Durante il Consiglio Comunale aperto di martedì 15 giugno, dedicato all’attività di Solvay sul territorio della provincia, si è reso evidente quanto ci ha portato a declinare l’invito: l’incontro pubblico altro non è stato che una passerella per Solvay e per le sue menzogne.

Chi avrebbe dovuto realizzare interventi “più tecnici” ha dimenticato degli aspetti nodali: “Perché Arpa non approfondito le 32 prescrizioni vincolanti per l’ampliamento della produzione di C6O4 da parte di Solvay chiarendo cosa è stato fatto e cosa monitorato prima di acconsentire alla ripresa della produzione del composto? – chiede Viola Cereda, portavoce del Comitato – alla faccia della trasparenza e della divulgazione delle informazioni alla popolazione!”.

ASL Alessandria sembrava addirittura essersi dimenticata di aver posto la propria firma su due studi epidemiologici che attestavano livelli di morbilità e mortalità per i residenti di Spinetta pari a quasi il doppio rispetto alla popolazione della provincia di Alessandria. “Certo, c’è stato e continua ad esserci il Covid-19 – aggiunge Cereda – ma non ci sembra che la situazione a Spinetta sia tanto rosea che per fare qualsiasi cosa (se mai ASL ha fatto qualcosa negli ultimi anni) da poter aspettare il 2022”.

Solvay, dal canto suo, ha avuto la possibilità di fare la solita passerella e raccontare le sue falsità senza che nessuno si ponesse il problema di ricordarle che la scienza esiste e sta dicendo il contrario dei suoi 4 rappresentanti.
Il C6O4 è tossico. Lo dimostrano anche i dieci studi condotti da Solvay e pubblicati sul sito dell’EPA così come il sito ECHA, citato anche dalla stessa Solvay.
Il C6O4 è bioaccumulabile come gli studi di Stefano Polesello, chimico ricercatore del Cnr-Irsa Istituto di ricerca sulle acque dimostrano. È stato infatti trovato nelle uova degli storni passando dal sangue della madre. Un singolo studio sui pesci d’acqua dolce (quello di cui ha riferito la rappresentante dell’azienda in consiglio) non è rappresentativo per tutte le specie esistenti.
Gli studi di Carlo Foresta – professore ordinario di endocrinologia presso la Scuola di Medicina di Padova e componente del Consiglio Superiore di Sanità dal 2019 -, invece, parlano di chiare criticità anche per l’uomo. Problemi di infertilità, alterazioni nella fase di sviluppo dell’embrione e un’elevata mobilità di questa sostanza nell’ambiente e nel corpo umano.
“Sarà per questo che il direttore dello stabilimento alessandrino Andrea Diotto è sotto accusa negli Stati Uniti e che la multinazionale, in New Yersey si sta già operando per dismettere tutti i tipi di PFAs? O forse è perché è stata messa alle strette dall’ente americano per la protezione ambientale? Oppure perché sa che perderà la causa per disastro ambientale nella quale è coinvolta?” Nella vicenda americana Solvay dimostra tutta la sua ipocrisia: là si vanta di un’anima green perché elimina il C6O4 mentre qui ne aumenta la produzione.
Il presidente della Provincia di Alessandria, firmatario della determina dirigenziale datata 12 maggio 2021 che consente a Solvay di riprendere la produzione di C6O4, non si è presentato. “A chi sbandiera principi di trasparenza e democrazia – dice Viola – vorremmo chiedere: e il fatto di firmare un’autorizzazione del genere senza rendere accessibili alla comunità alessandrina i parametri e le motivazioni della stessa?”.

Da parte della politica, come sempre grandi promesse e proclami di tavoli tecnici, gruppi di lavoro, documenti.
“Bene, vorremmo sapere tempi e modalità. Un programma che non rimanga solo nella registrazione di quella seduta!”

“Abbiamo deciso di non essere presenti in consiglio martedì perché non avremmo saputo rimanere in silenzio di fronte al siparietto che politica e azienda hanno messo in scena”. L’immobilismo e la sudditanza del Sindaco verso Solvay, lo rendono complice del disastro ambientale e sanitario.
“Quella che lui definisce crociata – conclude Viola – è una sacrosanta battaglia per la salute e la sicurezza di chi vive il nostro territorio e lavora nello stabilimento. La posizione del sindaco è una negazione dei dati scientifici, a discapito della comunità di Spinetta che avrebbe il dovere di tutelare”.

Comitato Stop Solvay

 

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