10 anni fa si aprivano le porte dell’ex-caserma dei vigili del fuoco di Alessandria, da tempo abbandonata, per essere restituita alla città. Sono stati 10 anni intensi, migliaia di persone hanno attravresato questi spazi e ed hanno contribuito a caricarli di significato e a renderli quel magnifico luogo che è il Laboratorio Sociale!

La scuola popolare, l’Infopoint migrante Enea, la palestra popolare Uppercut, lo sportello per i diritti dei lavoratori Worktools, la saletta e i suoi eventi, la sala grande e i suoi concerti che hanno reso per il grande pubblico questo spazio “il tempio del live di Alessandria” sono solo alcuni dei progetti che includendo centinaia di persone, ne hanno viste collaborare altrettante.

In questi 10 anni sono stati tanti, tantissimi gli interventi materiali che hanno salvato dall’abbandono questo posto e lo hanno migliorato, perfezionato. In una pratica continua di autofinanziamento dal basso, diretto dalle persone sono state ristrutturate, salvate, messe a posto intere aree e impianti.

Oggi dopo 10 anni questo spazio ha ancora bisogno di una serie di interventi che gli permetteranno, negli anni a venire di accogliere sempre più persone e dare vita ad ancora più progetti. Per questo, per migliorare e perfezionare questo spazio accogliente c’è bisogno della collaborazione di tutte e tutti coloro che vorranno supportare il Lab!

Una campagna di crowdfunding su produzionidalbasso.com raccoglierà fondi per questo, per rendere ancora migliore un luogo di tutte e tutti!

“Siamo convinti che questo immenso spazio debba diventare un luogo del comune, né pubblico, né privato, ma gestito da tutte le donne e gli uomini della nostra città che sentono la necessita di costruire luoghi liberi dalla paura e dal controllo sociale. Proprio oggi, al tempo dei deliri securitari fra pacchetti sicurezza e ordinanze di sindaci sceriffi, siamo convinti di dover ripartire a costruire luoghi che siano aperti, attraversabili da tutti, luoghi che siano antifascisti, antirazzisti, antiproibizionisti e antisessisti. In una sola parola spazi di libertà, capaci di costruire qui e ora, un modello di società migliore non basato su indifferenza, paura, esclusione e diffidenza.”