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Comitato Stop Solvay

Comitato Stop Solvay

La Solvay, con la connivenza delle amministrazioni locali e non solo, per anni ha dimostrato come il profitto, per loro, valga molto più della salute dei cittadini. E continua a farlo.

Non possiamo più stare a guardare: la Solvay inquina, il silenzio uccide!

Il Comitato Stop Solvay nasce nel 2020, e fonda le proprie radici nella necessità di rompere il muro di silenzio costruito negli ultimi decenni intorno al polo chimico di Spinetta Marengo.

Solvay, con la complicità di Istituzioni, partiti, sindacati confederali e associazioni, ha dimostrato per anni come il profitto, per loro, valga molto più della salute dei cittadini.

È chiara ormai a tutti la situazione di disastro ambientale con cui popolazione e territorio si devono confrontare quotidianamente: se vivi a Spinetta hai maggiore probabilità di essere ricoverato in ospedale in confronto a chi vive nel capoluogo. A Spinetta si muore di alcune patologie molto più che nel resto della Provincia.

Nel 2012 Solvay fu costretta a sospendere la produzione di PFOS – perfluoroottansolfonati, vietati dalle normative e dalle convenzioni internazionali. I PFOS, insieme ai PFOA – acidi perfluoroottanoici -, sono le classi più diffuse dei PFAS. Questi acidi perfluoroacrilici – che Solvay tutt’ora produce, seppur con un nome diverso (il C604) -, sono riconosciuti tra i fattori di rischio per un’ampia serie di patologie. Ad alte concentrazioni sono tossici non solo per l’uomo, ma per tutti gli organismi viventi.

I PFAS penetrano con facilità nelle falde acquifere e, attraverso l’acqua, raggiungono i campi e i frutti dell’agricoltura che raggiungono le nostre tavole.

Le acque di cui facciamo abitualmente uso sono contaminate, la concentrazione di PFAS nelle acque del fiume Bormida è altissima.

Un polo chimico accusato di disastro ambientale non può continuare a produrre indisturbato, il muro di silenzio e di paura che si erge anche davanti a prove certe deve crollare.

Quello che vogliamo è la chiusura della fabbrica e la bonifica del territorio. Quello che chiediamo a chi ci circonda è di lasciar cadere le proprie paure e le proprie maschere: è arrivato il momento di indignarsi e prendere parola di fronte alle morti e alle malattie che colpiscono la nostra comunità ogni giorno di più.


Un secolo di morti e di veleni può bastare!

Noi crediamo che sia il momento di reagire e di agire!

La Solvay è la vergogna del nostro territorio

Sospensione della produzione, bonifica e riconversione ecologica sono i nostri obiettivi.

Ecocidio, biocidio, disastro ambientale sono parole che stanno entrando nel linguaggio comune.

Dietro queste parole ci sono i numeri su malattie e mortalità. Dietro alla produzione della Solvay, ai PFAS, alle emissioni nell’aria, alla falda contaminata, ci sta il fatto che nascere o lavorare a Spinetta, utilizzare l’acqua del Bormida, segna in modo drastico la possibilità e la qualità della vita.

Il profitto di una multinazionale contro la salute di donne, uomini, anziani e bambini. Una vergogna.

Instagram:

"Non una molecola di inquinante deve fuoriuscire dal sito produttivo, cento anni di veleni possono bastare"
La totale assenza di inquinanti fuoriusciti in aria e in falda dal polo chimico è una delle prescrizioni - inserita dal comune stesso - durante la conferenza dei servizi del 2020/2021, che Solvay avrebbe dovuto rispettare per il rilascio (concesso) dell'autorizzazione a produrre cC6o4: @comune_alessandria , Provincia di Alessandria perché non la state facendo rispettare?

"Non una molecola di inquinante deve fuoriuscire dal sito produttivo, cento anni di veleni possono bastare"

La totale assenza di inquinanti fuoriusciti in aria e in falda dal polo chimico è una delle prescrizioni - inserita dal comune stesso - durante la conferenza dei servizi del 2020/2021, che Solvay avrebbe dovuto rispettare per il rilascio (concesso) dell`autorizzazione a produrre cC6o4: @comune_alessandria , Provincia di Alessandria perché non la state facendo rispettare?
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Ieri al @kontiki_torino , @greenpeace_torino ha illustrato la sua inchiesta sul grave inquinamento di pfas delle acque del Piemonte. 
Ormai è sempre più evidente che il disastro ambientale e sanitario causato dal polo chimico - che ricordiamo essere il centro europeo per la produzione di queste sostanze - non sia un problema solo di Spinetta Marengo e dei suoi abitanti. Ogni anno in Europa si contano tra i 52 e gli 84 miliardi di euro in spese sanitarie per i danni causati dai pfas: è davvero arrivato il momento che le istituzioni si facciano carico della salute delle cittadine, dei cittadini e dell'ambiente che abitiamo.

Ieri al @kontiki_torino , @greenpeace_torino ha illustrato la sua inchiesta sul grave inquinamento di pfas delle acque del Piemonte.
Ormai è sempre più evidente che il disastro ambientale e sanitario causato dal polo chimico - che ricordiamo essere il centro europeo per la produzione di queste sostanze - non sia un problema solo di Spinetta Marengo e dei suoi abitanti. Ogni anno in Europa si contano tra i 52 e gli 84 miliardi di euro in spese sanitarie per i danni causati dai pfas: è davvero arrivato il momento che le istituzioni si facciano carico della salute delle cittadine, dei cittadini e dell`ambiente che abitiamo.
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Ieri, durante l’ultima convocazione congiunta delle Commissioni Cultura e Sicurezza e Ambiente in Comune, 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐬𝐢𝐨, 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐨𝐥𝐯𝐚𝐲 – 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐒𝐲𝐞𝐧𝐬𝐪𝐨, 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐮𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐮𝐧 𝐭𝐨𝐭 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐞̀ 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐮𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐩𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 – 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞 𝐩𝐟𝐚𝐬 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐨. 
Ha esordito sostenendo che il PFOA, pfas a catena lunga, sarebbe stato dismesso da Solvay dal 2013, anno in cui la multinazionale ha iniziato a produrre il cC6o4, pfas a catena corta, senza autorizzazione. 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐬𝐢𝐨 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞, 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐂𝟔𝐨𝟒, 𝐒𝐨𝐥𝐯𝐚𝐲 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐟𝐚𝐬 𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟓, 𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐟𝐚 𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐝𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐛𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥'𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐂𝟔𝐨𝟒 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐀𝐃𝐕𝟕𝟖𝟎𝟎, 𝐩𝐟𝐚𝐬 𝐧𝐨𝐜𝐢𝐯𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐏𝐅𝐎𝐀.
Colosio ha inoltre dichiarato che la decisione di dismettere al 99% il cC6o4 entro il 2026 non sarebbe motivata dal suo impatto ambientale che, a suo dire, sarebbe “ampiamente meno nocivo del suo predecessore, il PFOA”, ma “perché è avverso all’opinione pubblica”.

Ieri, durante l’ultima convocazione congiunta delle Commissioni Cultura e Sicurezza e Ambiente in Comune, 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐬𝐢𝐨, 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐨𝐥𝐯𝐚𝐲 – 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐥`𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐒𝐲𝐞𝐧𝐬𝐪𝐨, 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐮𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐮𝐧 𝐭𝐨𝐭 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐞̀ 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐮𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐩𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 – 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥`𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞 𝐩𝐟𝐚𝐬 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐨.

Ha esordito sostenendo che il PFOA, pfas a catena lunga, sarebbe stato dismesso da Solvay dal 2013, anno in cui la multinazionale ha iniziato a produrre il cC6o4, pfas a catena corta, senza autorizzazione. 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐬𝐢𝐨 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞, 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐂𝟔𝐨𝟒, 𝐒𝐨𝐥𝐯𝐚𝐲 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐟𝐚𝐬 𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟓, 𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐟𝐚 𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐝𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐛𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥`𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐂𝟔𝐨𝟒 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥`𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥`𝐀𝐃𝐕𝟕𝟖𝟎𝟎, 𝐩𝐟𝐚𝐬 𝐧𝐨𝐜𝐢𝐯𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐏𝐅𝐎𝐀.

Colosio ha inoltre dichiarato che la decisione di dismettere al 99% il cC6o4 entro il 2026 non sarebbe motivata dal suo impatto ambientale che, a suo dire, sarebbe “ampiamente meno nocivo del suo predecessore, il PFOA”, ma “perché è avverso all’opinione pubblica”.
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🔥Grazie ad un approfondimento di Claudio Lombardi a partire dallo studio di monitoraggio della qualità dell'aria di ARPA siamo venuti a conoscenza di questi dati allarmanti.
💀 Quanti PFAs respiriamo vivendo nella Fraschetta? I dati sono chiari e agghiaccianti.
😠 La settimana scorsa la giunta comunale parlava alla cittadinanza di Spinetta e Alessandria sostenendo di aver fatto molto per tutti/e noi. Tavoli tecnici, studi scientifici, il tutto con il fine ultimo di avere strumenti validi nelle proprie mani per chiedere alla Regione un biomonitoraggio.
💢 Già allora eravamo indignati. In due anni, non abbiamo visto nessun passo avanti.
‼️Non bastano i dati di 30 persone con PFOA in concentrazioni dalle 5 alle 10 superiori la soglia di tollerabilità per avviare un'indagine a tappeto come chiediamo da anni?
‼️Non bastano livello di C6O4 tali da far chiudere un pozzo utilizzato da un intero paese? Non basta che centinaia di persone abbiano bevuto acqua avvelenata?
‼️Non basta avere una falda irremediabilmente compromessa?
‼️Quali dati servono ancora perchè Giorgio Abonante, la giunta comunale e la Regione facciano il loro lavoro?
🔥Oggi aggiungiamo un ulteriore tassello per permettere loro di farlo. L'indagine di cui abbiamo riassunto i dati più preoccupanti.
Siamo solo noi ad essere allarmati, o questa volta anche chi ha il compito di prottegere la nostra salute deciderà di muoversi?
Un secolo di morti e veleni può bastare!

🔥Grazie ad un approfondimento di Claudio Lombardi a partire dallo studio di monitoraggio della qualità dell`aria di ARPA siamo venuti a conoscenza di questi dati allarmanti.

💀 Quanti PFAs respiriamo vivendo nella Fraschetta? I dati sono chiari e agghiaccianti.

😠 La settimana scorsa la giunta comunale parlava alla cittadinanza di Spinetta e Alessandria sostenendo di aver fatto molto per tutti/e noi. Tavoli tecnici, studi scientifici, il tutto con il fine ultimo di avere strumenti validi nelle proprie mani per chiedere alla Regione un biomonitoraggio.

💢 Già allora eravamo indignati. In due anni, non abbiamo visto nessun passo avanti.

‼️Non bastano i dati di 30 persone con PFOA in concentrazioni dalle 5 alle 10 superiori la soglia di tollerabilità per avviare un`indagine a tappeto come chiediamo da anni?

‼️Non bastano livello di C6O4 tali da far chiudere un pozzo utilizzato da un intero paese? Non basta che centinaia di persone abbiano bevuto acqua avvelenata?

‼️Non basta avere una falda irremediabilmente compromessa?

‼️Quali dati servono ancora perchè Giorgio Abonante, la giunta comunale e la Regione facciano il loro lavoro?

🔥Oggi aggiungiamo un ulteriore tassello per permettere loro di farlo. L`indagine di cui abbiamo riassunto i dati più preoccupanti.
Siamo solo noi ad essere allarmati, o questa volta anche chi ha il compito di prottegere la nostra salute deciderà di muoversi?
Un secolo di morti e veleni può bastare!
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‼️Nelle ultime settimane Greenpeace Italia ha pubblicato un interessante report sulla contaminazione del territorio di componenti del gruppo PFAS.
📌Era già noto sulla base degli studi pubblicati negli ultimi anni, ma è ormai certo che l'estensione delle contaminazioni sui territori del nord Italia è spaventosa, e coinvolge non solo il Veneto, dove ha avuto origine uno dei maggiori disastri ambientali dei nostri tempi dovuto agli stabilimenti Miteni, ma anche Lombardia e Piemonte.
🔊Non ci sorprende che il nostro territorio sia coinvolto in questo scempio, come non ci sorprende che la coda di paglia dello stabilimento Solvay sia stata la prima a dare voce a tristi tentativi difensivi.
‼️Questo report e le numerose problematiche dello stabilimento non possono rimanere un frivolo problema di immagine che l'azienda può lavare via regalando a destra e manca ingenti somme di denaro nel nome dell'ecosostenibilitá.
➡️Questi dati devono renderci consapevoli e farci aprire gli occhi, devono mettere chi ci governa davanti alla responsabilità che ha e al ruolo che ricopre, alla posta in gioco che si traduce nelle vite di centinaia di persone, all’incapacità delle amministrazioni di risolvere e mettere fine al ricatto lavoro-salute, che vede noi e i nostri cari perire nel nome del guadagno.
📌🔊Di questo e di molto altro parleremo a Chiomonte questo mercoledì 6 Marzo. Porteremo da Alessandria e Spinetta Marengo la nostra esperienza e la nostra lotta.

‼️Nelle ultime settimane Greenpeace Italia ha pubblicato un interessante report sulla contaminazione del territorio di componenti del gruppo PFAS.

📌Era già noto sulla base degli studi pubblicati negli ultimi anni, ma è ormai certo che l`estensione delle contaminazioni sui territori del nord Italia è spaventosa, e coinvolge non solo il Veneto, dove ha avuto origine uno dei maggiori disastri ambientali dei nostri tempi dovuto agli stabilimenti Miteni, ma anche Lombardia e Piemonte.

🔊Non ci sorprende che il nostro territorio sia coinvolto in questo scempio, come non ci sorprende che la coda di paglia dello stabilimento Solvay sia stata la prima a dare voce a tristi tentativi difensivi.

‼️Questo report e le numerose problematiche dello stabilimento non possono rimanere un frivolo problema di immagine che l`azienda può lavare via regalando a destra e manca ingenti somme di denaro nel nome dell`ecosostenibilitá.

➡️Questi dati devono renderci consapevoli e farci aprire gli occhi, devono mettere chi ci governa davanti alla responsabilità che ha e al ruolo che ricopre, alla posta in gioco che si traduce nelle vite di centinaia di persone, all’incapacità delle amministrazioni di risolvere e mettere fine al ricatto lavoro-salute, che vede noi e i nostri cari perire nel nome del guadagno.

📌🔊Di questo e di molto altro parleremo a Chiomonte questo mercoledì 6 Marzo. Porteremo da Alessandria e Spinetta Marengo la nostra esperienza e la nostra lotta.
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‼️Il 4 marzo si aprirà il processo che vede imputati due dirigenti di Solvay e la stessa Solvay con l'accusa di disastro ambientale. Un rinvio a giudizio che conferma ciò che da molti anni a questa parte è evidente: le produzioni e la presenza stessa di Solvay rappresentano un macigno avvelenato sulle vite e sui territori della Fraschetta.
➡️In questo contesto tanti cittadini di Spinetta si stanno costituendo parte civile nel processo, cosa giusta, legittima e doverosa. 
‼️È in questo quadro che apprendiamo la volontà della CGIL di Alessandria di costituirsi anch'essa parte civile sbandierando immediatamente la decisione di destinare eventuali risarcimenti monetari al territorio.
🔊Restiamo onestamente e sinceramente basiti di fronte alla conferenza stampa del segretario provinciale che pare rendersi conto solo oggi dell'esistenza di Solvay  e delle conseguenti criticità ambientali e di salute.
‼️Tralasciando la facile ironia siamo oggettivamente sbigottiti dall'opportunismo con cui la CGIL si muove. Dopo decenni nei quali si è ben guardata dal muovere la benché minima critica e osservazione a Solvay oggi decide di posizionarsi, male, parlando di bonifiche e di produzione sostenibile.
➡️Ma non solo in questi anni la CGIL non ha prodotto nessun tipo di critica ma, quando ne ha avuto l'occasione si è prodigata in dichiarazioni a sostegno delle produzioni nocive di Solvay al limite della decedenza. Ne ricordiamo una su tutte, quella relattiva alla richiesta di ampliamento della produzione di Cc6o4 (classificato da ECHA come tossico per ingestione) avanzata da Solvay e discussa in AIA, la riportiamo fedelmente perchè crediamo che vada dato alla CGIL quello che è della CGIL: “Oggi in ballo c’è la modifica dell’Aia esistente per la produzione di C6O4, una sostanza chimica innovativa che soddisfa le esigenze ambientali più innovative”.
‼️In sostanza, neanche di fronte all'evidenza dell'inquinamento e dei disastri prodotti da Solvay, si riescono ad avere parole chiare, nette e non opportunistiche.
Insomma, ci verrebbe da dire che il silenzio è oro. E di consigliarlo.

‼️Il 4 marzo si aprirà il processo che vede imputati due dirigenti di Solvay e la stessa Solvay con l`accusa di disastro ambientale. Un rinvio a giudizio che conferma ciò che da molti anni a questa parte è evidente: le produzioni e la presenza stessa di Solvay rappresentano un macigno avvelenato sulle vite e sui territori della Fraschetta.

➡️In questo contesto tanti cittadini di Spinetta si stanno costituendo parte civile nel processo, cosa giusta, legittima e doverosa.

‼️È in questo quadro che apprendiamo la volontà della CGIL di Alessandria di costituirsi anch`essa parte civile sbandierando immediatamente la decisione di destinare eventuali risarcimenti monetari al territorio.

🔊Restiamo onestamente e sinceramente basiti di fronte alla conferenza stampa del segretario provinciale che pare rendersi conto solo oggi dell`esistenza di Solvay e delle conseguenti criticità ambientali e di salute.

‼️Tralasciando la facile ironia siamo oggettivamente sbigottiti dall`opportunismo con cui la CGIL si muove. Dopo decenni nei quali si è ben guardata dal muovere la benché minima critica e osservazione a Solvay oggi decide di posizionarsi, male, parlando di bonifiche e di produzione sostenibile.

➡️Ma non solo in questi anni la CGIL non ha prodotto nessun tipo di critica ma, quando ne ha avuto l`occasione si è prodigata in dichiarazioni a sostegno delle produzioni nocive di Solvay al limite della decedenza. Ne ricordiamo una su tutte, quella relattiva alla richiesta di ampliamento della produzione di Cc6o4 (classificato da ECHA come tossico per ingestione) avanzata da Solvay e discussa in AIA, la riportiamo fedelmente perchè crediamo che vada dato alla CGIL quello che è della CGIL: “Oggi in ballo c’è la modifica dell’Aia esistente per la produzione di C6O4, una sostanza chimica innovativa che soddisfa le esigenze ambientali più innovative”.

‼️In sostanza, neanche di fronte all`evidenza dell`inquinamento e dei disastri prodotti da Solvay, si riescono ad avere parole chiare, nette e non opportunistiche.
Insomma, ci verrebbe da dire che il silenzio è oro. E di consigliarlo.
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‼️In questi giorni Greenpeace Italia ha pubblicato un interessante report sulla contaminazione del territorio di componenti del gruppo PFAS.
🔊Come già era tristemente noto sulla base di vari studi fatti negli ultimi anni, l'estensione delle contaminazioni sui territori del nord Italia è spaventosa, e coinvolge non solo il Veneto, dove ha avuto origine uno dei maggiori disastri ambientali dei nostri tempi dovuto agli stabilimenti Miteni, ma anche Lombardia e Piemonte.
📌Non ci sorprende che il nostro territorio sia coinvolto in questo scempio, come non ci sorprende che la coda di paglia dello stabilimento Solvay sia stata la prima a dare voce a tristi tentativi difensivi.
➡️Pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati di Greenpeace, leggiamo una squallida intervista da parte del direttore dello stabilimento che si dice molto rammaricato dalle ingiuste accuse. 
🔊Ci piacerebbe molto che la sua intervista fosse veritiera, ci sarebbe piaciuto molto se questo territorio non fosse stato terreno di gioco e sperimentazione per colossi della chimica per gli ultimi 100 anni, ci piacerebbe non essere per una volta dalla parte della ragione: purtroppo non è così.
📌Da decine di anni a questa parte i territori di Spinetta Marengo, Alessandria e della Fraschetta sono teatro di innumerevoli produzioni pericolose e inquinanti, a partire da Montecatini e Montedison, per finire al polo chimico Solvay, che per quanto voglia redimersi e autoproclamarsi luminare dell'avanzamento tecnologico, dell'ecosostenibilitá e della trasparenza, opera ancora in una struttura obsoleta, un colabrodo, una fabbrica accusata più volte di disastro ambientale.
🔥Già, perché per quanto si vogliano distanziare dalle accuse relative all'inquinamento da PFOA, è innegabile la responsabilità del polo nello scenario di morte e malattia che circonda Spinetta.
‼️Ciò che ci fa ribollire il sangue è il tentativo del dirigente di scaricare il barile su altre aziende, altrettanto responsabili dell'inquinamento, quando ciò che serve non sono le giustificazioni, ma garantire al territorio e a chi lo abita una vera trasparenza.

‼️In questi giorni Greenpeace Italia ha pubblicato un interessante report sulla contaminazione del territorio di componenti del gruppo PFAS.
🔊Come già era tristemente noto sulla base di vari studi fatti negli ultimi anni, l`estensione delle contaminazioni sui territori del nord Italia è spaventosa, e coinvolge non solo il Veneto, dove ha avuto origine uno dei maggiori disastri ambientali dei nostri tempi dovuto agli stabilimenti Miteni, ma anche Lombardia e Piemonte.
📌Non ci sorprende che il nostro territorio sia coinvolto in questo scempio, come non ci sorprende che la coda di paglia dello stabilimento Solvay sia stata la prima a dare voce a tristi tentativi difensivi.
➡️Pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati di Greenpeace, leggiamo una squallida intervista da parte del direttore dello stabilimento che si dice molto rammaricato dalle ingiuste accuse.
🔊Ci piacerebbe molto che la sua intervista fosse veritiera, ci sarebbe piaciuto molto se questo territorio non fosse stato terreno di gioco e sperimentazione per colossi della chimica per gli ultimi 100 anni, ci piacerebbe non essere per una volta dalla parte della ragione: purtroppo non è così.
📌Da decine di anni a questa parte i territori di Spinetta Marengo, Alessandria e della Fraschetta sono teatro di innumerevoli produzioni pericolose e inquinanti, a partire da Montecatini e Montedison, per finire al polo chimico Solvay, che per quanto voglia redimersi e autoproclamarsi luminare dell`avanzamento tecnologico, dell`ecosostenibilitá e della trasparenza, opera ancora in una struttura obsoleta, un colabrodo, una fabbrica accusata più volte di disastro ambientale.
🔥Già, perché per quanto si vogliano distanziare dalle accuse relative all`inquinamento da PFOA, è innegabile la responsabilità del polo nello scenario di morte e malattia che circonda Spinetta.
‼️Ciò che ci fa ribollire il sangue è il tentativo del dirigente di scaricare il barile su altre aziende, altrettanto responsabili dell`inquinamento, quando ciò che serve non sono le giustificazioni, ma garantire al territorio e a chi lo abita una vera trasparenza.
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