicità della sofferenza che vivono gli spinettesi. Ricordiamo che 18 mesi fa, collaborando con organi di informazioni belgi, abbiamo dimostrato scientificamente la gravità della presenza di pfas nel sangue degli spinettesi. Non c’è tempo da perdere e tutti gli enti sono pienamente informati e consapevoli.
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📣La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la Solvay e per i due direttori dello stabilimento di Spinetta dal 2015 al 2022 con l’accusa di disastro ambientale.
‼️Le loro responsabilità sono molteplici e prolungate nel tempo: non hanno in alcun modo risanato alla pregressa contaminazione per cui erano già stati condannati, non ottemperando alla sentenza del 2015; hanno successivamente continuato a sversare nell’ambiente sostanze velenose e permanenti come PFAS e cC6o4 con estremo disinteresse per il territorio e la popolazione; hanno affidato ad una barriera idraulica inutile ed inefficace la tutela della falda acquifera dai loro veleni; hanno permesso che le sostanze fossero stoccate in discariche interne incapaci di contenere gli scarti del materiale produttivo e permettendo che si infiltrasse nel terreno. I direttori sapevano e hanno continuato senza il minimo scrupolo.
📌Da anni stiamo lottando per ridare dignità e giustizia al nostro territorio, per restituire e tutelare la salute e il futuro di tutte le persone costrette a pagare la prepotenza di Solvay. Conosciamo molto bene le argomentazioni della Procura e sappiamo quanto queste accuse siano gravi. Gravi e vere. 
Il tempo non placa l’indignazione. Prendiamo atto della richiesta del Rinvio a giudizio con i pugni stretti dalla rabbia, ricordando ancora una volta le parole di uno dei Direttori accusati,  Diotto, che voleva far credere che le patologie e i tumori che colpivano gli spinettesi con estrema frequenza erano causati dai loro comportamenti personali. Mentre sapeva che ci stava avvelenando, gettava su di noi la loro stessa responsabilità. 
Ciò per cui verrete condannati dai tribunali, non ci restituirà ciò che ci avete tolto.
❌Per la rabbia delle sofferenze inflitte da Solvay e per la speranza di un nuovo inizio per la nostra comunità e il nostro territorio, noi continueremo la nostra lotta: chiudere Solvay subito, bonifica completa. screening medico alla popolazione.
Un secolo di morte e veleni può bastare.

📣La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la Solvay e per i due direttori dello stabilimento di Spinetta dal 2015 al 2022 con l’accusa di disastro ambientale.

‼️Le loro responsabilità sono molteplici e prolungate nel tempo: non hanno in alcun modo risanato alla pregressa contaminazione per cui erano già stati condannati, non ottemperando alla sentenza del 2015; hanno successivamente continuato a sversare nell’ambiente sostanze velenose e permanenti come PFAS e cC6o4 con estremo disinteresse per il territorio e la popolazione; hanno affidato ad una barriera idraulica inutile ed inefficace la tutela della falda acquifera dai loro veleni; hanno permesso che le sostanze fossero stoccate in discariche interne incapaci di contenere gli scarti del materiale produttivo e permettendo che si infiltrasse nel terreno. I direttori sapevano e hanno continuato senza il minimo scrupolo.

📌Da anni stiamo lottando per ridare dignità e giustizia al nostro territorio, per restituire e tutelare la salute e il futuro di tutte le persone costrette a pagare la prepotenza di Solvay. Conosciamo molto bene le argomentazioni della Procura e sappiamo quanto queste accuse siano gravi. Gravi e vere.
Il tempo non placa l’indignazione. Prendiamo atto della richiesta del Rinvio a giudizio con i pugni stretti dalla rabbia, ricordando ancora una volta le parole di uno dei Direttori accusati, Diotto, che voleva far credere che le patologie e i tumori che colpivano gli spinettesi con estrema frequenza erano causati dai loro comportamenti personali. Mentre sapeva che ci stava avvelenando, gettava su di noi la loro stessa responsabilità.
Ciò per cui verrete condannati dai tribunali, non ci restituirà ciò che ci avete tolto.

❌Per la rabbia delle sofferenze inflitte da Solvay e per la speranza di un nuovo inizio per la nostra comunità e il nostro territorio, noi continueremo la nostra lotta: chiudere Solvay subito, bonifica completa. screening medico alla popolazione.
Un secolo di morte e veleni può bastare.
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🗣 Il PFOA è stato dichiarato certamente cancerogeno per gli umani!
👇Questo Novembre sono usciti i risultati della consultazione di 30 scienziati appartenenti allo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) sul livello di cancerogenicità di due PFAs: il PFOA ed il PFOS.
‼️ Le evidenze scientifiche dimostrato quello che comunità e movimenti locali tra cui il nostro comitato, le Mamme NoPfas - genitori attivi - area contaminata, i medici ISDE ed PFAS.land - informazione ed azione contro i crimini ambientali già dicevano da diversi anni, ovvero che i PFAs sono cancerogeni. 
😡Chi ha pagato il prezzo più grande di una politica locale e nazionale che ha permesso a multinazionali come Solvay o Miteni di disperdere in falda o nell'aria queste molecole durante l'ultimo ventennio? Chi paga il prezzo più grande quando si tratta di vivere in territori irrimediabilmente compromessi a cui non viene garantita nessuna opera di bonifica?
🗣A pagarne il prezzo più grande sono i cittadini di Spinetta Marengo i cui cari muoiono manifestando decide di tumori differenti a causa dei cocktail di veleni che respirano, sono i bambini che nascono condannati ad avere una maggior probabilità di sviluppare gravi leucemie o patologie neurologiche, sono le donne o gli uomini in età fertile che non riescono a generare un figlio poiché avvelenati.
Comune di Alessandria e Giorgio Abonante per Alessandria quando vi deciderete a fare quello che avete promesso? Quante informazioni vi dovremo ancora procurare perché prendiate delle decisioni?
🔥Un secolo di morti e veleni può bastare!
La Stampa Alessandria
Il Piccolo - Alessandria
Telecity News 24
Radio Gold
Reference - Carcinogenicity of perfluorooctanoic acid and
perfluorooctanesulfonic acid. Published Online November 30, 2023
https://doi.org/10.1016/S1470-2045(23)00622-8

🗣 Il PFOA è stato dichiarato certamente cancerogeno per gli umani!

👇Questo Novembre sono usciti i risultati della consultazione di 30 scienziati appartenenti allo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) sul livello di cancerogenicità di due PFAs: il PFOA ed il PFOS.

‼️ Le evidenze scientifiche dimostrato quello che comunità e movimenti locali tra cui il nostro comitato, le Mamme NoPfas - genitori attivi - area contaminata, i medici ISDE ed PFAS.land - informazione ed azione contro i crimini ambientali già dicevano da diversi anni, ovvero che i PFAs sono cancerogeni.

😡Chi ha pagato il prezzo più grande di una politica locale e nazionale che ha permesso a multinazionali come Solvay o Miteni di disperdere in falda o nell`aria queste molecole durante l`ultimo ventennio? Chi paga il prezzo più grande quando si tratta di vivere in territori irrimediabilmente compromessi a cui non viene garantita nessuna opera di bonifica?

🗣A pagarne il prezzo più grande sono i cittadini di Spinetta Marengo i cui cari muoiono manifestando decide di tumori differenti a causa dei cocktail di veleni che respirano, sono i bambini che nascono condannati ad avere una maggior probabilità di sviluppare gravi leucemie o patologie neurologiche, sono le donne o gli uomini in età fertile che non riescono a generare un figlio poiché avvelenati.

Comune di Alessandria e Giorgio Abonante per Alessandria quando vi deciderete a fare quello che avete promesso? Quante informazioni vi dovremo ancora procurare perché prendiate delle decisioni?

🔥Un secolo di morti e veleni può bastare!
La Stampa Alessandria
Il Piccolo - Alessandria
Telecity News 24
Radio Gold
Reference - Carcinogenicity of perfluorooctanoic acid and
perfluorooctanesulfonic acid. Published Online November 30, 2023
https://doi.org/10.1016/S1470-2045(23)00622-8
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I tempi delle istituzioni e i tempi delle donne e degli uomini che vivono un territorio compromesso non coincidono, ed è sempre più drammatico doverlo appurare e riscontrare. Il protocollo medico deve partire il prima possibile e deve essere in grado di garantire un canale veloce per chi si trova ad avere il sangue avvelenato. Si devono attivare risposte chiare e precise. Si deve assumere la pesantezza di una situazione ambientale compromessa, con la forza e la necessità di saper da che parte si sta. Con una multinazionale che in spregio di qualsiasi decenza continua ad inquinare o con una popolazione che continua a subire un ricatto mortale sulla propria pelle.
L'amministrazione comunale di Alessandria deve scegliere, non è più il tempo dei posizionamenti tattici.
Bonifica, biomonotoraggio e chiusura. Questa è l'unica strada percorribile. 
Un secolo di morti e veleni può bastare.
Link in bio per il servizio completo su #RaiNews

I tempi delle istituzioni e i tempi delle donne e degli uomini che vivono un territorio compromesso non coincidono, ed è sempre più drammatico doverlo appurare e riscontrare. Il protocollo medico deve partire il prima possibile e deve essere in grado di garantire un canale veloce per chi si trova ad avere il sangue avvelenato. Si devono attivare risposte chiare e precise. Si deve assumere la pesantezza di una situazione ambientale compromessa, con la forza e la necessità di saper da che parte si sta. Con una multinazionale che in spregio di qualsiasi decenza continua ad inquinare o con una popolazione che continua a subire un ricatto mortale sulla propria pelle.
L`amministrazione comunale di Alessandria deve scegliere, non è più il tempo dei posizionamenti tattici.
Bonifica, biomonotoraggio e chiusura. Questa è l`unica strada percorribile.
Un secolo di morti e veleni può bastare.

Link in bio per il servizio completo su #RaiNews
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