Alle 16.00 di questo pomeriggio è stata occupata l’ex caserma dei Vigili del Fuoco di Alessandria, immobile di proprietà della Provincia che si è trasformato negli ultimi due anni in un fantasma di mattoni e cemento.
Di seguito il comunicato stampa congiunto con cui centri sociali, movimenti e associazioni alessandrine espongono le ragioni di questa occupazione.

LIBERATA LA EX CASERMA DEI VIGILI DEL FUOCO: COSTRUIAMO UNO SPAZIO DEL COMUNE

Movimenti, associazioni e centri sociali, hanno oggi liberato dall’incuria e dall’abbandono la ex caserma dei vigili del fuoco di via Piave. Uno spazio pubblico dimenticato da oltre due anni e riscoperto solo questa estate per svolgerci all’interno la festa provinciale del Partito Democratico. Finita la festa, tutto è tornato come prima, uno spazio nuovamente abbandonato, forse per riscoprirlo alla prossima festa di qualche partito politico che governa. Noi siamo invece convinti che l’utilizzo non possa essere quello e che la caserma debba essere restituita alla cittadinanza a partire da concreti progetti sociali, culturali, artistici, sportivi di cui c’è tremendamente bisogno. Siamo convinti che questo immenso spazio debba diventare un luogo del comune, né pubblico, né privato, ma gestito da tutte le donne e gli uomini della nostra città che sentono la necessita di costruire luoghi liberi dalla paura e dal controllo sociale. Proprio oggi, al tempo dei deliri securitari fra pacchetti sicurezza e ordinanze di sindaci sceriffi, siamo convinti di dover ripartire a costruire luoghi che siano aperti, attraversabili da tutti, luoghi che siano antifascisti, antirazzisti, antiproibizionisti e antisessisti. In una sola parola spazi di libertà, capaci di costruire qui e ora, un modello di società migliore non basato su indifferenza, paura, esclusione e diffidenza. Vorremmo tanto che si potesse aprire sull’utilizzo di questo spazio una grande discussione pubblica nella città, perché a conti fatti gli unici che possono decidere sul suo utilizzo sono le persone che questa città la vivono.

Noi, quelli che da anni si organizzano in basso e a sinistra, pensiamo innanzi tutto che questa struttura non debba assolutamente essere venduta a privati per farci l’ennesimo centro commerciale o l’ennesima operazione di speculazione edilizia. La mappa dei conflitti di questi anni ci parla della mancanza di strutture di prima accoglienza, della penuria cronica di case popolari, della carenza di asili, della mancanza di luoghi dove praticare sport a prezzi accessibili, della necessità di spazi di produzione culturale, dell’urgenza della messa in condivisione dei saperi, del bisogno di costruire socialità. Da queste semplici suggestioni vorremmo partire, nella volontà di discutere apertamente e liberamente con la città di quale debba essere il futuro di questo spazio. Di sicuro, con l’iniziativa di oggi, le Istituzioni e i politici non potranno più far finta di niente.

Comunità San Benedetto al Porto
Centro Sociale Crocevia
Centro Sociale Subbuglio
Movimento Studentesco
Rete Sociale per la Casa
Palestra Antirazzista Uppercut
Sabotaggio Squad (Laboratorio di cultura Hip Hop)

 

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