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	<title>Transfemminismo &#8211; Laboratorio Sociale Alessandria</title>
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	<title>Transfemminismo &#8211; Laboratorio Sociale Alessandria</title>
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		<title>Educazione sessuale, consenso e relazioni</title>
		<link>https://www.labsociale.it/transfemminismo/educazione-sessuale-consenso-e-relazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 16:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi Culturali]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 26 Gennaio ci vediamo come sempre al Laboratorio Sociale alle ore...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Venerdì 26 Gennaio ci vediamo come sempre al Laboratorio Sociale alle ore 15 per il venerdì studentesco, questa volta con un&#8217;ospite speciale!</p>



<p>Alle ore 16:30 ci sarà un momento di confronto e discussione, di educazione collettiva e scambio di idee.<br>Negli ultimi mesi è divenuta sempre più evidente la necessità di instaurare nelle scuole un percorso di educazione sessuale, all&#8217;affettività, al consenso e alle relazioni che sia realmente educativo, che sappia parlare allɜ studentɜ in un&#8217;ottica queer, transfemminista, antisessista.</p>



<p>Un percorso che non si limiti allo spauracchio delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili, che non demonizzi l&#8217;IVG e la contraccezione.<br>Un educazione che sappia trattare di piacere, di scoperta, di sessualità.</p>



<p>Le Istituzioni, nella persona del Ministro Valditara, hanno messo in campo ancora una volta gli strumenti sbagliati.</p>



<p>Per questo motivo abbiamo deciso di prendere noi stessɜ la situazione in mano, con l&#8217;obiettivo di formarci e iniziare a porre le basi di una rivoluzione culturale che ormai da tempo è più che necessaria.</p>



<p>Ne parliamo insieme a Greta Tosoni, sex coach, queer educator, e curatrice del volume &#8220;Questo libro non parla di sesso&#8221; edito da Edizioni Sonda!</p>



<p>Coordinamento Studentesco Alessandria</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per l&#8217;autodeterminazione delle donne e delle soggettività libere, contro gli attacchi alla comunità LGBTQIA+, in difesa del diritto all&#8217;aborto, venerdì 18 novembre appuntamento in piazzetta della Lega</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/per-lautodeterminazione-delle-donne-e-delle-soggettivita-libere-contro-gli-attacchi-alla-comunita-lgbtqia-in-difesa-del-diritto-allaborto-venerdi-18-novembre-appuntamento-in-piazzetta-della-le/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 22:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[La marea transfemminista torna a riempire le piazze in vista di un...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div>La marea transfemminista torna a riempire le piazze in vista di un autunno che si preannuncia movimentato e della manifestazione a Roma, il 26 novembre prossimo. Un appuntamento che ogni anno ci vede inondare le strade della capitale con il nostro grido altissimo e feroce contro la violenza di genere e per l&#8217;autodeterminazione dei nostri corpi.<br>In un momento storico che vede gli equilibri internazionali drammaticamente in mutamento, la repressione violenta contro il dissenso, riconosciamo il perpetuarsi degli schemi patriarcali e omo-lesbo-tranfobici ad ogni livello, ma soprattutto riconosciamo un pericolo diretto e impellente nell’ascesa di un governo di estrema destra come quello capitanato da Giorgia Meloni.<br>La scelta, non puramente semantica, di istituire un Ministero chiamato “della famiglia, della natalità e delle pari opportunità” la dice lunga su come le politiche di intervento sul divario di genere saranno subordinate al tema della maternità e alla centralità della famiglia (ovviamente al singolare) tradizionale.<br>La nomina di Eugenia Maria Roccella segna poi in modo inequivocabile la strada che questo governo intende perseguire: una donna che ha rinnegato nettamente un passato di lotta per i diritti per sposare al contrario una posizione conservatrice intrisa di stigmi e moralismi religiosi, patriarcali, misogini e omofobi.<br>L&#8217;attribuzione della terza carica dello Stato a Lorenzo Fontana marca poi definitivamente la volontà di mandare un messaggio diretto ai movimenti femministi e transfemministi, ma soprattutto a tutte le donne e alle soggettività libere e non conformi che lottano per la propria esistenza e la propria autodeterminazione: “questo non è e non vuole essere il vostro governo”; è piuttosto il governo di bigotti e omofobi, è il governo del Family Day di Verona 2019, delle mozioni comunali e regionali che finanziano i movimenti antiabortisti e minano alla radice i consultori pubblici, è il governo di chi esulta per l&#8217;affossamento del DDL Zan e per i cimiteri dei feti.</div>



<div>&nbsp;</div>



<div>Di fronte allo schieramento che ci troviamo davanti non possiamo aspettare e “vedere cosa accadrà”, non possiamo limitarci a giocare in difesa e cercare di parare i colpi, ma dobbiamo mostrarci pront* e determinat* a costruire un argine compatto e forte in grado di rispedire gli attacchi al mittente e di rilanciare in avanti la sfida sui diritti e sul contrasto alla violenza di genere in tutte le sue forme.<br>Mentre il governo prepara le proprie armi, noi ci troviamo infatti a a combattere contro la violenza e le ingiustizie di sempre, da quelle che subiamo tra le mura domestiche a quelle del divario salariale.<br><b>Lottiamo ogni giorno per la nostra vita</b>: in Italia la media quotidiana dei femminicidi è uno ogni tre giorni. Dall&#8217;inizio del 2022 sono 79 le donne e le persone della comunità LGBTQI uccise.<br><b>Lottiamo ogni giorno per la nostra sussistenza</b>: durante la pandemia il 98% di chi ha perso lavoro è donna. Dalla pagina web dello CNEL: “In Italia la condizione della donna nel mondo del lavoro è penalizzata dalla difficile conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che spinge in basso (49,7% dato ISTAT, contro il 60,4% Ue) la quota dell’occupazione femminile fra i 15 e i 64 anni e che induce il 27% delle donne madri ad abbandonare la propria occupazione alla nascita del figlio. Un dato salito al 38% con la pandemia (addirittura il 43% se con figli fino a 5 anni). Esiste ancora un elevato divario di genere in termini di lavoro non retribuito (nel quale le donne spendono in media 4 ore e 15 minuti al giorno, contro 2 ore e 16 minuti degli uomini).”<br><b>Lottiamo per essere liber* di scegliere sui nostri corpi</b>, contro una media nazionale del 70% di obiettori e obiettrici nelle strutture pubbliche ospedaliere, che rifiutano di praticare interventi di interruzione di gravidanza rendendo l&#8217;accesso al servizio difficile pieno di ostacoli e pregiudizi.</div>



<div><b>Lottiamo per portare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole</b>, per garantire contraccettivi gratuiti.</div>



<div><b>Lottiamo per la nostra salute</b>, per il riconoscimento delle malattie invisibili (vulvodinia, fibromialgia, endometriosi, neuropatia del pudendo ecc.), per l’affermazione della medicina di genere, per il diritto di vivere in ambienti sani e non inquinati da interessi economici di aziende senza scrupoli. Lottiamo per il superamento dei tabù sulle mestruazioni e per l’accesso gratuito ai prodotti per l&#8217;igiene mestruale.<br><b>Lottiamo per il riconoscimento dei diritti di tutt*</b>&nbsp;prima del riconoscimento di qualsiasi confine.</div>



<div>Porteremo il nostro desiderio e le nostre parole in piazza&nbsp;<b>venerdì 18 novembre, in Piazzetta della Lega, per ricordare che la Casa delle Donne, anche se sgomberata, non si ferma ed è oggi più determinata che mai a far sentire la propria voce e ad essere argine agli attacchi ai diritti che questo governo riserverà</b>.<br><b>Saremo in piazzetta dalle 17.30&nbsp;</b>e durante il presidio sarà possibile prenotare il proprio posto sul bus per la manifestazione a Roma il 26 novembre (in alternativa si può prenotare anche chiamando il 340 613 6076) .</div>



<div>&nbsp;</div>



<div>Sarà possibile sostenerci anche partecipando alla cena e allo spettacolo di sabato 19 novembre presso il Laboratorio Sociale. Presto saranno disponibili sui nostri canali social e sul sito della Casa delle Donne le informazioni relative alla cena e alla serata con Monosportiva e al pullman del 26 novembre.</div>



<div>&nbsp;</div>



<div><a href="https://casadelledonnealessandria.it/" target="_blank" rel="noopener">Non Una di Meno Alessandria </a><br>Casa delle Donne</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tremate, tremate, le streghe son tornate</title>
		<link>https://www.labsociale.it/eventi-culturali/tremate-tremate-le-streghe-son-tornate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 20:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad Halloween, al grido &#8220;Più culoni, meno Menloni&#8221; il Laboratorio Sociale e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad Halloween, al grido &#8220;Più culoni, meno Menloni&#8221; il Laboratorio Sociale e la Casa delle Donne di Alessandria vi invitano alla serata più queer, irriverente, favolosa e ribelle della città.<br />
Lunedì 31 ottobre, al Laboratorio Sociale in via Piave 63 ad Alessandria, serata con i djset di Minne Vaganti e Malco Mix.<br />
Appuntamento alle 22.00, ingresso <em>up to you.</em></p>
<p>Sono graditissimi travestimenti spaventosamente trash!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sabato 6 novembre, Pride Night con MinneVaganti</title>
		<link>https://www.labsociale.it/eventi-culturali/sabato-6-novembre-pride-night-con-minnevaganti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Nov 2021 10:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il DDL Zan non sarebbe stato una soluzione sufficiente contro le discriminazioni...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il DDL Zan non sarebbe stato una soluzione sufficiente contro le discriminazioni e le violenze che le donne e la comunità LGBTQ+ subiscono da sempre, ma quello che è successo in Senato dimostra che questo Paese bigotto e retrogrado non è in grado di garantire nemmeno il minimo indispensabile per proteggere lə propriə cittadinə.</p>
<p>Noi non ci stiamo! Siamo stanchə, tristə e amareggiatə. Siamo stufə, siamo furiosə e non staremo zittə.<br />
La politica la facciamo noi, con i nostri corpi e le nostre voci: vogliamo riappropriarci degli spazi, delle vie, delle strade che ci appartengono e vogliamo rivendicare il nostro diritto ad esistere e resistere!</p>
<p>Ci vediamo sabato 6 Novembre al Laboratorio Sociale per ricostruire uno spazio di socialità, di confronto e di autodeterminazione che sia safe per tuttə! Appuntamento con Pride Night, con musica e DJ Set a cura di MinneVaganti.<br />
Ingresso: Up To You!</p>
<p>L&#8217;evento si svolgerà in totale sicurezza. I posti saranno limitati a 200, per questo vi chiediamo di venire puntuali al Laboratorio. Per la tranquillità di tuttə chiederemo all’ingresso di mostrarci il green pass e, chi ne sarà sprovvistə, potrà effettuare prima di entrare un tampone rapido al costo di 5€</p>
<p>‼️Siamo consapevoli che per molte persone T e/o non binarie l&#8217;obbligo di esibire un documento recante il proprio nome anagrafico comporta di fatto un coming out forzato nonché spesso un forte disagio, per tanto garantiamo che i controlli all&#8217;ingresso si svolgeranno con rispetto e nella massima riservatezza, sperando di poter essere uno spazio il più possibile inclusivo.</p>
<p>Invitiamo tutte e tutti ad adottare un comportamento consono al rispetto delle norme anti-Covid e nel rispetto dellə altrə, specialmente utilizzando le mascherine ed igienizzandovi spesso le mani con il gel che troverete in vari punti all’interno del Laboratorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Call for artists – MIA 2021 – Un altro genere di arte</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/call-for-artists-mia-2021-un-altro-genere-di-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 18:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Casa delle Donne di Alessandria apre un Call dedicata a tuttə...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Casa delle Donne di Alessandria apre un <strong>Call dedicata a tuttə lə artistə che vogliono contribuire a dare vita e voce ai muri del nostro cortile interno durante le due giornate del festival “MIA” che si terrà il 17 e 18 settembre</strong>.</p>
<p>Crediamo che lo spazio che chiamiamo <strong>Casa</strong> debba essere specchio e immagine delle nostre lotte: per questo motivo vogliamo fare in modo che sappia raccontare la nostra storia.<br />
Siamo convintə che l’arte sia un potente strumento politico, l’anima di questo festival che già nelle scorse edizioni ha saputo dare spazio a diversə artistə che hanno contribuito a rendere comunicativo e meraviglioso il nostro cortile interno.</p>
<p>Se vuoi partecipare alla Call segui le indicazioni qui sotto:</p>
<p>TEMA<br />
Quest’anno vogliamo partire dal <strong>Corpo.</strong><br />
<strong>Corpo </strong>come terreno simbolico, corpo attraverso cui l’esperienza personale si fa politica, corpo capace di autodeterminarsi e ribellarsi. Corpo come luogo sicuro, come spazio libero e come <strong>Casa.</strong> I nostri sono corpi in movimento, corpi artistici, corpi desideranti, corpi devianti. E proprio attraverso i nostri corpi, vogliamo continuare a essere protagonistə delle piazze e degli spazi che attraversiamo, liberə di far sentire la nostra voce nonostante le difficoltà che la pandemia ha imposto.<br />
<strong>Il mio Corpo è la mia Casa</strong></p>
<p>COME PARTECIPARE<br />
Mandaci una bozza del tuo progetto il prima possibile, lo spazio è limitato! Avrai a disposizione lo spazio che ti serve ma tieniti prontə ad adattarti.<br />
Puoi inviare la tua bozza qui oppure sulla nostra mail:<br />
<a href="mailto:nonunadimeno.alessandria@gmail.com" target="_blank" rel="noopener">nonunadimeno.alessandria@gmail.com</a></p>
<p>MATERIALI<br />
Saremo noi a fornirti il materiale necessario alla realizzazione del disegno, accordandoci anticipatamente. Puoi usare quello che preferisci, bombolette, acrilici, collage, e qualunque altra cosa possa dare vita alla tua arte.</p>
<p>SELEZIONE<br />
Cercheremo di dare spazio a tutte le proposte ma i muri sono limitati e verranno selezionati i progetti più comunicativi e in linea con lo spirito del festival.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mia 2021 – Un altro genere di arte</title>
		<link>https://www.labsociale.it/eventi-culturali/mia-2021-un-altro-genere-di-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 18:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 17 e Sabato 18 settembre 2021 la Casa delle Donne apre le...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 17 e Sabato 18 settembre 2021</strong> la Casa delle Donne apre le porte alla città con la <strong>IV edizione di “MIA: Un altro genere di arte”</strong>, il festival che ogni anno parla alla città attraverso l’arte: antisessismo, lotta alla violenza di genere, salute, diritti e rapporti sociali sono solo alcune delle tematiche affrontate nelle scorse edizioni.</p>
<p>La Casa delle Donne di Alessandria è una realtà che, come molte altre, è stata duramente colpita dalla pandemia, vedendosi imporre un’ingiunzione di sgombero che ha portato, nel bel mezzo del 2020, alla chiusura della fornitura d’acqua, estremamente necessaria soprattutto durante l’emergenza sanitaria. Nonostante questo, la Casa non ha fermato le proprie attività, mantenendo aperto lo <a href="https://casadelledonnealessandria.it/2020/05/07/apre-lo-sportello-non-sei-sola/" target="_blank" rel="noopener">sportello “Non Sei Sola”</a> anche durante i mesi più difficili della pandemia e ha riaperto le porte a giugno e luglio per una serie di appuntamenti che hanno visto la partecipazione di centinaia di persone.</p>
<p>Oggi, ancora di più, è necessario e urgente continuare a rendere viva la Casa.<br />
Casa come luogo di incontro, di confronto, spazio politico di battaglie, spazio di autodeterminazione, spazio inclusivo, spazio culturale. La Casa, che per molte persone rappresenta un crocevia essenziale di esperienze di lotta condivisa, anche quest’anno si animerà per due giorni di arte e cultura, grazie al Festival Mia che avrà come tematica centrale il <strong>Corpo</strong>.<br />
<strong>Corpo</strong> come terreno simbolico, corpo attraverso cui l’esperienza personale si fa politica, corpo capace di autodeterminarsi e ribellarsi. Corpo come luogo sicuro, come spazio libero e come casa. I nostri sono corpi in movimento, corpi artistici, corpi desideranti, corpi devianti. E proprio attraverso i nostri corpi, vogliamo continuare a essere protagonistə delle piazze e degli spazi che attraversiamo, liberə di far sentire la nostra voce nonostante le difficoltà che la pandemia ha imposto.<br />
Mia 2021 sarà tutto questo, alla Casa delle Donne di Alessandria.<br />
IL MIO CORPO È LA MIA CASA</p>
<p>A BREVE ARRIVERÁ IL PROGRAMMA E TUTTE LE NOVITÁ DI QUESTA EDIZIONE!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://casadelledonnealessandria.it/" target="_blank" rel="noopener">Non Una di Meno &#8211; Casa delle Donne Alessandria</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“In provincia l&#8217;IVG non è un diritto”</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/in-provincia-livg-non-e-un-diritto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 17:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[La libertà di decidere sul proprio corpo non è ancora un diritto...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La libertà di decidere sul proprio corpo non è ancora un diritto acquisito e garantito per chi vive nel territorio della provincia di Alessandria.<br />
A dimostrarlo, i dati emersi dall’indagine sul diritto all’IVG &#8211; coordinata da Non Una di Meno Torino -, e i nuovi sviluppi del bando pubblico emanato da Regione Piemonte per fare entrare nei consultori (e finanziare) le associazioni antiabortiste.</p>
<p>Non Una di Meno Torino, tramite la richiesta via pec di accesso ai dati, ha iniziato a fare luce sul diritto all’IVG e sulla presenza delle associazioni antiabortiste in consultori, ospedali e strutture pubbliche.<br />
Diversi altri nodi della rete nazionale transfemminista hanno partecipato alla ricerca. I primi risultati sono disponibili sulla<a href="https://www.facebook.com/nonunadimenotorino/photos/pcb.3381651871937184/3381615818607456/" target="_blank" rel="noopener"> pagina Facebook di Non Una di Meno Torino</a>.<br />
Per la provincia di Alessandria sono riportati esclusivamente i dati dei consultori che praticano l’interruzione volontaria di gravidanza (garantita dal 1978 nelle strutture pubbliche, a seguito della legge 194). Si tratta degli ospedali di Alessandria, Casale Monferrato, Acqui Terme, Novi Ligure e Tortona.<br />
La risposta fotografa la situazione al 31 dicembre 2020 e divide il personale in medici in ginecologia-ostetricia, medici anestesisti, professioni sanitarie non mediche (ostetriche, infermieri, assistenti).</p>
<p>Nelle altre strutture della provincia <strong>il 75% dei medici in ginecologia-ostetricia è obiettore</strong>, mentre la percentuale è inferiore nelle professioni sanitarie non mediche, raggiungendo l’11%.<br />
L’<strong>azienda ospedaliera del capoluogo</strong> abbassa ulteriormente la media della presenza di medici non obiettori nelle strutture che operano l’IVG sul territorio della provincia. L’ASO alessandrina manda la sua risposta con ritardo, comunicando che <strong>al 27 maggio 2021, 1 solo medico dello staff di ginecologia (11 medici) non è obiettore</strong>.</p>
<p>Questi numeri intollerabili si traducono in difficoltà, ritardi, disagi che le donne e le libere soggettività devono affrontare per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza.<br />
Decidere sul proprio corpo è un diritto umano, ancor prima che un diritto garantito dalla legge italiana, e la presenza di medici nelle strutture pubbliche che si rifiutano di garantirlo è un affondo alla dignità delle donne e delle soggettività LGBTQUIA+ che Non Una di Meno non smetterà di combattere e di portare all’attenzione pubblica.<br />
A questa situazione, già evidentemente scandalosa, si aggiunge il bando emesso da Regione Piemonte per fare entrare nei consultori (e finanziare) le associazioni antiabortiste.<br />
Nel comune di Torino già tre associazioni sono state selezionate e in totale sono previste 24 associazioni antiabortiste nei consultori del Piemonte.<br />
Verranno impiegati soldi pubblici per sostenere una posizione ideologica che sfrutta e agisce violenza sulla carne delle donne e delle libere soggettività che scelgono una maternità ibera e consapevole.<br />
Soldi pubblici che, di conseguenza, non saranno impegnati nel potenziamento dei servizi di salute pubblica, degli asili e dei sostegni ai/alle bambin* e ai genitori.</p>
<p><strong>Urliamo basta alla sofferenza e all&#8217;umiliazione delle donne e delle libere soggettività. Basta con la propaganda familistica di certa parte politico-religiosa sui nostri corpi!</strong><br />
<strong>Vogliamo servizi sanitari pubblici che garantiscano l’accesso all’IVG maniera libera, sicura e gratuita e rispettosi del diritto all’autodeterminazione.</strong><br />
<strong>Vogliamo migliori strutture pubbliche per i/le piccol* e maggiore sostegno ai genitori/al genitore.</strong></p>
<p><a href="https://casadelledonnealessandria.it/" target="_blank" rel="noopener">Non Una di Meno</a><br />
Casa delle Donne<br />
Alessandria</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perchè vogliamo #moltopiùdiZAN?</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/perche-vogliamo-moltopiudizan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 12:09:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 15 maggio alle ore 17 saremo anche noi in Piazza Santa...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 15 maggio alle ore 17 saremo anche noi in Piazza Santa Maria di Castello ad Alessandria contro la violenza omolesbobitransfobica, per l’approvazione della legge Zan e #moltopiùdizan!</p>
<p>L&#8217;Italia &#8211; secondo la Rainbow Map dell’ILGA, International Lesbian and Gay Association &#8211; è agli ultimi posti in Europa per la protezione dei diritti umani della comunità LGBTQ+.<br />
Nel campo dei crimini d’odio, siamo una delle tre nazioni dell’Unione europea a non avere alcuna legge che punisca queste manifestazioni, insieme alle sole Bulgaria e Lituania. Secondo il progetto “Hate Crimes No More” del Centro Risorse Lgbti, il 73% delle persone LGBTQ+ ha subìto violenza omotransfobica, ma solo il 23% ha denunciato. Colpa anche di un vuoto normativo che scoraggia la ricerca della giustizia e che potrebbe finalmente essere colmato. Una legge nazionale è, dunque, più che necessaria, dal momento che le leggi regionali e altri strumenti come le reti comunali contro le discriminazioni si sono rivelati insufficienti o vengono puntualmente smantellati da giunte e consigli di centrodestra. Il DDL Zan rappresenterebbe (finalmente!) una delle poche tutele reali e l’unica specifica per i reati d’odio basati sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e la disabilità, per questo dev&#8217;essere approvata!</p>
<p>Crediamo che questa legge non basti e che debba trattarsi solo di un inizio. La violenza omolesbobitransfobica è strutturale nella nostra società e produce esclusione, disuguaglianza economica e sociale. Per questo pensiamo che la legge Zan sia solo un inizio e continuiamo a lottare per il diritto di tutt* all’autodeterminazione attraverso educazione, salute, welfare, reddito.</p>
<p>Non bastano pene più severe se le premesse della violenza che subiamo restano immutate: il diritto penale e il carcere non risolvono problemi che sono di natura prima di tutto sociale e culturale. Vogliamo misure di contrasto alle discriminazioni e all’esclusione dal lavoro, educazione sessuale ed all’affettività nelle scuole di ogni ordine e grado, il pieno riconoscimento della genitorialità per tutt*. Reclamiamo consultori e centri antiviolenza autonomi, per le donne e per le persone LGBT*QIAP+, la fine della rettificazione genitale alla nascita per le persone intersex, la piena depatologizzazione dei percorsi di transizione e una riforma della legge n. 164/1982, una legge che vieti le cosiddette “terapie di riconversione”. Vogliamo che i fondi messi in campo dalla legge per centri e case rifugio siano molti di più e legati ai bisogni reali delle nostre soggettività.</p>
<p>Per tutte queste ragioni scendiamo in piazza, per dire con i nostri corpi che il sesso non è un destino e che le nostre vite contano, oltre gli schemi imposti!</p>
<p>Non Una di Meno<br />
Casa delle Donne<br />
Alessandria</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fuori gli antiabortisti dai consultori! Sabato 17 aprile tutt* a Torino!</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/fuori-gli-antiabortisti-dai-consultori-sabato-17-aprile-tutt-a-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 10:14:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta siamo costrette a vedere la politica scagliarsi contro la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta siamo costrette a vedere la politica scagliarsi contro la libertà di scelta delle donne.</p>
<p><em>“requisiti minimi per gli enti no profit: (…) presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento (…)”</em> riporta il <strong>bando emanato dalla Regione Piemonte</strong> alla fine dello scorso anno, in piena emergenza Covid19.</p>
<p>Una misura che <strong>consentirà alle organizzazioni antiabortiste di proporre la loro propaganda ideologica dei consultori</strong>.</p>
<p>Si tratta di luoghi, costantemente dimenticati dalle Istituzioni e con sempre meno finanziamenti e personale, che hanno un ruolo central nella tutela della salute e dei diritti e devono essere rilanciati come luoghi accoglienti, aperti anche a nuovi bisogni, accessibili, garanti delle libertà delle donne e delle soggettività LGBTQIA+.</p>
<p>Il bando regionale – pubblicato anche sul sito dell’ASL di Alessandria – farà sì che, a breve, le donne del nostro territorio che si rivolgeranno ai consultori per l’interruzione volontaria di gravidanza, si sentiranno giudicate, mortificate, confuse.</p>
<p><strong>Aprire i consultori alle organizzazioni provita</strong> significa, infatti, mettere ulteriormente in difficoltà le donne che vogliono interrompere una gravidanza. Sebbene formalmente la legge 194 consenta il diritto all’ivg, nei fatti, la procedura è ancora oggi una lotta contro il tempo, la burocrazia e la carenza di personale medico non obiettore.</p>
<p>L’interruzione volontaria di gravidanza deve essere un diritto, non un’esperienza traumatica o un percorso a ostacoli tra obiettori e associazioni antiabortiste</p>
<p>Per questo, <strong>sabato 17 aprile saremo in piazza a Torino</strong>!</p>
<p>Vogliamo fermarli!</p>
<p>Ma vogliamo anche molto più di 194!</p>
<p>Vogliamo l’<strong>accesso gratuito alla contraccezione ed alle cure ginecologiche </strong>di ogni genere; l’<strong>accesso</strong> davvero <strong>sicuro, gratuito e garantito all’ivg.</strong></p>
<p>Vogliamo <strong>percorsi di educazione sessuale nelle scuole</strong> per una sessualità libera e consapevole. Vogliamo <strong>consultori accessibili, accoglienti e finanziati dal pubblico</strong> che non si occupino solo di cura delle sintomatologie, ma siano davvero luoghi delle donne e delle soggettività LGBTQUIA+ per tutte le età!</p>
<p>Invitiamo tutte le persone e le realtà che hanno a cuore l’autodeterminazione ed il diritto all’aborto ad unirsi a noi, <strong>sabato 17 aprile a Torino</strong>!</p>
<p>Per info è possibile scrivere a <a href="mailto:nonunadimeno.alessandria@gmail.com">nonunadimeno.alessandria@gmail.com</a> oppure contattare “Non Una di Meno Alessandria”, su Facebook, o @nudm_al, su Instagram.</p>
<p>Ci vogliamo in salute! Ci vogliamo felici e libere di decidere sui nostri corpi!</p>
<p><a href="https://casadelledonnealessandria.it/2021/04/10/fuori-gli-antiabortisti-dai-consultori-sabato-17-aprile-tutt-a-torino/" target="_blank" rel="noopener">Non Una di Meno &#8211; Casa delle Donne Alessandria </a></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-246541 size-full" src="https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/04/striscione_consultorio_nudm1.jpg?_t=1618049610" alt="Nella foto - Laboratorio Sociale Alessandria" width="1000" height="668" title="Fuori gli antiabortisti dai consultori! Sabato 17 aprile tutt* a Torino! 2 - Laboratorio Sociale Alessandria" srcset="https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/04/striscione_consultorio_nudm1.jpg 1000w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/04/striscione_consultorio_nudm1-300x200.jpg 300w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/04/striscione_consultorio_nudm1-768x513.jpg 768w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/04/striscione_consultorio_nudm1-980x655.jpg 980w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/04/striscione_consultorio_nudm1-480x321.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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		<title>8M ESSENZIALE. Essenziale è la nostra lotta. Essenziale è il nostro sciopero</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/8m-essenziale-essenziale-e-la-nostra-lotta-essenziale-e-il-nostro-sciopero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 09:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Transfemminismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 26 febbraio, ad Alessandria come in molte città d’Italia, Non Una...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 febbraio, ad Alessandria come in molte città d’Italia, Non Una di Meno lancia il countdown verso lo sciopero transfemminista dell&#8217;<strong>8 marzo</strong>: sciopero generale dalla produzione e dalla riproduzione, dal consumo, dai ruoli sociali imposti dai generi.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-246475" src="https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_1-300x279.jpeg" alt="Nella foto - Laboratorio Sociale Alessandria" width="300" height="279" title="8M ESSENZIALE. Essenziale è la nostra lotta. Essenziale è il nostro sciopero 6 - Laboratorio Sociale Alessandria" srcset="https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_1-300x279.jpeg 300w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_1-480x446.jpeg 480w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_1.jpeg 755w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />“70.02% donne 29.98% uomini hanno perso il lavoro nel 2020”</strong><br />
Durante il 2020 hanno perso il lavoro 444mila persone, di cui il 70% sono donne.<br />
Solo nel mese di dicembre, su 101mila persone costrette al licenziamento o i cui contratti non sono stati rinnovati, 99mila sono donne.<br />
Dati che vedono la loro origine in un sistema del lavoro femminilizzato che si contraddistingue per contratti precari e salari più bassi, e – poiché tali – più facilmente sacrificabili nell&#8217;economia familiare.<br />
Per le donne, che nel contesto pandemico hanno vissuto un’ulteriore perdita di autonomia economica, il termine del blocco dei licenziamenti, previsto a fine marzo, fa prospettare una situazione destinata a peggiorare.</p>
<p>Che lo svolgano da dipendenti – spesso precarie e a fronte di bassi salari – o gratuitamente, sono in prevalenza le donne ad occuparsi della cura di anzian* e bambin*.<br />
La centralità assunta, a causa della diffusione del Covi19, dal lavoro riproduttivo ha gettato luce sulle condizioni lavorative negli ambiti cosiddetti “essenziali” e sul carico di lavoro nella dimensione domestica.<br />
Da un lato l&#8217;intensificazione di orari di lavoro e turni impossibili, dall’altro la totale presa in carico di giovan* e bambin* a causa della didattica a distanza.</p>
<p>Il Covid19 ha incrementato anche la strutturalità della violenza di genere.</p>
<p><br class="Apple-interchange-newline" /><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-246479" src="https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5-300x200.jpeg" alt="Nella foto - Laboratorio Sociale Alessandria" width="300" height="200" title="8M ESSENZIALE. Essenziale è la nostra lotta. Essenziale è il nostro sciopero 7 - Laboratorio Sociale Alessandria" srcset="https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5-300x200.jpeg 300w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5-768x512.jpeg 768w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5-1536x1025.jpeg 1536w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5-1080x720.jpeg 1080w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5-1280x854.jpeg 1280w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5-980x654.jpeg 980w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5-480x320.jpeg 480w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_5.jpeg 1685w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>“11 femminicidi solo nel 2021”<br />
</strong>Eppure, mentre il Piano Antiviolenza sta per scadere<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"></a>, i finanziamenti ai centri antiviolenza femministi &#8211; spazi essenziali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere &#8211; continuano ad essere inadeguati e la discussione governativa intorno al Recovery Plan invoca la parità di genere ma propone politiche neoliberalie Family Act. Una misura che vede, come soggetto destinatario dei fondi sociali, non le donne ma la famiglia &#8211; la stessa dove si consuma la maggior parte della violenza maschile e che impedisce la libera espressione delle soggettività dissidenti -. Fondi dai quali sono del tutto escluse le migranti, confermando e mantenendo salde le gerarchie razziste che permettono di sfruttarle ulteriormente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo sfruttamento è elemento paradigmatico della violenza di genere.<br />
Ad esso sono sottoposti i nostri corpi così come i territori.<br />
<strong>“L&#8217;inquinamento dei territori è l&#8217;inquinamento dei corpi”<br />
</strong>Siamo stufe di vedere prevalere il profitto sul diritto alla salute con drammatici lasciti in termini di malattie e morti. Le acque inquinate dai PFAs e dal cC6O4, le polveri cancerogene dai cantieri del Terzo Valico e quelle sottili che rendono tossica l’aria che respiriamo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-246478 alignleft" src="https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_4-289x300.jpeg" alt="Nella foto - Laboratorio Sociale Alessandria" width="289" height="300" title="8M ESSENZIALE. Essenziale è la nostra lotta. Essenziale è il nostro sciopero 8 - Laboratorio Sociale Alessandria" srcset="https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_4-289x300.jpeg 289w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_4-768x797.jpeg 768w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_4-980x1017.jpeg 980w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_4-480x498.jpeg 480w, https://www.labsociale.it/wp-content/uploads/2021/02/strisioni_8m2021_4.jpeg 1047w" sizes="(max-width: 289px) 100vw, 289px" /></p>
<p>Un diritto alla salute minato anche dalle politiche sanitarie e dalle follie di alcuni amministratori locali. Da un lato la considerazione dei consultori quali servizi “non essenziali” da poter mettere in discussione in tempi di pandemia. Dall’altro l’ennesima battaglia ideologica &#8211; promossa dalla Regione Piemonte e supportata anche dal Comune di Alessandria &#8211; che millanta di volere la salute della donna, salvo poi finanziare abbondantemente i movimenti pro-vita che la colpevolizzano e non ne rispettano le scelte. Per questo gridiamo <strong>“Regione contro l&#8217;aborto, l&#8217;RU486 non si tocca”</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Va garantita alle donne la possibilità di scegliere. Le donne che scelgono di avere figl* devono poterl* crescere in un ambiente sano e accogliente.</p>
<p>Occorre abbassare le rette degli asili nido, rendere gratuiti i servizi per l’infanzia, smettere di vincere ogni anno il record di polveri sottili nell’aria, assicurare case popolari per chi ne ha bisogno, rendere il centro un luogo a misura di bambin* e non di auto.</p>
<p>Le limitazioni dovute al Convid19 non hanno impedito il protagonismo delle donne e delle libere soggettività e la moltiplicazione delle lotte &#8211; le lavoratrici delle pulizie dell’ospedale di Alessandria si sono, per la prima volta, unite e ribellate a iniquità e ingiustizie.<br />
La voce di oltre 600 donne e soggettività LGBTIQ+ &#8211; precarie, migranti, operaie, maestre, madri, delegate sindacali e sex worker &#8211; è risuonata forte nel corso della tre giorni di assemblea nazionale online<a href="#_ftn2" name="_ftnref2"></a>, affermando che lo sciopero non è più rimandabile.</p>
<p>Il sindacato di base ADL Cobas sostiene lo sciopero dell’8 marzo dando, insieme ad altre sigle, la copertura sindacale alle lavoratrici e ai lavoratori che vorranno aderire.</p>
<p>Le donne lottano da mesi nelle fabbriche, nelle scuole, nelle case. Lottano. Lottano in Italia, in Polonia, in Argentina, in Bulgaria, in Georgia, in Cile e nelle città degli Stati Uniti e della Francia dimostrando, ancora una volta, la necessità di una risposta transnazionale alla violenza strutturale.</p>
<p>Le politiche economiche europee di gestione della crisi hanno definito le donne “essenziali” per poterne intensificare lo sfruttamento.<br />
<strong>Essenziali sono le nostre vite, essenziale è il nostro sciopero!</strong></p>
<p>Alla prospettiva di un piano di ricostruzione patriarcale e confindustriale, vogliamo opporre un piano femminista di trasformazione sociale: un salario minimo europeo e reddito di autodeterminazione, socializzazione della cura, welfare universale e non familistico, un permesso di soggiorno europeo non condizionato al lavoro e alla famiglia, diritto alla salute e all’autodeterminazione, priorità della salute ecosistemica rispetto ai profitti. Occorre che il cambiamento coinvolga i luoghi di istruzione, così che questi stessi luoghi siano in grado di garantire alle studentesse e agli studenti tutela, sicurezza e spazio di dibattito e discussione.<br />
<strong>L’8 marzo scioperiamo! </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="https://casadelledonnealessandria.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Non Una di Meno Alessandria<br />
</em></strong><strong><em>Casa delle Donne </em></strong></a><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a> https://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2021/01/06/news/violenza_di_genere_i_numeri_del_2020_verso_un_nuovo_piano_2021-2024_le_proposte_per_un_sistema_di_contrasto_piu_inclusivo-281346209/</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2"></a> https://nonunadimeno.wordpress.com/2021/02/17/report-assemblea-nazionale-non-una-di-meno-del-6-febbraio-2021/</p>
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