Verso il Venice Climate Meeting, che sarà possibilmente posticipato a settembre, vi invitiamo a partecipare al webinar “Covid19 e Crisi Climatica: la Rivoluzione nella rete della vita”, un momento di incontro e confronto per proseguire l’elaborazione adeguandola alla fase che stiamo vivendo: quella della pandemia e della crisi a essa correlata.

Chi fosse interessato a partecipare può inviare una email con nome e cognome a info@veniceclimatecamp.com
per ricevere un link al quale connettersi facilmente.

La piattaforma utilizzata non consente la partecipazione di più di 100 persone, per questo l’assemblea sarà resa disponibile in diretta sulla pagina FB del Venice Climate Camp.

Dopo mesi in cui i movimenti climatici hanno conquistato le piazze e le strade del mondo intero, in cui le tematiche correlate alla crisi e alla giustizia climatica si sono fatte spazio all’interno del dibattito pubblico, il 4 e il 5 aprile ci saremmo dovute e dovuti incontrare per il Venice Climate Meeting con l’obiettivo di aprire un grande spazio di azione per la giustizia climatica, provando così a creare una commistione funzionale fra gli elementi radicali di teoria analitica elaborati e di pratica messi in atto nell’anno precendente.
Uno spazio che non può trovare ora la materialità di cui avrebbe bisogno, ma di cui continuiamo a sentire l’urgenza e l’esigenza.

La narrazione mainstream prova a dimostrarci in questi giorni come il lockdown abbia anche aspetti positivi rispetto all’emergenza climatica: la temporanea chiusura di alcuni impianti, il blocco della mobilità e la riduzione delle emissioni vengono letti come segnali promettenti. Quello che la narrazione mainstream non coglie è l’unicità della cornice entro cui cambiamento climatico e pandemia si muovono, piani connessi e non separati che stanno generando una crisi sistemica di accumulazione, produzione, consumo e liquidità. Anche in rapporto alla dialettica natura-lavoro-capitale, la versione ufficiale sulla crisi economica rischia di eliminare dalla discussione il primo elemento, riportandoci indietro nel tempo.

Utilizziamo quindi lo spazio virtuale, l’unico al momento agibile, per andare a fondo alle questioni che il Covid-19 ci pone: in che modo la pandemia e le sue conseguenze si inseriscono e agiscono nel quadro delle rivendicazioni per la giustizia climatica? All’interno della crisi sistemica, come si intrecciano giustizia sociale e giustizia climatica? Come è possibile rinsaldare un orizzonte europeo solidale, fatto di condivisione delle lotte, di fronte allo sgretolarsi delle istituzioni europee? E soprattutto qual è il futuro dei movimenti climatici dentro e oltre l’emergenza?

Sono domande cui è necessario trovare risposta insieme per aggiornare la grammatica dei movimenti per il clima: se leggiamo il Covid-19 non come la causa della crisi, ma come una sua conseguenza, il claim per la “just transition” si inserisce perfettamente entro il quadro di rivendicazioni che si sono affermate nell’ultimo mese di quarantena, tra cui il diritto alla salute e al reddito garantito.

Crediamo che questo piano della discussione possa essere realmente funzionale per il momento in cui, finalmente, potremo tutte e tutti rincontrarci e continuare insieme a tracciare le linee di un cambiamento radicale del sistema.

RELATRICI E RELATORI
Stefania Barca, Università di Coimbra
Valeria Graziano, Coventry University, The Pirate Care Project
Tomislav Medak, Coventry University, The pirate Care Project
Cristina Morini, giornalista, saggista e ricercatrice indipendente
Elena Gerebizza, Re:Common
Movimenti climatici europei

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