Karim, sua moglie e le loro due bambine sono riusciti a guadagnare un altro po’ di tempo grazie alla determinazione del Movimento Per la Casa.

Due miseri mesi però non sono sicuramente sufficienti a risolvere la situazione di difficoltà economica e abitativa in cui versa la famiglia: sfratto esecutivo sulle spalle, difficoltà nel trovare un lavoro stabile e regolare che permetta di vivere una vita degna e tranquilla.
La situazione di questa famiglia, molto simile ad altre, dovrebbe e potrebbe essere affrontata e risolta dagli organi competenti che, anche in questo caso, si dimostrano totalmente assenti e disinteressati.

Il mese di marzo, caratterizzato dal blocco di quattro sfratti e dal rilascio di un immobile ATC occupato grazie ad una soluzione trovata autonomamente dalla famiglia interessata, rende sempre più chiaro agli occhi di tutti che il Movimento Per la Casa di Alessandria non ha intenzione di fare un passo indietro ed è sempre pronto, da ormai svariati anni, a schierarsi in difesa di tutte le persone abbandonate dalle istituzioni.

La gestione delle case popolari da parte di ATC è a dir poco fallimentare: assegnazioni rarissime, immobili lasciati in stato di abbandono e degrado, senza una volontà chiara di risolvere o migliorare la situazione in un’ottica di interesse collettivo.

Anche il Comune, con la nuova gestione delle politiche sociali e abitative, continua a percorrere strade già note nella totale noncuranza delle persone in difficoltà dimostrando l’assenza di volontà politica nell’affrontare il problema abitativo che colpisce questa città da svariati anni.
Purtroppo gli sfratti non finiscono qui, ad aprile i prossimi appuntamenti.

CASA, REDDITO, DIGNITA’

Movimento Per la Casa Alessandria