Abbiamo passato i mesi del lockdown ad ascoltare il mondo intero parlare di quanto i livelli di inquinamento e le svariate problematiche legate all’emergenza climatica stessero subendo un miglioramento, grazie all’assenza dell’uomo.
Abbiamo iniziato a renderci conto del danno causato, ad apprezzare le città prive di smog, ad ammirare la natura finalmente incontaminata.
Eppure, appena conclusa la quarantena, sembriamo esserci dimenticati tutto.
C’è chi è tornato a negare il cambiamento climatico, nonostante le piogge e i nubifragi quasi tropicali di questa estate atipica, e c’è chi, sia in grande che nel proprio piccolo, continua a inquinare in maniera sconsiderata.
Dai veleni delle grandi fabbriche fino alla spazzatura buttata per strada dai comuni cittadini, la quantità di rifiuti prodotti e gestiti senza criterio rimane esponenziale, soprattutto se si pensa al fatto che oltre agli scarti di normale amministrazione si aggiungono tonnellate di materiale usa e getta necessari per fronteggiare l’emergenza Covid.
Le strade delle città sono ormai tappezzate, oltre che dai normali mozziconi di sigaretta, da mascherine, guanti e via dicendo.
Non possiamo rimanere a guardare, pertanto abbiamo deciso di ripetere l’esperienza di pulizia delle strade del centro nella Giornata di Azione Globale per Il Clima, il 25 settembre. Con questo gesto non vogliamo sostituirci agli organi comunali che dovrebbero provvedere alla pulizia stradale e al conseguente corretto smaltimento dei rifiuti, ma sollecitarli a compiere il proprio dovere sia nella gestione concreta che nelle opere di sensibilizzazione della cittadinanza riguardo a questo tema.
Purtroppo, la problematica della gestione dei rifiuti e della dispersione di sostanze tossiche non rimane circoscritta alle azioni del singolo cittadino: i leader di tutto il mondo e la cerchia ristretta di chi detiene il potere decisionale sembra non accorgersi dell’imminente catastrofe. Il processo di sensibilizzazione rispetto alle tematiche dell’inquinamento e della crisi climatica diventa ancora più difficile nel momento in cui il nemico è inodore e incolore, e non consente una facile identificazione.
E’ proprio questa la battaglia che ci troviamo ad affrontare sul nostro territorio, dove è situato il polo chimico di Solvay-Solexis; da ormai 70 anni lo stabilimento produce e riversa nell’ambiente circostante diverse tipologie di sostanze tossiche e dannose. Negli ultimi due decenni, a partire dall’acquisizione del polo chimico da parte del gruppo Solvay, è iniziata la produzione di sostanze perfluoroalchiliche, note come PFAs.
Sulla base degli studi compiuti sul territorio da parte di ARPA Piemonte, ci è ormai chiaro che chi vive a Spinetta Marengo, sede dello stabilimento, ha più probabilità di morire per determinate patologie molto più che nel resto della Provincia: malattie neurologiche, dell’apparato respiratorio, del sistema endocrino, tumori di vario genere, e la lista continua.
Le stesse terribili conseguenze che l’assunzione inconsapevole di queste sostanze provoca sull’uomo si ripercuotono anche sugli animali e sugli ecosistemi coinvolti; i PFAs sono stati rilevati nell’ambiente in significativa quantità, e non solo nel territorio strettamente circostante alle zone di produzione, come uno studio sui ghiacciai dell’Antartide dimostra.
Dall’ultima conferenza dei servizi, richiesta da Solvay per ottenere l’approvazione alla domanda di ampliamento della produzione di cC6O4, sono passati due mesi, durante i quali siamo venuti a conoscenza dell’avvelenamento da PFAs di altri 8 comuni, tra cui Montecastello.
Il 23 di giugno la Provincia ha deciso di non decidere, concendendo a Solvay di continuare a inquinare senza limiti e regole per altri sessanta giorni. Il primo di ottobre gli enti locali saranno tenuti a esprimersi sulla vicenda e decidere se consentire o meno l’ampliamento della produzione, e nemmeno questa volta rimarremo in silenzio: presidieremo la Conferenza dei Servizi al fianco del Comitato Stop Solvay, e vi aspettiamo numeros* alle iniziative del 25 settembre, in un percorso di informazione e sensibilizzazione verso il primo ottobre!
E’ arrivato il momento di agire!

Fridays For Future Alessandria

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