Tre anni fa, alla pubblicazione dei dati dello studio epidemiologico effettuato sugli abitanti di Spinetta Marengo che evidenziavano malattie e morti per chi vive in prossimità del polo chimico, abbiamo iniziato a mobilitarci. Con assemblee, iniziative, volantinaggi informativi abbiamo iniziato a sollecitare la presa di coscienza delle persone e le risposte dalle istituzioni.

Sabato 15 ottobre insieme a centinaia di persone, per la prima volta abbiamo attraversato le strade del centro di Alessandria in corteo per dire “basta!” all’inquinamento di Solvay.
Non è servito, a quanto pare, l’ennesimo tentativo della multinazionale belga di mettere in dubbio l’affidabilità dei dati che testimoniano la presenza di Pfas e altre sostanze nel sangue delle persone che vivono a Spinetta.
Sappiamo bene, e come noi lo sanno le persone che hanno deciso di scendere in piazza sabato, che l’inquinamento di Solvay è reale. Che i morti e le malattie sono reali.
Ce lo ricordano oltre alle recenti analisi del sangue fatte dall’Università di Liegi, i dati evidenziati dagli studi epidemiologici, i ritrovamenti di ADV e c6o4 (prodotti esclusivamente dal polo chimico di Spinetta) nelle uova degli storni e negli alimenti, la presenza del c6o4 nei pozzi di Montecastello e nelle acque del Po, i rinvenimenti di cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene, tricloroetilene (sostanze notoriamente cancerogene) nelle cantine delle case del sobborgo di Alessandria…
Pretendiamo un incontro con l’amministrazione comunale per una programmazione chiara e trasparente del processo di biomonitoraggio.
Chi vive a Spinetta Marengo e nei territori inquinati dal polo chimico ha il diritto di sapere quanti veleni ha nel sangue e i passi che il Comune di Alessandria intende fare per tutelare la salute pubblica!
Vogliamo che siano comunicati pubblicamente tutti gli aspetti del processo di screening sanitario, che deve coinvolgere tutta la popolazione potenzialmente colpita dall’inquinamento del Polo chimico di Spinetta Marengo e ci aspettiamo che allo screening segua la chiusura della fabbrica e la completa bonifica del nostro territorio.

Un secolo di morti e veleni può bastare!

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