La decisione è di pochi giorni fa. Il Cipe ha destinato un miliardo di euro per l’avvio dei lavori della linea ad alta velocità Genova-Tortona-Milano, chiamata Terzo Valico dei Giovi. La truffa è già nel nome stesso che da più di quindici anni hanno dato all’opera, infatti cinque sono i valici appenninici esistenti che congiungono Genova con il basso Piemonte. Correva l’anno 1990 quando venne presentato il primo preogetto e i comitati locali che combatterono una lunga battaglia fin dai primi giorni, hanno contato almeno 38 annunci riguardanti l’avvio dei lavori. Il 2006, anno in cui la Regione Piemonte e la Provincia di Alessandria approvarono il progetto definitivo, fu un anno di grandi mobilitazioni. Venne sospeso il consiglio provinciale dagli attivisti dei comitati, vennero occupati i cantieri del foro pilota di Molini di Voltaggio, il 22 Aprile 5000 persone marciarono pacificamente da Serravalle ad Arquata insieme agli amici valsusini per rendere chiara l’opposizione della popolazione locale al progetto. Poi venne il Governo Prodi: il Ministro delle infrastrutture Di Pietro e l’amministratore delegato di FS Moretti dichiararono che il Terzo Valico non era più una priorità ed era un progetto troppo costoso con il rapporto costi benefici perennemente in rosso. Lo dichiararono a Novi Ligure davanti a molti esponenti dei comitati che videro riconosciuta la bontà delle tesi che andavano predicando da anni in giro per tutta la provincia.
Adesso ci ritenta Berlusconi e la sua fame di vedere l’Italia trasformata in un grande cantiere, con la scusa di far ripartire l’economia davanti ad una crisi finanziaria, economica e sociale che diventa giorno dopo giorno sempre più drammatica. Questa volta sembrano fare sul serio, nonostante i fondi stanziati siano solo un quinto di quelli necessari per un opera dal costo complessivo di circa 5 miliardi, più del ponte sullo stretto di Messina. Ma un miliardo di euro sono sufficienti per trasformare il territorio in una grande groviera, con la sola realizzazione delle opere accessorie.
Per fortuna la popolazione locale non ci sta e oltre 50 persone hanno deciso ieri di ritrovarsi a Castelnuovo Scrivia per riprendere la mobilitazione. In tanti si sono rincontarti ed hanno deciso di proseguire la battaglia contro l’ennesimo scempio che lor signori vorrebbero realizzare nel basso piemonte. Nelle prossime settimane verrano organizzate almeno tre assemblee nelle zone della Provincia maggiormente colpite dal progetto: Arquata-Serravalle, Novi-Pozzolo, Tortona-Rivalta. Obbiettivo dichiarato riattivare i comitati locali per opporsi alla realizzazione del terzo valico ferroviario, una grande opera utile eslusivamente ai soliti noti che tenteranno di costruirla. L’Impregilo di Marcellino Gavio prima fra tutte.

Approfondimenti:
– Comitati Scrivia
(vi trovate decine di documenti relativi al terzo valico e alle battaglie dei comitati)
– No Tav Genova
(i comitati sul versante genovese)

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