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	<title>Laboratorio Sociale Alessandria</title>
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	<title>Laboratorio Sociale Alessandria</title>
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		<title>Avevamo ragione noi!</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/avevamo-ragione-noi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche ad Alessandria sono arrivate 17 denunce per resistenza e lesioni a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche ad Alessandria sono arrivate 17 denunce per resistenza e lesioni a seguito del tentativo di occupazione della stazione ferroviaria durante la manifestazione di solidarietà con la Palestina dello scorso 2 ottobre. Le notifiche da parte della Questura non ci hanno colto di sorpresa considerata la svolta autoritaria in atto da parte del Governo Meloni a colpi di decreti sicurezza.</p>



<p>Sappiamo bene che quando un movimento mette in discussione l’ordine delle cose, il potere risponde sempre provando a colpire chi si espone. E infatti, la scure della criminalizzazione della solidarietà è già calata su molte attiviste e attivisti in tutta Italia. In decine di città, da nord a sud, chi ha scelto di non restare in silenzio di fronte al genocidio è stato identificato e denunciato.</p>



<p>Per questo, qualora ci fossero dubbi, lo diciamo senza giri di parole: rivendichiamo tutto. Con un genocidio in corso non era possibile restare fermi e zitti. Non era possibile continuare a vivere come se nulla stesse accadendo. Non era possibile accettare la complicità del governo italiano e della comunità internazionale che hanno scelto l’inerzia, quando non il sostegno politico e militare al massacro del popolo palestinese. Era giusto e necessario usare i nostri corpi per bloccare la normalità che ha reso possibile il genocidio. Era giusto occupare simbolicamente stazioni, strade, piazze come è avvenuto in centinaia di città in Italia e nel mondo. </p>



<p>Perché quella normalità fatta di treni che partono, merci che circolano, affari che continuano, è la normalità costruita sul silenzio e sul tentativo di rimozione della sofferenza di Gaza. Ogni persona che in quei giorni ha attraversato una città, ha forzato un cordone, si è imbarcato su una nave per rompere l’assedio, ha alzato una bandiera, è stata una goccia di una marea immensa.Un movimento globale di donne e uomini che ha saputo esercitare una pressione reale, che ha costretto governi e media a puntare davvero gli occhi sulla Palestina, rendendo possibile una tregua.</p>



<p>Nulla di tutto questo sarebbe accaduto senza il conflitto e la rottura.Se oggi ci denunciano, è perché avevamo ragione noi. E sappiamo che non eravamo sole e soli.</p>



<p>La storia ci ha già assolto.</p>



<p>Non accettiamo lezioni di legalità da chi copre un genocidio. Non accettiamo che la solidarietà sia trattata come qualcosa da punire, mentre i crimini di guerra no. Affronteremo come sempre il processo a testa alta, felici di non esserci voltati dall’altra parte mentre Gaza era messa a ferro e fuoco.</p>



<p>Laboratorio Sociale</p>



<p>Non una di meno &#8211; Casa delle Donne TFQ Alessandria </p>



<p>Coordinamento Studentesco</p>



<p>ADL Cobas Alessandria</p>



<p>ARCI Alessandria</p>



<p></p>
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			</item>
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		<title>Per la libertà del popolo iraniano</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/per-la-liberta-del-popolo-iraniano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 10:27:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 23 gennaio alle 17.30, torniamo in piazza ad Alessandria dopo le...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Venerdì 23 gennaio alle 17.30, torniamo in piazza ad Alessandria dopo le grandi mobilitazioni contro il genocidio in Palestina, perché non possiamo scegliere quali massacri rendere visibili e quali no, né  accettare che l’orrore diventi routine.</p>



<p>Da settimane, il popolo iraniano è protagonista di una mobilitazione popolare di massa contro il carovita, la repressione e un regime fondamentalista e autoritario che da decenni governa attraverso la violenza. La risposta del regime è stata brutale.</p>



<p>Secondo diverse fonti, il bilancio delle vittime della repressione è di migliaia di morti, molti dei quali sotto i 30 anni, oltre a arresti, torture e condanne a morte.In Iran sono scesi in piazza lavoratori e lavoratrici, studentesse e studenti, giovani, donne e uomini del popolo per una mobilitazione che rivendica giustizia sociale, diritti e democrazia.</p>



<p>Protestano, scioperano, occupano le strade e le università, rischiando letteralmente la vita. A loro, esprimiamo la nostra solidarietà incondizionata. Ed è questo, oggi, l’unico atto politico che abbia senso.Il fatto che Trump, Netanyahu o altre potenze imperialiste tentino di strumentalizzare le proteste e di mettere la loro bandiera sulla rivolta non rende il regime di Teheran meno repressivo o meno sanguinario e criminale.</p>



<p>Stare con le iraniane e gli iraniani significa stare con la capacità dei popoli di sollevarsi, organizzarsi e autodeterminarsi contro le ingiustizie e l’oppressione, senza guerre, senza interventi militari, senza colonialismo. Perché la libertà o è di tutte e di tutti, a qualsiasi latitudine, o non è.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Lab cerca una nuova casa!</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/il-lab-cerca-una-nuova-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 17:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La Provincia di Alessandria, governata dalla destra più arrogante e regressiva, torna...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Provincia di Alessandria, governata dalla destra più arrogante e regressiva, torna ad attaccare un pezzo vivo della città: l’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di via Piave 63 &#8211; la casa del Laboratorio Sociale &#8211; torna all’asta il 22 dicembre, inserita senza alcun criterio politico né visione nel lungo elenco dei beni alienabili. Sono anni che ciclicamente si tenta di vendere le mura del Laboratorio Sociale, inserite nel piano di alienazioni approvato dalla Corte dei Conti per ripianare il disavanzo economico della Provincia. Un’operazione che conferma ancora una volta l’indirizzo politico di chi oggi guida l’Ente: svendere, cancellare, smantellare tutto ciò che parla di solidarietà, diritti, antifascismo, partecipazione. L’esatto contrario di ciò che siamo e di ciò in cui crediamo e la ragione per cui non crediamo possibile possa esistere interlocuzione con un ente governato dal partito di Giorgia Meloni.</p>



<p>Da 17 anni, invece, quel luogo non rappresenta quattro mura, ma un cuore politico, sociale e culturale. Un laboratorio di autogestione, cultura popolare, mutualismo, conflitto sociale. Un punto di riferimento che migliaia di alessandrine e alessandrini di ogni generazione hanno attraversato, vissuto, scelto.</p>



<p>Dentro quelle mura è nata una storia collettiva che ha intrecciato le lotte locali alle grandi battaglie nazionali e internazionali.  Qui si è costruito “un mondo che contiene molti mondi”, uno spazio plurale in cui ogni movimento, ogni lotta, ogni aspirazione ha trovato confronto, ascolto e crescita.</p>



<p>Qui si sono accese le scintille dei movimenti che hanno segnato la storia recente di Alessandria: No Tav &#8211; Terzo Valico, Non Una di Meno, le mobilitazioni per l’acqua e la salute, i movimenti per il diritto all’abitare, quelle studentesche e per la giustizia climatica, la battaglia contro il deposito nucleare nazionale, la lotta del Comitato Stop Solvay per la chiusura del Polo Chimico, la solidarietà verso il Chiapas e il Rojava, la costante opposizione alle guerre con da ultimo le imponenti piazze cittadine contro il genocidio in Palestina.</p>



<p>In questi anni abbiamo ospitato la scuola di italiano per persone migranti, una palestra popolare, sportelli per il diritto alla casa e di tutela legale, il primo sportello del sindacato ADL Cobas che oggi difende i diritti di migliaia di lavoratrici e lavoratori in provincia, centinaia di iniziative culturali, concerti, teatro, assemblee pubbliche. E’ davvero quasi noioso dover elencare ciò che “il Lab”, come viene affettuosamente chiamato da molti, ha rappresentato per la città e la provincia di Alessandria. Lo sanno tutti, amici e nemici.</p>



<p>E mentre la Provincia non ha mai speso un euro per la manutenzione straordinaria che le spettava, noi &#8211; grazie all’autofinanziamento e al lavoro di cura collettivo &#8211; abbiamo investito decine di migliaia di euro per impedire che lo spazio cadesse a pezzi.</p>



<p>Oggi, però, è impensabile continuare a sostenere le spese di manutenzione con il rischio di essere venduti da un momento all’altro a qualche palazzinaro.</p>



<p>Così, dopo un lungo confronto, ancora una volta decidiamo di metterci in cammino con l’obiettivo che il Laboratorio Sociale possa continuare a essere cuore pulsante eretico della nostra città per almeno altri 17 anni.</p>



<p>Rendiamo pubblico che valuteremo tutte le strade possibili per garantire continuità e sicurezza alle attività del Laboratorio Sociale, compresa la partecipazione al bando comunale “AL P.I.T.T.A.” per la rigenerazione dei Giardini Pittaluga e rendendo esplicito l’interesse alla gestione dell’impianto sportivo comunale Bocciodromo. Lo facciamo con la stessa determinazione con cui, nel 2008, tagliammo i lucchetti e forzammo i portoni dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco occupandola: ciò che conta è il risultato, e ciò che si è fatto ieri lo si può sempre rifare domani, se il percorso scelto non dovesse portare a risultati. Con questo primo passo rendiamo esplicita la nostra disponibilità a valutare il trasferimento del Laboratorio Sociale in altre mura, all’interno dei Giardini Pittaluga, del Bocciodromo o altrove. A prescindere dall’esito, resta chiaro che la città deve trovare una soluzione politica stabile, all’altezza della storia, del valore sociale e della funzione collettiva del Laboratorio: perché le attività e le comunità che lo attraversano non possono dipendere dalla fortuna di un bando o dall’arbitrio della Provincia.</p>



<p>Il Comune di Alessandria e il Sindaco Abonante, a cui chiediamo di aprire un’interlocuzione, hanno davanti a loro una scelta.  Se si vuole davvero essere l’alternativa politica e culturale a chi amministra la Provincia e “la nazione” &#8211; quella stessa destra incapace di immaginare qualcosa che non sia chiusura, abbandono, discriminazione e repressione – ci si può assumere la responsabilità di garantire continuità a ciò che il Laboratorio Sociale ha rappresentato e rappresenta per Alessandria.</p>



<p>Chiediamo una risposta all’altezza della storia che abbiamo costruito e che anche l’attuale Sindaco, conosce bene. Il Laboratorio Sociale è di nuovo in vendita. Il Laboratorio Sociale cerca una nuova casa.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maria Elena Delia al Laboratorio Sociale</title>
		<link>https://www.labsociale.it/eventi-culturali/maria-elena-delia-al-laboratorio-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 17:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi Culturali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 21 novembre alle 21.00 al Laboratorio Sociale, l&#8217;incontro pubblico per rilanciare...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 21 novembre alle 21.00 al Laboratorio Sociale, l&#8217;incontro pubblico per rilanciare la solidarietà con il popolo palestinese e per continuare la mobilitazione contro la guerra e le politiche militariste del governo italiano.</p>



<p>Dopo le straordinarie giornate di mobilitazione che tra fine settembre e inizio ottobre hanno portato, ad Alessandria e in tutta Italia, migliaia di persone nelle piazze per denunciare il genocidio del popolo palestinese e la complicità del governo italiano e della comunità internazionale, nessuno di noi si è fermato.<br>Nè la Flotilla né gli equipaggi di terra hanno smesso di tenere gli occhi sulla Palestina, di intrecciare reti solidali, di rifiutare di restare a guardare.</p>



<p>A poche settimane dalla fragile tregua firmata in Egitto, Israele ha ripetutamente violato il cessate il fuoco, con nuovi raid su Gaza che hanno provocato centinaia di vittime. È evidente: non c’è alcuna volontà di pace, ma la determinazione a proseguire nel massacro del popolo palestinese.</p>



<p>In questo clima di guerra permanente, il governo italiano prepara una manovra finanziaria che rafforza il sostegno alla guerra. Nel prossimo triennio sono previsti 23 miliardi di euro in più per le spese militari. È una scelta politica chiara: si spendono i soldi in cannoni e armamenti invece che in welfare, diritti, sanità, istruzione.<br>Il governo ci vuole zitti ma noi continueremo ad alzare la voce.</p>



<p>Per questo venerdì 21 novembre alle ore 21.00, al Laboratorio Sociale di Alessandria (via Piave<br>63), incontreremo Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla.<br>Sarà l&#8217;occasione per ascoltare il racconto di chi ha navigato, per confrontarci tra noi che siamo rimasti a terra e che, insieme, vogliamo costruire un movimento che non accetta l’ingiustizia, che rifiuta la complicità e che sa da che parte stare.</p>



<p>Laboratorio Sociale Alessandria<br>Casa Di Quartiere Alessandria<br>Emergency- Alessandria<br>Non una di meno &#8211; Casa delle Donne TFQ Alessandria<br>Coordinamento Studentesco Alessandria<br>ADL Cobas Alessandria<br>Arci Alessandria</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Migliaia in corteo ad Alessandria per la Palestina libera!</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/migliaia-in-corteo-ad-alessandria-per-la-palestina-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 16:03:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi Alessandria ha visto la manifestazione più partecipata della sua storia: in...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi Alessandria ha visto la manifestazione più partecipata della sua storia: in 10mila abbiamo attraversato la città, cambiato il percorso del corteo e preso il cavalcavia, bloccando il traffico contro il genocidio in Palestina. Lo diciamo chiaramente: di fronte al massacro del popolo palestinese, di fronte ai crimini di guerra, al blocco della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla la risposta non può che essere il caos. Una risposta piena di dignità e rabbia contro chi in queste ore ha cercato di screditare le manifestazioni di questa settimana.</p>



<p>La giornata di sciopero generale è iniziata questa mattina con l’occupazione del Liceo Eco da parte del coordinamento studentesco ed è proseguita con il corteo del pomeriggio.<br>Abbiamo fermato scuole, fabbriche, magazzini e strade perché non vogliamo essere complici di un genocidio. Lo sciopero di oggi ha mostrato che la società civile, quando decide di alzare la testa, è più forte dei governi complici e dei manganelli della polizia, che ieri sera in città hanno impedito l’ingresso dei manifestanti e delle manifestanti in stazione.</p>



<p>Oggi in Italia si sono svolti oltre 100 cortei con più di un milione di persone in piazza. Studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici di tutte le categorie non si sono fatti intimidire né dalle minacce di Salvini né dalle vergognose parole di Meloni. Manifestazioni, presidi e blocchi si sono moltiplicati da nord a sud del Paese, perché avevamo promesso che se avessero bloccato la Global Sumud Flotilla avremmo bloccato tutto. E lo abbiamo fatto.</p>



<p>Netanyahu continua a massacrare il popolo palestinese e il governo Meloni lo sostiene con il silenzio e le menzogne. Oggi ad Alessandria, in 10000 abbiamo detto basta e non ci fermeremo finché non sarà posta fine all’assedio di Gaza e alla complicità del nostro governo con quello israeliano.</p>



<p>Domani a Roma saremo centinaia di migliaia, per dimostrare che questo Paese può ancora essere meraviglioso.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Blocchiamo tutto!</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/blocchiamo-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 16:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Reddito/Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il gravissimo attacco subito dalla Global Sumud Flotilla, Alessandria domani scende...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo il gravissimo attacco subito dalla Global Sumud Flotilla, Alessandria domani scende di nuovo in piazza e si prepara a bloccare tutto durante lo sciopero generale del 3 ottobre.<br>Domani alle 18 ci troviamo tutte e tutti in Piazzetta della Lega per attraversare ancora le strade della città e ribadire con ancora più forza e determinazione che siamo dalla parte del popolo palestinese e della Flotilla.</p>



<p><br>Sapevamo che la missione entrava in una fase delicata e pericolosa, ma il governo italiano è rimasto a guardare mentre Israele aggrediva un’azione umanitaria svolta in piena legalità. Ancora più grave, la premier Meloni ha cercato di distorcere il senso della missione raccontando all’opinione pubblica che il governo avrebbe potuto consegnare gli aiuti in poche ore: un tentativo di banalizzare e svuotare di significato politico l’iniziativa.</p>



<p><br>L’obiettivo della Flotilla, infatti, non è solo la consegna di aiuti umanitari a Gaza, ma soprattutto la denuncia e la forzatura del blocco navale illegittimo imposto da Israele.<br>E&#8217; inaccettabile che Netanyahu continui a massacrare un popolo con la complicità dei governi. E&#8217; inaccettabile che le attiviste e gli attivisti non siano stati difesi.<br>La società civile non si arrende. Torniamo a riempire le strade: non si è fermata la Flotilla di fronte alle minacce e all&#8217;ignavia dei governi e non ci fermeremo neanche noi.<br>Dopo la manifestazione, venerdì sarà sciopero generale. Bloccheremo scuole, magazzini, fabbriche, uffici, strade e stazioni per esercitare una pressione reale sul governo e sulle istituzioni. Lanciamo un appuntamento alle 17.00 in Piazzetta della Lega ad Alessandria per tutte e tutti coloro che vorranno portare la loro voce e la loro rabbia, di nuovo, per le strade della città.</p>



<p><br>Sabato 4 ottobre tutte e tutti alla manifestazione nazionale a Roma con il pullman che partirà da Alessandria.<br>Il nostro obiettivo è chiaro: fermare Netanyahu e le sue politiche criminali. Bloccheremo la normalità di un sistema complice, bloccheremo tutto perchè nessuno può dirsi neutrale davanti a un genocidio. Saremo in piazza per chiedere giustizia, per fermare la guerra, per difendere la dignità di un popolo sotto assedio. </p>



<p>Perchè quello che sta accadendo riguarda tutte e tutti noi.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il 30 Settembre studenti e studentesse in piazza!</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/il-30-settembre-studenti-e-studentesse-in-piazza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 15:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola/Università]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo stufi e stufe di passare i nostri anni di scuola in...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo stufi e stufe di passare i nostri anni di scuola in aule in cui ci viene negato di parlare di quello che sta accadendo in Palestina.<br>Chi nomina Gaza viene punito e silenziato: anche il mondo dell’istruzione è complice del massacro palestinese.</p>



<p>È complice quando manda i suoi studentə a fare PCTO nelle basi militari, quando gli atenei italiani continuano a mantenere rapporti con quelli israeliani, quando non ci informa, quando ci impedisce di parlarne anche solo tra noi tra le mura scolastiche, quando punisce severamente chi prova a manifestare, dissentire ed aggregarsi per cercare una narrazione diversa da quella che ci dà il governo.</p>



<p><br>Dopo la manifestazione di venerdì pomeriggio, dopo il blocco di ieri mattina all’istituto Umberto Eco e le molteplici manifestazioni che stanno bloccando l’intera Italia, anche ad Alessandria vogliamo continuare a mobilitarci e lanciare un segnale chiaro: vogliamo distaccarci da questa complicità ed omertà, vogliamo distaccarci dal sostegno che questo governo continua a dare al governo Netanyahu.</p>



<p>Siamo dalla parte di chi ieri, oggi e domani ha manifestato e manifesterà, di chi in questo momento è in mare per portare aiuti umanitari a Gaza, siamo dalla parte di chi muore sotto i bombardamenti o stremato dalla fame, e soprattutto di chi ancora può essere aiutato.</p>



<p>Vogliamo portare questa solidarietà in ogni via e piazza della nostra città.</p>



<p>Siamo dalla parte giusta della storia, ci vediamo martedì 30 settembre alle 8.30 in piazzetta della Lega ad Alessandria!</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le strade di Alessandria piene a sostegno della Palestina</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/le-strade-di-alessandria-piene-a-sostegno-della-palestina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 15:49:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[2000 persone hanno riempito oggi Piazza Santo Stefano e le strade di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>2000 persone hanno riempito oggi Piazza Santo Stefano e le strade di Alessandria per sostenere la missione umanitaria della Global Sumud Flottilla e il popolo palestinese.</p>



<p>Una partecipazione ampia e variegata che ha visto la presenza di studentesse e studenti, lavoratori e lavoratrici, donne e uomini, rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco della città Giorgio Abonante, a conferma che quella di oggi non è stata una piazza isolata ma parte di un movimento che sta attraversando l’Italia.</p>



<p>Come tante altre città in Italia e nel mondo anche Alessandria ha dimostrato di voler stare dalla parte dell’umanità, di chi resiste al genocidio e di chi si mette in mare per portare aiuti a Gaza.</p>



<p>La Global Sumud Flottilla è in questi giorni in viaggio verso le acque israeliane: non possiamo permettere che gli attivisti siano lasciati soli o che le loro vite vengano messe in pericolo.<br>Le manifestazioni di questi giorni, con migliaia di persone scese in strada, raccontano una verità chiara: non vogliamo più essere spettatori.</p>



<p>Ci sentiamo parte di questa missione e ribadiamo che il popolo palestinese non è solo.</p>



<p>Oggi Alessandria ha dato un segnale forte.<br>E saremo al fianco di chi, il prossimo 22 settembre, sciopererà e bloccherà tutto per ribadire che la solidarietà non si ferma e che la dignità umana vale più di ogni complicità con il genocidio e con il governo criminale di Netanyahu.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fiaccolata in sostegno al popolo palestinese, al fianco della Global Sumud Flotilla</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/fiaccolata-in-sostegno-al-popolo-palestinese-al-fianco-della-global-sumud-flotilla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 15:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 19 settembre alle ore 18 in Piazza Santo Stefano ad Alessandria...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 19 settembre alle ore 18 in Piazza Santo Stefano ad Alessandria scendiamo in piazza per sostenere la Global Sumud Flottilla, una missione umanitaria internazionale che si sta dirigendo verso le coste di Gaza.</p>



<p>Questa flottiglia trasporta aiuti essenziali come cibo e medicine donati da migliaia di persone in tutta Europa. Il suo obiettivo è rompere l&#8217;assedio navale che da anni soffoca la Striscia di Gaza, portando speranza e solidarietà al popolo palestinese, che sta subendo una catastrofe umanitaria.</p>



<p>L&#8217;arrivo della flottiglia in acque israeliane è imminente e dobbiamo tenere alta l&#8217;attenzione per garantire la sicurezza degli attivisti e delle attiviste a bordo. La storia ci ha già mostrato quanto queste missioni possano essere ad alto rischio e il governo israeliano ha dichiarato di voler riservare agli attivisti e alle attiviste lo stesso trattamento dei “terroristi”. Una minaccia che non possiamo ignorare. Dobbiamo essere una voce forte e coesa nel dire chiaramente che non sono soli.</p>



<p>Le migliaia di persone scese in piazza in diverse città di Italia ed Europa per salutare la partenza delle barche dirette a Gaza non sono un&#8217;anomalia, ma la prova che la popolazione non vuole più essere spettatrice di un genocidio. Le nostre manifestazioni dimostrano che ci sentiamo parte di questa missione che parla di pace, dignità e vita.</p>



<p>L&#8217;umanità non accetta più di girare lo sguardo dall&#8217;altra parte.</p>



<p>Ci vediamo in piazza per chiedere la fine del massacro e sostenere chi porta aiuto.</p>



<p>Laboratorio Sociale Alessandria<br>Casa Di Quartiere Alessandria<br>Emergency di Alessandria<br>Non una di meno &#8211; Casa delle Donne TFQ Alessandria<br>Coordinamento Studentesco Alessandria<br>ADL Cobas Alessandria</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assemblea al Festival di SHERWOOD contro il DDL Sicurezza!</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/assemblea-al-festival-di-sherwood-contro-il-ddl-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 15:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa domenica alcunɜ di noi hanno raggiunto il festival di Sherwood per...]]></description>
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<p>Questa domenica alcunɜ di noi hanno raggiunto il festival di Sherwood per partecipare all&#8217;assemblea della rete contro il decreto sicurezza, un momento di condivisione e di confronto, che sancisce la prima parte di un percorso collettivo in risposta al Decreto Sicurezza recentemente entrato in vigore.</p>



<p>Un disegno di legge tramutato in decreto, un golpe burocratico meschino, che pochi giorni fa è stato smontato pezzo per pezzo dalla Corte di Cassazione, che ne critica la forma, il metodo, le modalità, confermando le posizioni che la Rete A Pieno Regime porta avanti dal principio.</p>



<p>Il tentativo di repressione e oppressione portato avanti dal Governo Meloni ha incontrato, e continuerà a trovare sulla sua strada, la marea di studentɜ, lavoratori e lavoratrici, movimenti, associazioni, partiti, sindacati, pronti a opporsi e e battersi per la difesa dei propri diritti e delle proprie libertà.</p>



<p>Torniamo da questa assemblea con un nuovo bagaglio di spunti di ragionamento, una nuova spinta, con la voglia di continuare a camminare insieme.</p>



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