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	<title>Ecologismo &#8211; Laboratorio Sociale Alessandria</title>
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	<title>Ecologismo &#8211; Laboratorio Sociale Alessandria</title>
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		<title>Cosa sono i PFAS e perché sono pericolosi?</title>
		<link>https://www.labsociale.it/ecologismo/cosa-sono-i-pfas-e-perche-sono-pericolosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 08:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Detti anche inquinanti eterni, I PFAS sono un gruppo di migliaia di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Detti anche inquinanti eterni, I PFAS sono un gruppo di migliaia di sostanze chimiche prodotte dalle industrie, ancora oggi ampiamente usate perché in Italia non esiste una legge che ne vieti la produzione e l&#8217;utilizzo, nonostante restino nell&#8217;ambiente per decenni, accumulandosi nel suolo, nelle acque e persino nel corpo umano, con gravi effetti sulla nostra salute.</p>



<p>Ne parliamo Venerdì 27 Settembre al Laboratorio Sociale di Alessandria, insieme a Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia, e al Comitato Stop Solvay.</p>



<p></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto ambientale di Solvay</title>
		<link>https://www.labsociale.it/ecologismo/limpatto-ambientale-di-solvay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 16:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Ieri, durante l’ultima convocazione congiunta delle Commissioni Cultura e Sicurezza e Ambiente...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ieri, durante l’ultima convocazione congiunta delle Commissioni Cultura e Sicurezza e Ambiente in Comune, Stefano Colosio, il nuovo direttore di Solvay &#8211; che nel mentre è diventata l’impronunciabile Syensqo, per tener fede alla tradizione secondo cui dopo un tot di anni è bene cambiare nome e ripulire la reputazione &#8211; si è espresso in merito all’impatto ambientale dei pfas prodotti dal polo chimico. </p>



<p>Ha esordito sostenendo che il PFOA, pfas a catena lunga, sarebbe stato dismesso da Solvay dal 2013, anno in cui la multinazionale ha iniziato a produrre il cC6o4, pfas a catena corta, senza autorizzazione.&nbsp;</p>



<p>Colosio si è dimenticato forse di aggiungere che, insieme al cC6O4, Solvay ha continuato a produrre un altro pfas a catena lunga che il polo chimico avrebbe dovuto dismettere nel 2015, ma che fino a poco tempo fa era ancora sicuramente utilizzato dalla multinazionale, dal momento che la Provincia di Alessandria aveva barattato l’ampliamento della produzione di cC6O4 con la progressiva dismissione dell’utilizzo dell’ADV7800, pfas nocivo quanto il PFOA.</p>



<p>Colosio ha inoltre dichiarato che la decisione di dismettere al 99% il cC6o4 entro il 2026 non sarebbe motivata dal suo impatto ambientale che, a suo dire, sarebbe “ampiamente meno nocivo del suo predecessore, il PFOA”, ma “perché è avverso all’opinione pubblica”.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Comitato Stop Solvay</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il diritto alla salute a Spinetta Marengo</title>
		<link>https://www.labsociale.it/ecologismo/il-diritto-alla-salute-a-spinetta-marengo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 22:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Restrizione del diritto alla salute?Sta diventando sempre più complicato comprendere i criteri...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Restrizione del diritto alla salute?<br>Sta diventando sempre più complicato comprendere i criteri con quali si inizierà il biomonitoraggio della Regione Piemonte a Spinetta Marengo.</p>



<p><br>Biomonitoraggio che &#8211; non ci stancheremo mai di dire &#8211; è una condizione necessaria per poter affrontare una situazione sanitaria estremamente grave e compromessa.</p>



<p><br>Come emerge dalla pubblicazione dello studio osservazionale della Regione Piemonte, invece di coinvolgere l&#8217;intera popolazione potenzialmente colpita dall&#8217;inquinamento industriale, lo studio si limita a un campione di appena 127 individui residenti o dipendenti delle aziende agricole e zootecniche coinvolte nei monitoraggi sugli alimenti del 2022. </p>



<p><br>Tutto ciò avviene senza che la popolazione interessata ne sia a conoscenza e nonostante anni di richieste da parte di famiglie intere per un biomonitoraggio dell&#8217;intera popolazione esposta a questi contaminanti. Solo un biomonitoraggio che coinvolga la popolazione nel suo complesso renderebbe possibile sapere a che livello gli abitanti di Spinetta sono stati avvelenati e quindi ricorrere il prima possibile ad azioni di prevenzione negate fino ad oggi.</p>



<p><br>Inoltre, ci preoccupa il fatto che lo studio sembri focalizzarsi principalmente sull&#8217;esposizione attraverso il consumo di cibo contaminato di un piccolo campione, tralasciando l’obiettivo iniziale di dimostrare come gli inquinanti emessi da Solvay attraverso numerose vie (aria, acqua ed alimenti) abbiano causato l’avvelenamento di centinaia di persone.</p>



<p><br>Ciò che già era emerso con lo studio dell&#8217;Università di Liegi aveva presentato un quadro disarmante e il fatto di non includere nel biomonitoraggio regionale le persone che volontariamente si erano prestate per le analisi della suddetta Universita ci lascia basiti.</p>



<p><br>Siamo inoltre indignati dalla gestione poco trasparente di questa iniziativa e dall’assenza di presa di parola del Sindaco nonché assessore all’ambiente di Alessandria e dell&#8217;assessore all&#8217;ambiente della Regione Piemonte. La mancanza di trasparenza e di coinvolgimento dei cittadini è preoccupante, soprattutto considerando che l&#8217;inquinamento da PFAs è un problema che interessa molte persone e richiede un monitoraggio accurato e ampio.<br>Un secolo di morti e veleni può bastare!</p>



<p></p>



<p>Comitato Stop Solvay </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;opportunismo di CGIL nel processo Solvay</title>
		<link>https://www.labsociale.it/ecologismo/lopportunismo-di-cgil-nel-processo-solvay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 09:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 4 marzo si aprirà il processo che vede imputati due dirigenti...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 4 marzo si aprirà il processo che vede imputati due dirigenti di Solvay e la stessa Solvay con l&#8217;accusa di disastro ambientale. Un rinvio a giudizio che conferma ciò che da molti anni a questa parte è evidente: le produzioni e la presenza stessa di Solvay rappresentano un macigno avvelenato sulle vite e sui territori della Fraschetta.<br>In questo contesto tanti cittadini di Spinetta si stanno costituendo parte civile nel processo, cosa giusta, legittima e doverosa.  <br><br>È in questo quadro che apprendiamo la volontà della CGIL di Alessandria di costituirsi anch&#8217;essa parte civile sbandierando immediatamente la decisione di destinare eventuali risarcimenti monetari al territorio.<br>Restiamo onestamente e sinceramente basiti di fronte alla conferenza stampa del segretario provinciale che pare rendersi conto solo oggi dell&#8217;esistenza di Solvay  e delle conseguenti criticità ambientali e di salute.<br><br>Tralasciando la facile ironia siamo oggettivamente sbigottiti dall&#8217;opportunismo con cui la CGIL si muove. Dopo decenni nei quali si è ben guardata dal muovere la benché minima critica e osservazione a Solvay oggi decide di posizionarsi, male, parlando di bonifiche e di produzione sostenibile.<br><br>Ma non solo in questi anni la CGIL non ha prodotto nessun tipo di critica ma, quando ne ha avuto l&#8217;occasione si è prodigata in dichiarazioni a sostegno delle produzioni nocive di Solvay al limite della decedenza. Ne ricordiamo una su tutte, quella relattiva alla richiesta di ampliamento della produzione di Cc6o4 (classificato da ECHA come tossico per ingestione) avanzata da Solvay e discussa in AIA, la riportiamo fedelmente perchè crediamo che vada dato alla CGIL quello che è della CGIL: “Oggi in ballo c’è la modifica dell’Aia esistente per la produzione di C6O4, una sostanza chimica innovativa che soddisfa le esigenze ambientali più innovative”.<br><br>In sostanza, neanche di fronte all&#8217;evidenza dell&#8217;inquinamento e dei disastri prodotti da Solvay, si riescono ad avere parole chiare, nette e non opportunistiche.<br>Insomma, ci verrebbe da dire che il silenzio è oro. E di consigliarlo.</p>



<p></p>



<p>Comitato Stop Solvay </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Spinetta Marengo inizierá il biomonitoraggio</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/a-spinetta-marengo-iniziera-il-biomonitoraggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 08:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Apprendiamo dai giornali di questi giorni la notizia dell&#8217;imminente biomonitoraggio che partirà...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Apprendiamo dai giornali di questi giorni la notizia dell&#8217;imminente biomonitoraggio che partirà per individuare la presenza di veleni derivanti dalla presenza di Solvay nell&#8217;organismo delle persone residenti nella Fraschetta. <br>In questo momento le scarsissime informazioni che sono state riportate descrivono il biomonitiraggio come un prelievo del sangue su base volontaria su un campione di 100 persone, con annesso questionario.<br>Questo ciò che è stato reso pubblico.</p>



<p><br>La prima considerazione che come Comitato Stop Solvay ci sentiamo di esprimere è: finalmente!<br>Questa soddisfazione purtroppo dura poco: alcune scelte risultano veramente poco comprensibili e le informazioni sembrano essere nascoste. </p>



<p><br>Alla luce di ciò, ci sono domande che crediamo debbano essere pubbliche e risposte che crediamo debbano essere sciolte altrettanto pubblicamente dalle istituzioni e dagli enti coinvolti, dalla ASL alla Regione passando per il Comune.<br>Perchè ASL contatterà solo 100 persone? Perché non si dà il diritto di partecipare agli abitanti di Spinetta che vogliono sapere cosa hanno nel sangue? <br>Su che base sono state scelte?<br>Se di queste 100 persone solo un 10 o 20 per cento si rendesse disponibile al prelievo, il cosiddetto biomonitoraggio si farebbe su 10 o 20 abitanti? <br>Quando, come e da chi verranno resi pubblici i risultati aggregati?<br>Perché si è scelto di fare solo analisi del sangue e non anche delle urine visto che appare evidente la permanenza di determinate sostanze nei reni?<br>In ultimo, quali sostanze verranno cercate?<br>Sappiamo che queste domande possono sembrare semplici, quasi banali, forse ingenue.</p>



<p><br>Avremmo voluto porre queste domande alle Istituzioni, visto che era loro dovere mettere in atto quel minimo di condivisione e informazione preventiva con la popolazione. Proprio questa opacità ci stupisce negativamente. Dopo anni di scandali, processi e risultati scientifici che dimostrano il disastro ambientale e sanitario a Spinetta, perché non è stata coinvolta la popolazione per descrivere cosa sarebbe successo? È sincera la volontà di capire? <br>Perchè chi dovrebbe tutelare la salute pubblica, il Sindaco e il Comume in generale, è silente e passivo?  </p>



<p> <br>La soddisfazione che abbiamo per la validazione del biomonitoraggio, dopo anni senza risposte trasparenti e puntuali, lascia purtroppo lo spazio al timore che si voglia nascondere e minimizzare gli impatti che sappiamo avrebbe un biomonitoraggio fatto con i crismi corretti. Tutto questo ci fa temere che la montagna abbia partorito un topolino, forse già indirizzato.<br>Un topolino che, se avrà un minimo di credibilità e onestà, non potrà comunque nascondere il disastro ambientale e sanitario che un&#8217;intera comunità continua a vivere.</p>



<p></p>



<p>Comitato Stop Solvay</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ricatto &#8211; Storia di Spinetta Marengo e della sua fabbrica</title>
		<link>https://www.labsociale.it/ecologismo/il-ricatto-storia-di-spinetta-marengo-e-della-sua-fabbrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2024 14:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 12 Gennaio ci vediamo al Laboratorio Sociale insieme a Claudio Lombardi...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Venerdì 12 Gennaio ci vediamo al Laboratorio Sociale insieme a Claudio Lombardi per la presentazione del suo libro &#8220;Il ricatto &#8211; Storie di Spinetta Marengo e della sua fabbrica&#8221;.</p>



<p>Due storie che convergono in un grande racconto che ripercorre in forma romanzata le vicissitudini di una grande azienda che ha dato lavoro, a partire dagli anni ’20, a migliaia di lavoratori, ma che a lungo ha avvelenato il territorio e distrutto la serenità di molte famiglie. Una storia di Fabbrica fatta di dure lotte e conflitti, che rimane attuale pensando ad alcune situazioni italiane, in cui ritorna come un tragico mantra il dibattito tra salute e lavoro, tra vita di sacrifici e prospettive di sviluppo.</p>



<p>Laboratorio Sociale Alessandria, Via Piave 63<br>Ore 21:00</p>



<p>Comitato Stop Solvay</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fare luce sul disastro: Le Iene a Spinetta Marengo</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/fare-luce-sul-disastro-le-iene-a-spinetta-marengo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 17:46:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo visto il servizio de Le Iene andato in onda il 5...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Abbiamo visto il servizio de Le Iene andato in onda il 5 dicembre su Italia1, che ha affrontato la situazione di Spinetta Marengo e il disastro ambientale perpetrato da Solvay.<br><br>Possiamo solo ringraziare Le Iene e tutti gli organi di informazione che contribuiscono a fare luce e a tenere alta l’attenzione sulla tragedia che Solvay sta facendo vivere alla popolazione alessandrina e in particolare di Spinetta. <br>Nel servizio ci sono volti e storie che conosciamo bene, molte persone con cui stiamo facendo la stessa strada verso la conquista di giustizia, verità, dignità e speranza per un domani libero da veleni e inquinamento, un domani in cui finiscano la prepotenza e la violenza che Solvay sta quotidianamente perpetrando.<br><br>In questo servizio vengono confermate le sofferenze e la gravità della situazione nel nostro territorio. Non ci stupisce quanto abbiamo visto, ma ci indigna sempre ascoltare le ricostruzioni degli eventi che si sono susseguiti attorno al caso Solvay. <br><br>Alcune domande nascono spontanee, però.<br><br>E’ possibile che le tutte le istituzioni coinvolte in questa tragedia reagiscano solo perchè “pizzicate” da una televisione nazionale? Perché hanno mostrato lassismo e disinteresse in questi anni di denuncia da parte della popolazione, del Comitato Stop Solvay e di altre autorevoli voci con cui abbiamo collaborato?<br> Non ci tranquillizzano per niente le dichiarazioni del consigliere regionale Sacco sulle buone intenzioni dell’Assessore Icardi a proseguire sul biomonitoraggio. Oltre a parole e mezze promesse, non abbiamo visto nulla. Finchè non inizierà il biomonitoraggio, le lungaggini della burocrazia e delle istituzioni può solo essere considerata complicità della sofferenza che vivono gli spinettesi. Ricordiamo che 18 mesi fa, collaborando con organi di informazioni belgi, abbiamo dimostrato scientificamente la gravità della presenza di pfas nel sangue degli spinettesi. Non c’è tempo da perdere e tutti gli enti sono pienamente informati e consapevoli.<br><br>Altre domande sono per la Regione. Il Presidente Cirio ha realmente intenzione di affrontare e risolvere la situazione? C’è la volontà politica di difendere i cittadini? Nel servizio abbiamo assistito attoniti a uno squallido spettacolo. Cirio ha mostrato lontananza e sprezzante disinteresse nei confronti degli abitanti di Spinetta. Ha altri interessi o priorità rispetto alla salute pubblica e alla tutela del nostro territorio? Deve qualcosa a Solvay o può dare seguito ai suoi doveri istituzionali?<br><br>Le ultime domande non possono che essere per il Sindaco di Alessandria. Dov’è l’indignazione per quello che stanno vivendo i suoi concittadini? Se la Regione sta bloccando il biomonitoraggio, perché non continuare a picchiare sulla porta regionale? Perché non assume posizioni pubbliche che facciano pressione?  Alla luce dell’immobilismo della Regione, perché il nostro Sindaco assume l’asettico e freddo formalismo de “abbiamo passato il problema ad altri”? Quello che sta accadendo a Spinetta e che il servizio de Le Iene ha ricostruito con dovizia, merita un sindaco che abbia almeno empatia con la sofferenza dei concittadini, che dovrebbe difendere e rappresentare. Niente di tutto questo è stato percepito nelle parole di Abonante, non solo nel video passato in televisione, ma anche in passato. <br><br>La domanda che ci facciamo ormai troppo spesso è però questa: si vogliono tutelare davvero i cittadini di Spinetta? Le istituzioni sembrano non essere interessate a contrastare Solvay. In questi anni, sono state fatte poche mosse da qualunque istituzione di qualsiasi grado e colore e sempre sono state seguite da immobilismo e mutismo. Se fossimo maligni, penseremmo alla classica tattica di usare tempo e silenzio per far dimenticare i vari casi del giorno. De Andrè diceva: “e lo Stato che fa? Si costerna, si indigna, si impegna e poi getta la spugna con grande dignità”. A noi non basta e non lo permetteremo.<br><br>Noi non siamo una polemica momentanea. Noi lottiamo per la nostra salute, il futuro nostro e dei nostri figli, la dignità e la giustizia e per questo ci troverete sempre qui. <br>Ci auguriamo che questo servizio possa rimettere al centro dell’agenda politica delle Istituzioni il biomonitoraggio, primo passo ma non esaustivo per affrontare seriamente il disastro ambientale causato da Solvay.<br><br>Per la rabbia delle sofferenze inflitte da Solvay e per la speranza di un nuovo inizio per la nostra comunità e il nostro territorio, noi continueremo la nostra lotta: chiudere Solvay subito, bonifica completa, screening medico alla popolazione.<br>Un secolo di morte e veleni può bastare.</p>



<p></p>



<p>Comitato Stop Solvay </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Due direttori Solvay sotto accusa per disastro ambientale</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/due-direttori-solvay-sotto-accusa-per-disastro-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la Solvay e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la Solvay e per i due direttori dello stabilimento di Spinetta dal 2015 al 2022 con l’accusa di disastro ambientale.<br><br>Le loro responsabilità sono molteplici e prolungate nel tempo: non hanno in alcun modo risanato alla pregressa contaminazione per cui erano già stati condannati, non ottemperando alla sentenza del 2015; hanno successivamente continuato a sversare nell’ambiente sostanze velenose e permanenti come PFAS e cC6o4 con estremo disinteresse per il territorio e la popolazione; hanno affidato ad una barriera idraulica inutile ed inefficace la tutela della falda acquifera dai loro veleni; hanno permesso che le sostanze fossero stoccate in discariche interne incapaci di contenere gli scarti del materiale produttivo e permettendo che si infiltrasse nel terreno. I direttori sapevano e hanno continuato senza il minimo scrupolo.<br><br>Da anni stiamo lottando per ridare dignità e giustizia al nostro territorio, per restituire e tutelare la salute e il futuro di tutte le persone costrette a pagare la prepotenza di Solvay. Conosciamo molto bene le argomentazioni della Procura e sappiamo quanto queste accuse siano gravi. Gravi e vere. <br>Il tempo non placa l’indignazione. Prendiamo atto della richiesta del Rinvio a giudizio con i pugni stretti dalla rabbia, ricordando ancora una volta le parole di uno dei Direttori accusati,  Diotto, che voleva far credere che le patologie e i tumori che colpivano gli spinettesi con estrema frequenza erano causati dai loro comportamenti personali. Mentre sapeva che ci stava avvelenando, gettava su di noi la loro stessa responsabilità. <br>Ciò per cui verrete condannati dai tribunali, non ci restituirà ciò che ci avete tolto.<br><br>Per la rabbia delle sofferenze inflitte da Solvay e per la speranza di un nuovo inizio per la nostra comunità e il nostro territorio, noi continueremo la nostra lotta: chiudere Solvay subito, bonifica completa. screening medico alla popolazione.<br>Un secolo di morte e veleni può bastare.</p>



<p></p>



<p>Comitato Stop Solvay </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rinvio a giudizio per due ex dirigenti Solvay</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/rinvio-a-giudizio-per-due-ex-dirigenti-solvay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 23:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Per due ex dirigenti Solvay è stato chiesto il rinvio a giudizio...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per due ex dirigenti Solvay è stato chiesto il rinvio a giudizio per disastro ambientale colposo: la notizia, che vede coinvolto in prima linea il polo chimico di Spinetta Marengo, non ci lascia affatto sorpresi.<br>È dalla fine del 2019 che chiediamo giustizia per gli abitanti di Spinetta e della Fraschetta, insieme ad altri prima di noi. Sono decenni che le persone pagano il prezzo dell&#8217;inquinamento di un singolo polo chimico e questo si può capire da poche date.<br>2019: la sentenza della Corte di Cassazione condanna Solvay, nelle veste dei suoi ex dirigenti, per disastro ambientale sostenendo che la multinazionale fosse a conoscenza dell&#8217;inquinamento pregresso del sito, non ponendo tuttavia rimedio allo sversando in falda di sostanze inquinanti come il Cromo VI per motivi di profitto.<br>Nel mentre due studi epidemiologici condotti da ARPA e ASL evidenziano un tasso di morbilità e mortalità più elevato a Spinetta rispetto ad Alessandria ed al resto della Regione.<br>2022: uno studio pilota, condotto dall&#8217;Università di Liegi evidenzia livelli di PFOA fino a 10 volte superiori rispetto i limiti europei nel sangue dei residenti intorno al polo chimico.<br>Nel breve periodo che distanzia queste due date abbiamo assistito al continuo scaricabarile degli enti locali, all&#8217;indisturbato proseguire dello sversamento in falda ed in aria da parte dell&#8217;azienda ( dati attestati dai monitoraggio di ARPA) fino alla silente ed omertosa politica locale che concede ampliamenti della produzione senza che venga garantita sicurezza per i propri cittadini.<br>La stessa amministrazione che nega e banalizza i risultati di studi epidemiologici e indagini preliminari.<br>Abbiamo assistito a finanziamenti da parte del Ministero del made in Italy per produrre nuove molecole appartenenti a questa famiglia, facendo gravare sulle spalle della cittadinanza non solo i costi di vite spezzate dalla malattia ma anche i costi di nuove sostanze inquinanti che verranno nuovamente disperse in quell&#8217;aria che respirano i loro cari.<br>Sembra un circo fatto di continue burle, eppure è la realtà che viviamo a Spinetta Marengo.<br>I banchi di tribunali hanno condannato e condannerranno i crimini di Solvay, intanto i loro veleni hanno devastato il nostro territorio e le nostre vite. Per questo pretendiamo la chiusura dello stabilimento, la bonifica del sito e il biomonitoraggio per tutto il territorio! <br>Solvay incompatibile con la vita! </p>



<p>Comitato Stop Solvay</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lettera aperta al Sindaco Giorgio Abonante</title>
		<link>https://www.labsociale.it/news/lettera-aperta-al-sindaco-giorgio-abonante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Sociale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 22:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono passati ormai 4 mesi da quando alcuni membri del Comitato Stop...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati ormai 4 mesi da quando alcuni membri del Comitato Stop Solvay hanno incontrato l’amministrazione comunale per parlare della disastrosa questione ambientale e sanitaria causata da Solvay a Spinetta Marengo.<br />
Durante l’incontro sono state discusse diverse misure urgenti, indispensabili per garantire che le persone che abitano i territori devastati dall’inquinamento della multinazionale Solvay, possano vivere in salute e con dignità e il Sindaco si è impegnato a rispondere alle numerose richieste del Comitato, prima tra tutte la necessità di un protocollo sanitario per i medici di base della Fraschetta e di Alessandria.<br />
Si tratta, come abbiamo già ribadito in più occasioni, di un protocollo fondamentale perché le persone possano realmente monitorare il proprio stato di salute nel caso di avvelenamento da PFAs o di patologie potenzialmente correlate agli inquinanti presenti sul territorio della Fraschetta. Il biomonitoraggio che il Comitato Stop Solvay – insieme con le altre realtà che sono impegnate da anni nella tutela ambientale e della salute di Spinetta – ha chiesto a Comune e Regione è solamente uno dei tanti passaggi fondamentali per garantire il diritto alla salute delle persone che vivono nei territori colpiti dall’inquinamento del Polo Chimico. Oltre a questo, deve necessariamente esserci un sistema sanitario e territoriale pronto ad accogliere coloro che presenteranno PFAs nel sangue e patologie ad essi correlate.<br />
Le persone che hanno partecipato al primo biomonitoraggio pilota scoprendo così la presenza di PFAs nel proprio sangue, oggi si trovano senza alcuna indicazione, senza alcun genere di aiuto perché manca un protocollo chiaro che indichi ai medici come intervenire, quali analisi prescrivere, come procedere.<br />
Dopo 4 mesi di attesa ci chiediamo quali azioni il Sindaco e la giunta abbiano intrapreso per rispondere alla nostra richiesta. Da chi è composta la commissione che si sta occupando di questo protocollo? Che funzioni hanno le persone che ne fanno parte? Questa commissione sta collaborando con la Regione perché il protocollo sia allineato con quello per il biomonitoraggio? Quando potremo accedere ai documenti relativi al biomonitoraggio? Quando verrà informata la cittadinanza?<br />
Come Comitato a difesa dei cittadini, esigiamo la massima trasparenza dalla Giunta comunale ed un’immediata risposta pubblica da parte del Sindaco.<br />
Un secolo di morti e veleni può bastare!</p>
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