A poco meno di un mese dalla marcia che ci vedrà portare le nostre istanze sul red carpet della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia il 7 settembre è uscito il nuovo rapporto IPCC che ci mette in guardia sul consumo di suolo.
Mentre l’IPCC ci espone i rischi ambientali e sociali del nostro metodo di approvigionamento, una superficie di più di 30.000 chilometri quadrati sta bruciando in Siberia e contemporaneamente il polmone verde del mondo rischia di scomparire bruciato nel silenzio e nell’indifferenza generale. I capi di Stato di tutto il mondo sembrano non accorgersi di niente e anzi vanno avanti con i loro progetti di deforestazione e devastazione dei territori. Il danno ambientale causato a tutto il Pianeta è gravissimo.

Dal 15 marzo milioni di giovani e giovanissimi sono scesi nelle piazze per far sentire la loro richiesta di cambiamento, la loro volontà di trattare con rispetto il pianeta e salvarlo dal caos climatico a cui stiamo andando incontro a tutta velocità.
Quei giovani e giovanissimi siamo noi, gli stessi che non erano neanche fra i progetti dei loro genitori quando hanno iniziato ad uscire i primi documenti e i primi studi sul riscaldamento globale e la responsabilità umana ad esso connessa (il rapporto dell’IPCC si basa su dati raccolti dal 1961). Siamo gli stessi però che pagheranno le conseguenze di questo scellerato modo di vivere il “nostro” pianeta. Cosa ci aspetta? Desertificazione, siccità, carestie, conflitti…

Nonostante il nostro impegno e la nostra determinazione, nonostante i complimenti e il sostegno di molti, in questi mesi niente è cambiato e abbiamo imparato che non esiste più sordo di chi non vuol sentire.
Il Parlamento italiano si è rifiutato di dichiarare l’emergenza climatica, le grandi opere rimangono in cima alla lista delle priorità del governo e invece di investire in energie rinnovabili, nella salvaguardia dei territori e nella conversione ecologica si continua a sfruttare il Pianeta come se fosse un pozzo infinito di risorse, quando invece la scienza ci insegna da secoli che è finito.

E allora cosa possiamo fare?
Dobbiamo continuare a sensibilizzare le persone e creare consapevolezza, costruire massa critica e ascoltare la scienza che ci fornisce dati e innumerevoli soluzioni alternative.
Dobbiamo allargare sempre di più la mobilitazione, diventare ancora più numerosi, e insieme organizzare la ribellione!
Dobbiamo fare in modo che il cambiamento climatico diventi il fulcro di ogni discussione o evento, politico e non. E anche le stelle del cinema devono oscurarsi e lasciare la scena al Pianeta, il tema del riscaldamento globale è il protagonista indiscusso del nostro tempo ed è l’unico che si merita di calcare il red carpet.

Per questo il 7 settembre saremo con il Comitato No Grandi Navi e con tutti i nostri corpi al Lido in occasione delle premiazioni della Mostra Internazionale del Cinema.

La nostra casa è in fiamme, è tempo di agire.
Invitiamo tutti i comitati di FFF del Veneto e di tutta Italia a sottoscrivere l’appello e a raggiungerci il 7 settembre al Lido di Venezia per partecipare con noi a questa marcia climatica di respiro internazionale!

Fridays For Future – Venezia/ Mestre

Primi firmatari:

Fridays for future – Riviera del Brenta
Fridays For Future – Chioggia
Fridays For Future Treviso
Fridays For Future Vicenza – Italy
Fridays for Future – Padova
Fridays For Future – Trento
Fridays For Future – Alto Vicentino
Fridays For Future – Belluno
Fridays For Future Castelfranco Vto
Fridays For Future – Alessandria
Fridays For Future Pisa – Italia

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