Ieri sera, abbondantemente superata la mezzanotte il Sindaco di Alessandria, nonché Assessore alla Casa, ha risposto all’interpellanza presentata dal Consigliere Comunale Giorgio Barberis, durante la seduta del Consiglio.

Al Sindaco riconosciamo il merito di aver parlato molto chiaramente, ma sui contenuti abbiamo molto da obbiettare.

Nonostante avesse firmato un’ordinanza che dava trenta giorni di tempo per ristrutturare la palazzina di Via Carlo Alberto 14, nonostante che nessuno abbia eseguito il benché minimo lavoro, non intende dichiarare inagibile la palazzina.

Questo viene giustificato dal fatto che la proprietà, per poter eseguire i lavori, ha deciso di sfrattare tutti gli inquilini anche se i tecnici comunali contestano che la ristrutturazione si potrebbe svolgere con gli inquilini all’interno delle proprie case.

Da oggi siamo al lavoro con i nostri avvocati per denunciare alla Procura della Repubblica con un esposto questo atteggiamento del Sindaco, essendo convinti che se è vero come veniva scritto nell’ordinanza, che sussistono gravi rischi per gli inquilini e l’incolumità pubblica, allora l’ordinanza di inagibilità dovrebbe essere un atto dovuto.

Al tempo stesso ci sembra che il signor Fabbio tenti solo di spostare di qualche mese in avanti il problema. Infatti il 5 Maggio gli sfratti saranno molto probabilmente convalidati dal tribunale di Alessandria per tutti gli inquilini e questo significa che a Settembre venti famiglie si ritroveranno in mezzo alla strada. Probabilmente come Rete Sociale per la Casa non cercheremo di impedire lo sfratto e ci riverseremo con le famiglie per le strade della città. Vogliamo solo ricordare che tutta questa battaglia parte dal presupposto che le famiglie non possono vivere in appartamenti da terzo mondo e che l’inverno scorso una donna incinta e due bambini hanno rischiato di morire per le esalazioni di monossido di carbonio.

Quattro mesi di tempo saranno sufficienti per trovare soluzioni alternative per le famiglie o l’amministrazione aspetterà Settembre e risponderà che non esistono case per gli abitanti di via Carlo Alberto?

L’ultima nota riguarda il riconoscimento pubblico che il Sindaco ha attribuito alla Rete Sociale per la Casa, dicendo a chiare lettere che per l’amministrazione comunale siamo un interlocutore. Difficile dire diversamente davanti a oltre 70 persone, anziani, donne, uomini, bambini che ieri sera affollavano la seduta del Consiglio.

Alle parole ora dovrebbero seguire i fatti, ma ricordiamo a tutti che interloquire con la Rete per la Casa significa parlare dei problemi in concreto ed avere il coraggio di risolverli. Significa parlare poco e agire molto.

Altrimenti del riconoscimento del Sindaco non sappiamo che farcene.

Rete Sociale per la Casa

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