Sabato 9 giugno abbiamo spalancato la porta della Casa delle Donne di Alessandria. Volevamo uno spazio pubblico in cui realizzare il progetto che, mesi fa, abbiamo scritto e condiviso con la cittadinanza. E lo avevamo chiesto all’Amministrazione di questa città. Avevamo chiesto al Sindaco prima, con una lettera aperta, e ai tre Assessori che abbiamo incontrato poi di assumersi la responsabilità di rispondere all’esigenza manifestata dalle oltre 3000 persone che hanno aderito alla campagna di raccolta firme e da tutte quelle che, da più di un anno, partecipano al nostro percorso.
L’esito del nostro confronto con il Comune, così come le varie fasi dell’iter che abbiamo seguito, è noto a tutti. Dopo quasi 4 mesi dalla nostra prima richiesta, l’Assessore al Patrimonio Giovanni Barosini e l’Assessora alle Pari Opportunità Cinzia Lumiera hanno liquidato la possibilità di dare vita ad uno spazio di confronto, ascolto e contrasto alla violenza di genere con un “no” giustificato da questioni burocratiche e dall’assenza di edifici nella disponibilità del Comune.
L’Assessore Barosini, in particolare, nei giorni scorsi ha ribadito con un post su Facebook che, appropriandoci dell’ex Asilo in Piazzetta Monserrato, avremmo “scavalcato” la graduatoria delle Associazioni in attesa di una sede. Non abbiamo trovato alcun riscontro ufficiale di questa lista che, se esistesse, sarebbe una prova dell’incapacità delle Amministrazioni che si sono avvicendate a Palazzo Rosso di far fronte ai bisogni dei cittadini e delle cittadine che amministrano.
L’urgenza di dare forma al nostro progetto, dovuta anche al clima politico nazionale intriso di odio e razzismo che stiamo respirando in queste settimane, ci ha spinto a superare le difficoltà per percorrere l’unica strada che ci avrebbe permesso di ottenere ciò che spettava, non a noi ma alla comunità.
Crediamo, inoltre, che l’Amministrazione sarebbe in grado di rispondere a molte delle richieste inevase se solo provasse ad avere un quadro più preciso degli spazi pubblici a disposizione e ad attuare politiche differenti rispetto al suo patrimonio immobiliare.
L’ex Asilo in cui abbiamo aperto la Casa delle Donne, infatti, dovrebbe essere già in gestione al Comune come dimostra una mail inviata dalla Direzione Coesione Sociale della Regione Piemonte al Comune di Alessandria in data 16 febbraio 2017.
Nel documento si legge che gli uffici comunali avrebbero dovuto redigere una serie di atti necessari al perfezionamento della procedura di estinzione IPAB a cui era affidato l’edificio in Piazzetta Monserrato 1. Il Comune avrebbe dovuto adottare una deliberazione in cui veniva chiesta l’estinzione dell’IPAB e la devoluzione del patrimonio dell’Ente, vincolato tra l’altro a servizi socio assistenziali o socio educativi, al Comune stesso.
Non c’è traccia di una presa in carico della richiesta da parte del Comune che, in questo modo, ha di fatto impedito che in questo anno lo spazio fosse aperto alle idee e ai progetti di associazioni e cittadini.
Ad oggi non sappiamo se, quando e in quali modalità sarà regolarizzata la nostra presenza tra queste mura. Quello che sappiamo è che Alessandria vuole la Casa delle Donne e lo ha dimostrato in questi primi giorni di apertura con un entusiasmo e un consenso che, prima di sabato, neanche noi saremmo riuscite ad immaginare. Per questo, crediamo che nulla possa mettere in discussione l’esperienza iniziata.
La Casa delle Donne vive già grazie all’impegno e alle proposte di tutte e tutti. Sono già attivi gli sportelli sulla contraccezione e di consulenza legale per donne migranti. Il programma degli incontri e dei laboratori cresce di giorno in giorno e rappresenta la varietà delle persone e dei modi di essere che stanno attraversando questo spazio.
Contemporaneamente prosegue la programmazione di eventi e attività culturali affrontate da una prospettiva di genere. Per l’ultimo weekend di giugno, infatti, stiamo organizzando un festival di arti visive dedicato alle più varie espressioni dei generi. L’invito è aperto a tutte le artiste e gli artisti che vogliano contribuire con allestimenti e performance.

Non Una Di Meno Alessandria