Presidio indetto da lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura della Regione Piemonte

Sabato 7 novembre 2020
Piazza Castello – Torino (di fronte al palazzo della Regione Piemonte) ore 15,00

Vieni con la mascherina e tutti i d.p.i. necessari per la corretta riuscita dell’iniziativa.
Mantieni la distanza necessaria (2 metri) fra te e le altre persone per garantire la riuscita del presidio in totale sicurezza. Ci saranno dei segni a terra per posizionarci.

L’iniziativa è aperta e trasversale. Invitiamo a partecipare tutte le figure lavorative legate allo spettacolo ed alla cultura ma non solo. Chiediamo solidarietà e partecipazione alla società civile tutta, in particolare a coloro che come noi stanno subendo gli effetti catastrofici di questa pandemia e conseguente crisi economica.

Per le maestranze dello spettacolo e della cultura: ognuno porti in piazza i “simboli” della propria professione. Ad esempio il caschetto per i tecnici, il copione per i registi, lo strumento per i musicisti, un costume di scena per gli attori, ecc.

Perché scendere in piazza?

A Torino come a Milano, a Bologna, a Roma, a Napoli a Venezia e in altre grandi città italiane, i lavoratori dello spettacolo e della cultura scenderanno in piazza, ancora una volta.
Da marzo il mondo dello spettacolo e della cultura è stato fermato per limitare la possibilità di contagio in ogni modo. Subito abbiamo rilevato l’urgenza della situazione, e ci siamo uniti per discutere con le Autorità sia le misure di sostegno per chi non può lavorare, sia un piano per ricostruire il nostro settore incenerito dallo stop e dalla pandemia.
Ora che l’autunno è arrivato vediamo che le uniche a non essersi concretamente preparate sono le Autorità pubbliche: protocolli firmati ma non attuabili, trasporti in tilt, un sistema sanitario sul quale non è stato fatto il minimo investimento.
È tempo di ricevere risposte concrete.
Vogliamo che la Regione mantenga la parola data pubblicando il bonus per lavoratori dello spettacolo intermittenti, subordinati e parasubordinati, fino ad oggi dimenticati dall’amministrazione regionale.
Vogliamo da parte delle istituzioni nazionali risposte concrete. La soluzione sono riforme radicali del settore spettacolo, ad oggi un sistema lavoro precario e non tutelato.
Serve essere ascoltati e serve pragmatismo, perché un secondo lockdown imminente non può che essere un ennesimo disastro sociale ed economico per il nostro comparto come per tutto il resto del Paese.

 

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