Al termine del corteo di sabato 15 ottobre abbiamo chiesto un incontro all’amministrazione comunale per discutere di una programmazione chiara e trasparente del processo di screening sanitario che deve coinvolgere tutte le persone potenzialmente colpite dall’inquinamento del polo chimico.
L’incontro si è svolto nel pomeriggio di martedì 25 ottobre, a nome del comitato erano presenti Margherita, Gianni, Lorenza, Egio e Claudio.
Ci si è confrontati a partire dalle recenti indagini effettuate dal Policlinico universitario Chu e dall’Università di Liegi, ma si è tenuto conto anche dei dati di morbilità e mortalità evidenziati dagli Studi epidemiologici della popolazione di Spinetta Marengo effettuati nel 2019, dei ritrovamenti di Adv e c6o4 nelle uova degli storni e negli alimenti, della presenza del c6o4 (prodotto esclusivamente dal polo chimico di Spinetta) nei pozzi di Montecastello e nelle acque del Po, dei rinvenimenti di cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene, tricloroetilene (sostanze notoriamente cancerogene) nelle cantine delle case del sobborgo di Alessandria.
Dall’incontro è emersa un’urgenza condivisa nell’affrontare le problematiche rese pubbliche dal Comitato, a partire dal biomonitoraggio della popolazione potenzialmente esposta agli inquinanti provenienti dal polo chimico.
“Sarà la Regione Piemonte a pianificare e a finanziare lo screening – ha spiegato Egio – ma non permetteremo che questo generi dinamiche “scarica barile” o l’allungamento dei tempi di realizzazione.
Abbiamo posto la necessità di intraprendere un’azione volta alla formazione dei medici di base che operano sul nostro territorio affinché possano prendere atto delle specificità dello stato di salute delle persone che vivono nella Fraschetta e così che si possa dare avvio alla stesura di un protocollo mirato sulla situazione causata dall’inquinamento del polo chimico”.
Nel corso dell’incontro il Comune si è impegnato a rendere trasparente il monitoraggio della potabilità delle acque del nostro territorio.

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