TORTONA – In attesa che la Provincia fissi la data della Conferenza dei servizi che deciderà sulla realizzazione a Rivalta Scrivia dell’impianto della Ibp per la trasformazione del mais in etanolo – occorre risolvere, prima, il problema della distanza di sicurezza dall’impianto di esplosivi Nobel Sport Martignoni -, dieci consiglieri regionali (Prc-Se, Ecologisti-Uniti a sinistra Se, Sd, Pdci) hanno scritto al presidente della Regione, Mercedes Bresso, sollevando proprio la questione del bioetanolo, chiedendo di sospendere e annullare la variante al Piano regolatore generale predisposta dal Comune di Tortona per costruire l’impianto e di incentivare la ricerca e la realizzazione di impianti di seconda generazione in grado i produrre biocarburanti derivati dagli scarti agricoli cellulosici. I consiglieri sollevano una serie di questioni, tra le quali presunte irregolarità nella procedura di approvazione della variante urbanistica approvata dal Consiglio di Tortona il 28 luglio, recentemente oggetto di un «ricorso gerarchico» allo stesso presidente della giunta regionale, presentato da Enzo Pernigotti (Comitato per Rivalta Vivibile), Flavio Speranza (Legambiente Circolo Valle Scrivia), Flavia Bianchi e Gian Piero Godio (Legambiente Piemonte), nel quale si chiede la sospensione dell’esecuzione e l’annullamento della variante. «L’approvazione della variante – scrivono – è avvenuta con modalità che appaiono irregolari, con un’unica votazione comprendente sia il rigetto “in blocco” di tutte le osservazioni presentate, sia l’approvazione della variante, impedendo in tal modo l’espressione, da parte dei singoli consiglieri, di pareri diversi per ciascuna delle osservazioni presentate, nonostante alcuni ne avessero fatto esplicita richiesta». I consiglieri regionali sollevano anche altre questioni come l’insufficienza dell’analisi di compatibilità ambientale e la sottovalutazione sia dei vincoli di tipo regionale ai quali l’area della variante è sottoposta, sia degli effetti strutturali causati dall’insediamento industriale. Ritengono invece necessario puntare sui biocarburanti di seconda generazione, derivati dagli scarti agricoli cellulosici.

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