Se eravamo arrabbiati l’anno scorso, oggi lo siamo ancora di più: iniziano infatti a emergere i devastanti effetti della riforma Gelmini .

Rabbia ed indignazione è ciò che proviamo noi studenti di fronte ai tagli ai fondi ed al personale della scuola pubblica apportati dalla riforma; tagli a cui strettamente si legano tutte le problematiche scaturite nelle nostre scuole, dai 43000 docenti che hanno perso la cattedra, provocando così l’accorpamento e quindi il sovraffollamento delle classi, all’incapacità delle scuole di garantire agli studenti disabili le ore di sostegno che gli spettano, dall’eliminazione di ore di lezione e di corsi negli istituti superiori,alla riforma dei cicli scolastici ossia la chiusura di interi indirizzi supriori che verranno unificati in undici corsi, fino ad arrivare alla chiusura di svariate università, tra cui il politecnico di Torino con sede in Alessandria, e corsi di laurea, come già è accaduto al corso di fisica dell’università di scienze MFN. La situazione è già drammatica ora, ma se si pensa che questo è solo il primo di tre anni di tagli, è certo che in futuro, della scuola pubblica, rimarranno solo le macerie.

Dalla rabbia e dall’indignazione che proviamo scaturisce qualcosa di ben più grande ed importante, qualcosa che sentiamo ora, ma che ci accompagnerà per tutta la vita: la voglia di ribellarsi e di cambiare ciò che è ingiusto, la voglia di godere appieno della nostra libertà. Proprio per questo il corteo che venerdì 23 ottobre partirà alle 8,30 da piazza del cavallo non sarà un corteo come tutti gli altri, coinvolgendo professori, docenti, universitari, precari del mondo della scuola, genitori e personale ATA venerdì ci riprenderemo le strade, le piazze e le scuole della nostra città a partire dal liceo Saluzzo che al termine della manifestazione verrà occupato per ribadire che noi la crisi non la paghiamo e che le scuole sono nostre, luoghi in cui l’autogestione e l’autoformazione degli studenti basate sulla tolleranza e sull’antirazzismo non sono optional, ma parte integrante e obbligata della vita stessa dei nostri istituti. Saremo potenti e inarrestabili come un’onda anomala, multiformi e in continuo movimento come lacqua, e se qualcuno pensa di poterci rinchiudere in un bicchiere stia certo che si bagnerà.

 

 

Onda Anomala Alessandria

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