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Casa per tutti, sfratti per nessuno. Riapre lo sportello per il diritto all’abitare

Nella foto - Laboratorio Sociale Alessandria

Alessandria è ormai allo sbando, la situazione in città non è mai stata così preoccupante: la crisi economica che sta attraversando il Mediterraneo e l’Europa – insieme ad un dissesto comunale provocato da anni di corruzione e “magheggi” – sta dando vita ad una ben più drammatica crisi sociale che si respira ogni giorno, si percepisce nell’aria; nella devastazione e nella svendita del patrimonio pubblico, nei licenziamenti a raffica che colpiscono lavoratori pubblici e privati, nelle saracinesche serrate dei negozi del centro, nel vuoto lasciato dagli enti pubblici chiusi o privatizzati dal Comune.

Le giunte comunali che hanno governato la città negli anni precedenti hanno provveduto, nessuna esclusa, ad affossare la speranza in una risposta istituzionale concreta e percepibile, scegliendo di stare dove i politici sempre stanno, sulle poltrone, a difendere i privilegi di pochi.

Come sempre avviene quando gli interessi e la negligenza di pochi hanno la meglio sulla vita e sul benessere di un’intera comunità, i primi a pagarne le conseguenze sono i più deboli, coloro che non sempre riescono a stare al passo con i ritmi e con i prezzi che il sistema impone. Negli ultimi tre anni è aumentato vertiginosamente il numero di persone che “non riescono ad arrivare a fine mese” e che rischiano di vedersi private di quella dignità e di quei diritti fondamentali che dovrebbero essere garantiti, primo fra tutti la casa. Anche chi fino a qualche anno fa poteva permettersi una vita “tranquilla”, oggi si trova a fare i conti con bollette, affitti, pignoramenti e rimane intrappolato in una rete di spese e debiti: basta un licenziamento in tronco, una spesa sanitaria imprevista o la necessità di prendersi cura di un anziano a mettere in ginocchio l’economia di una famiglia e a far crollare quelle sicurezze che prima erano date per scontate.

I numeri riguardanti gli sfratti, le liste d’attesa per le case popolari e l’aumento di persone senza casa parlano chiaro: circa 1000 sfratti programmati entro il 2013 con un aumento esponenziale rispetto agli anni precedenti.

Dall’altra parte decine e decine di palazzine ed edifici sfitti, abbandonati alla muffa e al tempo da speculatori e proprietari milionari oppure in mano al mercato e alle banche, che detengono grandi quantità di immobili, spesso pignorati.

Sono sempre più, quindi, le famiglie per la strada o sotto ricatto, ma, come non mancano di sottolineare le dichiarazioni di assessori e dirigenti, i problemi a Palazzo Rosso sono ben altri.

Per fortuna, chi ha memoria delle lotte e dei movimenti che hanno attraversato la nostra città ricorderà che, di fronte all’inadempienza e all’agire criminale dei potenti, è possibile auto-organizzarsi dal basso e riconquistare, insieme, spazi di condivisione e solidarietà: ne è stato uno straordinario esempio l’esperienza della Rete Sociale per la Casa, che in questi anni ha impedito centinaia di sfratti, aiutato famiglie e bambini a ritrovare una casa aprendo porte chiuse (a volte di assessorati a volte di appartamenti vuoti), sedendosi a tavoli di trattativa con gli enti competenti (anche se questo termine fa un po’ ridere) e ponendo costantemente all’ordine del giorno su giornali e media locali la questione abitativa. Quella partecipata e discussa esperienza, che ha fatto più volte sbiancare i volti degli assessori e dei presidenti succedutisi a gestire “l’emergenza casa” in Alessandria, si è conclusa circa un anno fa con l’assegnazione di una decina di case alle altrettante famiglie in difficoltà incontrate lungo la strada, una strada sempre in divenire, mai scontata e frutto di scelte e soluzioni sempre pubbliche e condivise.

Oggi, di fronte all’imbarbarimento sociale e all’inadeguatezza dimostrata dal mondo politico istituzionale nei confronti delle emergenze, nasce l’esigenza di tornare in movimento e riproporre la tematica del diritto all’abitare come uno degli aspetti necessari e indiscutibili su cui basare la costruzione di una città diversa e di un diverso modo di viverla. Su questi presupposti nasce il Movimento per la Casa, un percorso profondamente segnato e intriso, già nei suoi primi passi, da quei valori e da quei principi che nel 2005 mossero le donne e gli uomini che diedero vita alla Rete Sociale per la Casa: basta famiglie senza casa, basta case senza gente.

Dietro ai numeri che confermano l’aumento degli sfratti ci sono persone in carne ed ossa, bambini, anziani, giovani precari, donne sole e disoccupati, costretti a smettere di pagare l’affitto per mangiare, per affrontare spese più imminenti.

Risulta evidente che al tempo della crisi e dell’austerity le istituzioni pubbliche non sono più un interlocutore possibile con cui confrontarsi sul tema abitativo, poiché non sono in grado di fornire soluzioni concrete e da tempo, ormai, hanno preso le distanze dal mondo reale che sta sotto di loro; le palazzine popolari sono fatiscenti e crollano a pezzi, nessuno è in grado di dire quanti alloggi vuoti siano a disposizione e la scelta del Comune di mettere tutto in vendita dimostra, per l’ennesima volta, la mancanza di volontà e capacità nell’affrontare il problema. Ne è indice l’esplosione del fenomeno del racket delle case popolari: criminali senza scrupoli che speculano e si arricchiscono affittando illegalmente spazi di proprietà pubblica a famiglie in difficoltà.

É necessario, quindi, per chi costruisce opposizione e alternative dal basso, trovare altre forme e altri spazi di ragionamento, guardare altrove per risolvere in divenire il dramma abitativo, come in tante altre parti del mondo migliaia di persone hanno già iniziato a fare: attaccando di petto la rendita e la speculazione.

Occupare e mobilitarsi erano e restano l’unico modo per iniziare a riappropriarsi di diritti e dignità, e a rispondere ai soprusi di politici ed affaristi.

Annunciamo dunque l’apertura dello “Sportello Casa” presso il Laboratorio Sociale di via Piave 65, tutti i martedì dalle 18 alle 22.00, a partire dal 19 novembre.

Case per tutt*, sfratti per nessuno!

Movimento per la casa