Questa notte abbiamo tappezzato le strade di Spinetta Marengo con centinaia di manifesti che rendono evidenti i dati dell’ultimo studio epidemiologico pubblicato da Arpa Piemonte e Asl Alessandria in merito all’incidenza di patologie e mortalità nel territorio contaminato da Solvay.
L’abbiamo fatto perché riteniamo che davanti a questi numeri e all’evidenza dell’avvelenamento della nostra terra, non si possa più rimanere in silenzio.
L’abbiamo fatto perché da oggi inizia una campagna. Contro chi inquina e avvelena la nostra terra. Contro Solvay.

I dati di ARPA Piemonte parlano chiaro: se vivi a Spinetta hai maggiore probabilità di essere ricoverato in ospedale in confronto a chi vive nel capoluogo. Alcuni esempi: ricoveri per tumore al rene +76%, tumori epatici (al fegato) +63%, malformazioni dell’apparato genitale-urinario +25%. Se hai un figlio fino ai 14 anni di età è maggiore la possibilità (+86%) che lui sia affetto da malattie neurologiche.
A questi numeri, già di per sé agghiaccianti, si aggiungono quelli dell’ASL di Alessandria che indicano come a Spinetta si muoia per alcune patologie molto più che nel resto della Provincia: malattie all’apparato respiratorio +43%, ipertensione (uomini) +97%, tumore alla vescica (donne) +335%, tumore al rene (donne) +166%.
E questi sono solo alcuni dati di un elenco di malattie purtroppo molto più lungo.

Nel 2012 Solvay fu costretta a sospendere la produzione di PFOS – perfluoroottansolfonati, vietati dalle normative e dalle convenzioni internazionali. I PFOS, insieme ai PFOA – acidi perfluoroottanoici -, sono le classi più diffuse dei PFAS. Questi acidi perfluoroacrilici – che Solvay tutt’ora produce, seppur con un nome diverso (il C604) -, sono riconosciuti tra i fattori di rischio per un’ampia serie di patologie. Ad alte concentrazioni sono tossici non solo per l’uomo, ma per tutti gli organismi viventi.
I PFAS penetrano con facilità nelle falde acquifere e, attraverso l’acqua, raggiungono i campi e i frutti dell’agricoltura che raggiungono le nostre tavole. Non solo quelle degli spinettesi evidentemente.
Che le acque di cui facciamo abitualmente uso siano contaminate lo testimonia lo studio effettuato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) nel 2015. Questa ricerca evidenzia un’allarmante differenza tra la concentrazione di PFAS nelle acque del fiume Bormida a monte e a valle dello scarico Solvay. A monte sono 35 ng/L, a valle 1800 ng/L: un valore 50 volte maggiore!

La Solvay, con la connivenza delle amministrazioni locali e non solo, per anni ha dimostrato come il profitto, per loro, valga molto più della salute dei cittadini. E continua a farlo: ha infatti recentemente chiesto alla Provincia di Alessandria un’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per poter ampliare la produzione del C604. La conferenza dei servizi che a nostro parere dovrebbe negare l’autorizzazione è attualmente in corso.

Non possiamo più stare a guardare: la Solvay inquina, il silenzio uccide!

Ecocidio, biocidio, disastro ambientale sono parole che stanno entrando nel linguaggio comune. Dietro queste parole ci sono i numeri su malattie e mortalità. Dietro alla produzione della Solvay, ai PFAS, alle emissioni nell’aria, alla falda contaminata, ci sta il fatto che nascere o lavorare a Spinetta, utilizzare l’acqua del Bormida, segna in modo drastico la possibilità e la qualità della vita.
Il profitto di una multinazionale contro la salute di donne, uomini, anziani e bambini. Una vergogna.
La Solvay è la vergogna del nostro territorio.

Noi crediamo che sia il momento di reagire e di agire.

Sospensione della produzione, bonifica e riconversione ecologica sono i nostri obiettivi.

Possiamo raggiungerli.
Passo dopo passo.
Tutte e tutti insieme.
Per la nostra salute.
Per la salute dei nostri figli.

Fridays For Future Alessandria