2015: l’Italia con l’UE firmano l’accordo di Parigi impegnandosi a ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra per non superare l’aumento della temperatura globale di 1.5°C. Per raggiungere questo scopo, una delle iniziative fondamentali è il progressivo abbandono di tutti i combustibili fossili. In Italia, tuttavia, vi sono alcune delle maggiori compagnie fossili al mondo, come Eni, Enel e Snam i cui piani puntano ancora fortemente su petrolio, gas e carbone. Piani finanziati da banche tra cui Unicredit e Intesa San Paolo, il cui ruolo è determinante per lo sviluppo di nuovi giacimenti e la costruzione di altri gasdotti che contrastano la transizione ecologica decisa durante la COP21. Dall’accordo di Parigi ad oggi, Unicredit è responsabile della produzione di 37 milioni di tonnellate di CO2 all’anno piazzandosi al 13° posto tra le banche europee che finanziano il fossile. Insieme a Intesa San Paolo, ha finanziato le società fossili italiane per un valore di 9.7 miliardi di euro. La devastazione prodotta dalle scelte di questa banca supera i confini nazionali ed arriva fino in Turchia dove ha giocato un ruolo determinante supportando la realizzazione delle centrali e miniere che stanno devastando la regione turca di Mugla.

L’intreccio tra governi, banche e industrie fossili in nome di un profitto per pochi sta danneggiando la vita di tutti e tutte noi e nega la crisi ecologica, sanitaria ed economica che stiamo vivendo. Quello che serve è una transizione ecologica vera, con al centro le persone ed il loro benessere. Per questo motivo, a 5 anni di distanza dall’accordo di Parigi vogliamo far sentire la nostra voce! Non permetteremo che a pagare le conseguenze di queste scelte siano le fasce più deboli della società!

Riseup4climatejustice e Fridays For Future Alessandria vi invitano, Sabato 12 Dicembre ore 15.30, in Piazzetta della Lega per denunciare le scelte criminali di Unicredit. È tempo di lottare per il mondo in cui vivremo!

#riseup4climatejustice

 

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