Giovedì 15 febbraio alle ore 9 in via Galimberti ad Alessandria si terrà un conferenza dei servizi relativa all’iter di approvazione della tangenziale di Sezzadio, parte del progetto industriale della Riccoboni Spa che metterebbe a repentaglio la salute di migliaia di cittadini della provincia.
Ribadendo la nostra solidarietà ai cittadini e alle cittadine in lotta pubblichiamo il comunicato dei Comitati della Val Bormida.

“I Comitati della Valle Bormida e tutti i cittadini che in questi anni hanno seguito le vicende legate alla discarica di Sezzadio guardano con attenzione e preoccupazione alla conferenza dei servizi in programma il 15 Febbraio relativa all’iter di approvazione della tangenziale di Sezzadio. Partendo dalla fine, ovvero dalla tangenziale, ricordiamo che l’iter riguarda un’opera pubblica a totale servizio di una discarica PRIVATA promossa da un azienda PRIVATA di cui non si sente alcun bisogno nel territorio.

Ripercorrendo questi 6 anni siamo obbligati a ricordare che stiamo parlando di un’opera, la discarica di Sezzadio, che andrebbe ad impattare sulla falda acquifera e quindi sul futuro di migliaia di persone profondamente osteggiata dalla popolazione e da tutte le persone di buonsenso, comprendendo tecnici, amministratori, i Sindaci di 30 Comuni e importanti professori di fama internazionale che hanno studiato a fondo progetto e ripercussioni bocciandolo senza se e senza ma: i rischi sarebbero troppo grandi.

Dall’altra parte abbiamo un nocciolo di persone che continua a portare avanti questo progetto e dal quale si sono già staccati pezzi importanti. Ci sembra giusto ricordare che ad oggi questo è il quadro:

RICCOBONI SPA: azienda preponente, è indagata per reati ambientali in merito alla discarica Molinetto di Cogoleto.

FULVIO DE LUCCHI: progettista della discarica di Sezzadio nonché consulente tecnico di parte della Riccoboni, è indagato per traffico illecito di rifiuti.

ISTITUZIONI: ad un responsabile dell’Ufficio Cave di Alessandria, alle dirette dipendenze dell’Ufficio Ambiente e quindi corresponsabile dell’ufficio medesimo, sono stati sequestrati ingenti quantitativi di denaro e lingotti d’oro per indagini legate alla gestione dei permessi di cava in Provincia, negli anni fra il 2012 e il 2016 ambito in cui ricadono anche le cave di Sezzadio. In quegli anni, Presidente della Provincia era RITA ROSSA, firmataria dell’autorizzazione per la discarica di Sezzadio.

Suo marito, EZIO GUERCI, risulta Indagato per traffico di influenze nell’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti legato all’ARAL.

Ancora oggi, qualche appartenente di quel nocciolo, che occupa ruoli chiave degli uffici competenti della Provincia, ci risulta si stia adoperando per trovare argomenti con cui chiudere con l’autorizzazione la partita in favore dell’azienda privata ed in totale disprezzo degli argomenti sentiti e fondati portati avanti dai cittadini e da 30 Sindaci del territorio.

Nemmeno l‘incredibile siccità che ci siamo lasciati alle spalle l’estate passata è stata in grado di minare tanta ostinazione e far riflettere sul fatto che se si autorizza oggi una tale follia si metteranno in pericolo le future risorse acquifere della Provincia di Alessandria da cui attingere in futuro in caso di situazioni simili.

I motivi tecnici per cui l’ing. Claudio Coffano, l’ing. Paolo Platania, la Dott.ssa Daniela Pastorino siano cosí celeri nel portare avanti le ragioni di un’azienda inquisita piuttosto che le tante argomentazioni promosse dai cittadini, dai Comitati e dall’interesse generale ci sfuggono e vorremmo tanto conoscerle.

È e deve peró essere chiaro che, se con 5 ricorsi pendenti ed un quadro cosí pesante tra indagati e corrotti che ruotano intorno ai protagonisti di questo progetto demente e criminale, le istituzioni non muoveranno un dito per fermare tutto e chiudere questa vicenda in attesa per lo meno di indagini piú approfondite sulla falda ed in attesa delle risposte sulle indagini della magistratura in corso e degli appelli pendenti, si varcherá un punto di non ritorno anche e soprattutto nelle dinamiche in cui la protesta si è sviluppata.

Se fino ad oggi migliaia di cittadini si sono mossi in tutti i modi legali di buonsenso e nel rispetto delle regole di pacifica dimostrazione di dissenso, mantenendo nonostante tutto, fiducia nelle istituzioni, di fronte allosconsiderato accanimento nel realizzare questa folle opera, cambieranno profondamente anche i nostri modi di portare avanti le lotte a tutela della falda e della salute.

Questo deve essere chiaro in primis a tutti i responsabili istituzionali ed in particolare al Presidente della Provincia ed al Prefetto di Alessandria ma anche ai mandanti di questo progetto che pensano di poter venire a fare i padroni di casa grazie ad autorizzazioni che, se verranno rilasciate, per noi non avranno mai alcun valore per i soggetti che le hanno prodotte e per il quadro in cui le stesse sono state ottenute.

Ai primi promettiamo che sposteremo in futuro la protesta in Alessandria per non far mai dimenticare il problema confinandolo a Sezzadio e, purtroppo, non saremo piú in grado di garantire la civiltá che ci ha sempre contraddistinti in passato visto quanta esasperazione questa situazione ha ormai generato.

Ai secondi promettiamo di aspettarli nel territorio. Vedremo cosa riusciranno a fare loro con la carta e la popolazione con i forconi.

Il nostro augurio è che il 15 Febbraio si possa ricordare come una giornata di riscatto su una vicenda scandalosa e vergognosa.

Se cosí non sará, di giornate da ricordare in futuro ce ne saranno molte altre ma per tutt’altri motivi.”

I Comitati della Valle Bormida